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attualità

In bus a Padova per le festività natalizie ? ehm…

Leggo sui giornali delle iniziative (nulla di nuovo, anche rispetto all’anno scorso) per incentivare l’utilizzo di bus e tram durante le festività natalizie. Nel mio caso, quando ci ho provato, si è trattato di una follia.

Abito in zona San Lazzaro, non lontano dalla zona dei negozi commerciali di via Venezia.
Oramai da alcuni anni, la domenica la tratta è servita, se così si può dire, dal bus che collega Ponte di Brenta alla stazione ed a Tencarola / Selvazzano.
A causa del limitato raggio di curvatura del percorso a Tencarola / Selvazzano, non possono essere impiegati i bus autosnodati. Il risultato è che in una qualsiasi domenica , anche d’estate, prendere questo bus negli orari di punta diventa un’odissea, al pari di prendere il consueto 18 alle 7.30 del mattino, quando alle volte già a 5 fermate dal capolinea di Ponte di Brenta salta le fermate perché strapieno !
Nel caso dell’orario festivo la cosa è paradossale: in tre anni possibile che tra Comune  di Selvazzano e Busitalia (prima Aps) non ci sia messi d’accordo per garantire un percorso che consenta l’utilizzo di bus più capienti per non far viaggiare gli utenti in modo disumano (provate a guardare alla fermata di Auchan / Media World) ?
E’ così difficile ?
Ah, certo, avrei un’alternativa. Prendere il bus 42 per andare in centro, uno dei pochi che non è stato “castrato” nel suo percorso dai tagli decisi da Comune e Busitalia: una corsa ogni 50 minuti nei giorni festivi. Posso sperare, almeno per il 2017, di vedere sulla tratta 12 festiva Ponte di Brenta-Tencarola dei bus più capienti ?
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attualità personale

Ambiente, salute e politiche di trasporto pubblico urbano a Padova.

Nel “Mattino di Padova” del 16 dicembre è stata data la notizia che la presenza di auto nei parcheggi pubblici cittadini è aumentata del 21% rispetto allo scorso anno. Facile supporre che questo sia dovuto al taglio di intere linee (anche se per metà del percorso) , in particolare quelle che servono gli ospedali e la zona nord della città. L’assessore ai trasporti cittadino si è lasciato andare a dichiarazioni sui giornali quantomeno improvvide, come se non avesse mai usato un bus in vita sua. Ad una popolazione in buona parte anziana ha consigliato di fare qualche centinaio di metri il mattino , in assenza della vecchia linea di bus che una volta serviva il loro quartiere, e di prendere un’altra linea, come se Padova non soffrisse da anni di un sovraffollamento degno di carri bestiame dei bus nelle ore di punta. E ancora, nega il taglio di linee e di frequenze (anche dove i bus sono rimasti, le frequenze sono passate in media da una corsa ogni 15 minuti ad una ogni 20) , anzi , raddoppia : ora gli utenti possono addirittura prendere le linee extraurbane quindi il servizio è migliorato .

Quest'uomo deve iniziare ad andare al lavoro con i bus, per rendersi conto di com'è stato ridotto il servizio pubblico di trasporti Peccato che ci sia un ma: non si possono prendere nelle ore di punta, ovvero il mattino dalle 7 alle 9 e dalle 12.30 alle 14.30, cioè quando servono nel primo caso a studenti e lavoratori, e nel secondo agli studenti, ovvero ai maggiori fruitori del servizio pubblico (i pendolari).
C’è da rimanere sbigottiti di fronte a queste affermazioni ! Si dipinge una realtà contraria a quella attuale !
Purtroppo, attuare delle politiche (votate a Padova da tutti i partiti, dalla Lega al PD, con gli unici voti contrari di Movimento Cinque Stelle e Padova 2020) che comportano dei tagli (espressi in milione di km/ anno) nel servizio di trasporto pubblico hanno una contropartita: un maggior uso dell’automobile. E se stessimo parlando di andare a fare la spesa in un supermercato piuttosto che in un altro, o di andare al mare o in montagna, poco cambierebbe. La questione è che una maggior circolazione delle auto comporta un costo maggiore sanitario sia per l’aumento degli incidenti stradali (e delle lesioni) , sia per l’inquinamento, in una regione, la pianura padana, che da oltre due mesi ha valori di poveri sottili 2,5 volte il massimo consentito, con un danno per la salute di tutti noi (sia in termini di patologie polmonari che di morti premature, come potete leggere in questo articolo).

