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Le ultime scoperte sulla sindrome da fatica cronica (CFS/ME/SEID)

A questo indirizzo trovate un bell’articolo, in lingua inglese che fa il punto della situazione sulla malattia debilitante (sindrome da fatica cronica, o encefalomielite mialgica, recentemente ribattezzata sindrome da debilitazione post esercizio) che ho anche io. Due recentissimi studi stanno cercando di trovare dei biomarcatori e hanno messo in luce uno dei motivi per cui in passato non si è riusciti ad individuarli, ovvero che nei primi stadi della malattia (3 anni dall’insorgenza) i valori del sistema immunitario e di alcune citochine sono iperattivi mentre in seguito avviene una immunodepressione . E’ come se il sistema immunitario all’inizio tentasse di reagire ma poi venisse travolto. Peraltro, non è una novità per gli studiosi di medicina: anche malattie come Alzheimer o AIDS possono essere “viste” prima che appaiano nella loro fase conclamata , per quest’ultima però c’è un biomarcatore (HIV) che consente di sapere se si ha o non si ha la malattia e soprattutto esistono dei farmaci sempre più efficaci per evitare di arrivare alla fase conclamata (di AIDS non si guarisce, chiariamolo). Il 12 maggio si celebra la giornata della sensibilizzazione sulla CFS. Ah, una cosa importante: i commenti a questi articoli, spesso fatti da pazienti e/o da genitori ammalati a cui sono nati figli con la stessa malattia, sono più di quanto possa essere utile per capire la gravità di questa patologia che, come tutte quelle neurologiche (se non in stadio avanzato) non si vede. Buon sabato a tutti.

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