Visita gastroenterologica, ottobre 2020.

Mentre stamattina pensavo ad alcune care persone facevo alcune riflessioni.
Ieri cercavo di fare l’upload su Flickr di un video che immortala la zona della stazione di Padova deserta quest’estate alle nove di sera, quando a Bologna sarebbe stata piena di quella che la brava giornalista del Corriere della sera chiamò, in quel bell’articolo sulla “beffa dei congiunti” nella fase 2 del lockdown e che trovate tra le note del mio Facebook, “umanità.”
Pochi giorni fa sono stato ad una visita gastroenterologica per la dispepsia legata alla #SindromedaFaticaCronica. Sono andato privatamente ma in una struttura pubblica, dato che i tempi di attesa a Padova con il SSN sono di 7-8 mesi per una visita gastroenterologica. Da almeno 5 anni. Il #COVID19 non c’entra. Nella stessa Azienda Ospedaliera da cui da anni il Mattino di Padova parla di medici in fuga, l’ultimo dei quali quello che fece il primo tampone a Schiavonia e che ora va a Trieste.
O la (brava) neurologa che ha seguito mia madre nell’episodio di #amnesiaglobaletransitoria a cui non hanno dato abbastanza ore, e che adesso andrà, se ricordo bene, a Verona.
Ma torniamo alla mia visita, molto ben fatta. Spiego che il nominativo di questa gastroenterologa mi è stato fatto da un bravo medico di Pisa, contattato dalla nutrizionista che collabora con la prof. Bazzichi per la dieta per malattie autoimmuni e che conosce fibromialgia e sindrome da fatica cronica.
“Ah, Lei è stato visitato anche dal collega xxx, e anche dal Prof. S.”
“Sì, e mi hanno detto che andava tutto bene, ma io stavo malissimo, e sono stato aiutato, gratis e via e-mail, da Pisa.”
“Beh, adesso ci sono io. Le prescrivo questi esami, prenoti già subito una visita di controllo con me, i tempi sono lunghi.”
Bene, vi racconto come è andata. Esami diagnostici con urgenza (priorità 30 giorni). Per due , nonostante la priorità, non ci sono date. Non c’è posto (nemmeno a Piove di Sacco). Mi chiameranno. Per un’altra, il primo posto è a fine gennaio, ma va tolta la priorità 30 giorni, ma anche con quella 60/90 giorni non è prenotabile , “forse il sistema legge 60 anziché 90”, e non riesco a prenotarla. Tuttora, non so come fare. La tipa dell’Azienda Ospedaliera chiede al medico di base di non mettere nessuna priorità, il medico di base risponde che il sistema la obbliga ad inserire una priorità, ed ha già messo quella più lunga.
Ho prenotato la visita di controllo con il SSN, quella sì si può fare con priorità suggerita, dove dovrei mostrare gli esiti degli esami che sono stati richeisti con urgenza e che , se va bene, farò a gennaio 2021. La prima data, nel giorno in cui mi è stato consigliato di chiederla (lunedì, presso l’Ospedale), è il 19 luglio 2021. Il Covid non c’entra. C’è una narrazione sulla sanità che non corrisponde alla realtà. Certo, Padova è messa davvero molto male rispetto al resto del Veneto, e questo me lo dicono colleghe ed amici che per esempio stanno a Treviso.
Oggi vedrò il medico di base, con la quale riesco a comunicare solo via SMS (volutamente lei non usa whatsapp) , perchè se chiamo quel numero mi risponde una segretaria da un altro luogo. E intanto sto male.
Avanti così, a parlare solo di Covid e a ripeterci che siamo fortunati, anche quando hai l’intestino in fiamme. Buona giornata, anche se non lo è. Ora inizia il lavoro.