Siamo senza bus la sera  , con un servizio taxi carissimo (con aumenti di tariffe regolarmente approvate dal Comune, come se gli stessi aumenti li avessero avuti i cittadini che di questo servizio dovrebbero poter fruire), e nelle ore di punta è impossibile prendere il bus. La linea 18, che pure nel tragitto che utilizzo io da Ponte di Brenta a Largo Europa non ha avuto tagli – mentre è stata soppressa nell’altra metà) , dalle 7 alle 8 è imprendibile, e nei giorni di pioggia io che abito a San Lazzaro, nella zona del possibile futuro ospedale (auguri!) , rimango a piedi perchè il bus è talmente pieno che non si riesce a salire. E ovviamente, dato che devo essere in ufficio ben prima delle 9, non posso usare il servizio extraurbano. Lascia o raddoppia ? Ecco che anch’io, dopo praticamente 25 anni di uso di moto e bus, ho lasciato il bus per l’auto. E dire che io non dovevo nemmeno cambiare mezzo , come capita agli sfortunati abitanti di Cadoneghe e Vigodarzere, o di Albignasego. Non voglio nemmeno fare il confronto con Bologna, una città in una regione che finanzia molto di più le aziende di trasporto pubblico per ogni km di percorrenza , e che ha attivato nel corso degli ultimi due anni alcune nuove stazioni per il servizio urbano (Bologna Mazzini e San Vitale, solo per ricordare le più recenti) , mentre ha altre linee ferroviarie gestite da Tper che arrivano fino all’ospedale S. Orsola .
Parliamo di Verona, altra città in Veneto. Ad ogni fermata del bus c’è indicato non l’orario di partenza dal capolinea, bensì quello di transito alla fermata. Sul sito internet dell’azienda è possibile vedere l’elenco di tutte le fermata di ogni linea con anche indicati i minuti di percorrenza .

Screenshot 2015-12-20 10.03.26

I bus, nelle tratte principali, ci sono anche la sera.
Cos’hanno fatto di male i padovani per essere condannati a spostarsi in una città tutto sommato piccola come Padova esclusivamente in auto ?

 

 

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Generale

Busitalia a Padova.

Secondo Busitalia (a guida leghista, i famosi “veneto ai veneti”, ma che tagliano i bus e i posti letto negli ospedali ai veneti) , il 18 , che prima non riusciva ad arrivare in stazione da Ponte di Brenta in 15 minuti , adesso in 15 minuti (18 nelle ore di punta) dovrebbe arrivare 4 semafori dopo , in Largo Europa. E infatti: questa sera il 18 delle 18.25 è arrivato in Largo Europa alle 18.50. Il punto è che non è così solo a Busitalia: i vertici si prendono i premi per raggiungere i risultati (che spesso consistono nel tagliare servizi o personale), mentre ai dipendenti si chiede di aumentare la produttività con numeri “tangibili”, “dati alla mano”. E’ una questione di indici ; per i primi, un premio sui tagli, per i secondi, tagli sui premi.

alcune delle numerose lettere che appaiono sul Mattino di Padova di cittadini furibondi dopo il taglio di linee e frequenze dei bus , avvenuto dopo la fusione Busitalia (gruppo Ferrovie dello Stato) e Aps Padova
alcune delle numerose lettere che appaiono sul Mattino di Padova di cittadini furibondi dopo il taglio di linee e frequenze dei bus , avvenuto dopo la fusione Busitalia (gruppo Ferrovie dello Stato) e Aps Padova
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attualità personale

Quell’autobus vuoto alle 8.10 del mattino alla Stanga

Il reportage del “Mattino di Padova” il primo giorno del nuovo orario invernale dei bus a Padova con un taglio intero di 4 linee bus e riduzione di frequenze su tutte le altre, tram escluso.

Complimenti al vero professionista che ha fotografato alle 8.10 un bus praticamente vuoto alla rotonda della Stanga. Probabilmente, un 9 diretto in via Ippodromo (Mortise), a pochi km dal capolinea finale in un orario in cui tutto il traffico è diretto in direzione opposta (dalle periferie al centro città). Vi dò una dritta: riuscirete anche a fotografare un 18 semivuoto , fotografandolo a S. Lazzaro (rotonda con via Friburgo), anche alle 7.30 del mattino in un giorno di pioggia, se diretto a Ponte di Brenta. Se invece attraversate la strada, e fotografate quello in direzione Stazione / Largo Europa, troverete me ed altre persone che rischiano a rimanere a terra a 5 fermate dal capolinea iniziale da quanto pieno è , stipati come bestie. E questo era l’anno scorso, prima del taglio delle corse. Se lo scopo di questa foto è , come in epoca berlusconiana , dire che “I ristoranti sono pieni”, in versione “Gli autobus sono vuoti”, ci siete riusciti. Ma che tristezza. Se questo è fare documentazione di come vanno le cose….
p.s. stamattina in moto incolonnato nella stretta strada dietro la Fiera, l’unica che posso percorrere per andare a lavoro in centro, dato che la nuova corsia preferenziale di via Tommaseo è interdetta anche alle moto (grandi eh ?). Per vedere quanto sarà stato intelligente deviare il traffico di una arteria a due corsie per senso di marcia su una a una corsia per senso di marcia, non serve aspettare l’inizio delle scuole. Basta il primo giorno di Fiera. Sempre che i fotografi fotografino la corsia giusta….. propongo a tutti gli utenti del dis-servizio pubblico Busitalia Veneto urbano di mettere le foto su twitter con l’hashtag #autobusvuoti #padova