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Il peggioramento della qualità dei servizi sanitari nel continuo cambiamento fatto di tagli

Questa mattina sono stato come ogni anno al controllo, presso lo IOV di Padova, per una visita dermatologica per il controllo dei nei, dato che ho una carnagione a rischio.
Nel corso della visita mi è stato detto che, nell’ambito di un processo di riorganizzazione, la struttura dell’IOV rimarrà a disposizione esclusivamente delle persone con melanoma, e che quindi dalla prossima volta dovrò fissare un appuntamento presso un’altra struttura (elencata in un depliant della Rete Mela, dove però mancavano numeri di telefono e contatti – sarebbe bastato così poco per inserirli…)
Già di mio non amo il cambiamento, ad ogni modo non sempre il cambiamento significa peggioramento, ma in Italia e in Veneto da anni le cose possono essere considerate quasi un sinonimo.
Domando alla dottoressa se le fotografie, che fanno parte della mappatura e sono essenziali per loro (e ovviamente anche per il paziente) per notare l’evoluzione dei nevi saranno a disposizione delle altre strutture dove i pazienti come me vengono dirottati, ma la risposta è negativa.
In pratica, il database di fotografie, con il pregresso dei pazienti, viene buttato via (tranne per chi ha un melanoma, s’intende, e quindi rimarrà seguito dall’IOV). Ho chiesto se era possibile avere le foto in una chiavetta USB (dato che il programma informatico le archivia in formato standard), ma mi  stato detto di no. Probabilmente, manca una delibera interna, un ordine di servizio, manca qualcosa di organizzativo che consenta di non buttare le informazioni già presenti nel database IOV e di consegnarle almeno ai pazienti se non renderle disponibili alle altre strutture che fanno parte del progetto MeLA.
Come si può pensare di offrire un servizio di prevenzione e di follow-up in questo modo ? La dottoressa mi ha anche detto che chiedere la cartella clinica, cartacea, sarebbe stato comunque inutile, perché non ci sarebbero state le foto.
La sanità del Veneto è virtuosa….. forse però dipende dalla virtù di cui stiamo parlando. E’ un peccato veder regredire anziché progredire i servizi al cittadino.

Il neo che mi è stato consigliato di asportare. 5 agosto con il Servizio Sanitario Nazionale, il 16 aprile , spendendo 130 euro, con visita privata nella stessa struttura a Padova.

P.S: Nel corso della visita è stato trovato un neo variato per dimensione e forma, il primo posto disponibile (dato che non si tratta di un caso urgente) il 5 agosto di quest’anno. Quando Zaia & Co. lodano e incensano la sanità veneta, nonostante l’indubbio impegno ordinario e straordinario di migliaia di medici, infermieri e personale amministrativo, mi verrebbe da lanciare un oggetto contro la TV.

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