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O vinco o me ne vado.

RENZI dice “o si fanno le riforme o me ne vado a casa”. Grillo dice “o vinciamo le europee o me ne vado a casa”. È apprezzabile la tensione agonistica, ma preoccupa e un pochino disturba l’ossessione di primato. Si sente la mancanza di qualcuno che accetti di arrivare secondo, o terzo, o anche sedicesimo, e stia sereno lo stesso, e continui a fare per benino le sue cose anche perché così è fatta la politica e così la democrazia (così anche la vita, tra l’altro): un concerto di persone che qualche volta vincono, qualche volta perdono, ma non per questo se ne vanno sbattendo la porta. Se tutti vogliono essere il Maschio Alfa, chi farà il Beta, il Gamma, il Delta?

E se tutti Alfa, tutti il meglio fico del bigoncio, tutti sottomettitori degli altri e nessuno sottomesso, come evitare il bagno di sangue? Signor Matteo, signor Beppe, non ve ne andate. Anche doveste — per disgrazia — abortire qualche riforma, o perdere le elezioni europee e subito dopo quelle mondiali, restate a giocare con gli altri bambini. Vi facciamo fare il Capo, promesso. A turno. Mentre uno comanda, l’altro si riposa.

Da La Repubblica del 04/03/2014.

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