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Una mano lava l’altra, mentre il Paese continua ad andare a picco

di Alessandro di Battista, M5S

Don Vito Corleone, dopo aver rassicurato coloro che gli imploravano aiuto diceva sempre: «ricordati che mi devi un favore».

Il 9 giugno 2009 Renzi ottiene il 47% dei voti alle comunali di Firenze, il suo sfidante, Giovanni Galli, lo stesso Galli che qualche anno prima difendeva la porta del Milan di Berlusconi, ottiene un fantastico 32%. In una città da sempre bianco-rossa, il candidato del centro-destra ottiene un ottimo risultato costringendo l’enfant prodige del centro-sinistra (uomo conosciutissimo in città, era stato Presidente della Provincia di Firenze) al ballottaggio. Come si comporterebbe un normale partito che vede il proprio candidato, dato da tutti per sconfitto alla vigilia delle elezioni, andare al ballottaggio? Semplice, gli tira la volata finale. Così fanno Prodi, D’Alema e Veltroni, tutti vanno a dare una mano al giovane Renzi. Berlusconi, da sempre generoso quando si tratta di fare campagna elettorale (anche perché onestamente ci sa fare) al contrario diserta il capoluogo toscano lasciando Galli solo come un cane. Un caso? Assolutamente no! Verdini, pezzo grosso del PDL e plurinquisito per truffa, corruzione e appropriazione indebita di fondi destinati all’editoria gestisce l’operazione. Renzi deve diventare sindaco di Firenze! E Renzi sindaco ci diventa con il 59,96% dei voti al ballottaggio. L’anno successivo Renzi, casualmente, si reca ad Arcore per una visita privata. Lo vedete l’inciucio? Berlusconi fece un favore a Renzi, un favore enorme, e si sa, quando un boss fa un favore poi chiede soltanto una cosa in cambio: la memoria (“ricordati che mi devi un favore”). D’altronde per B. questa modalità è abituale. Quando Marrazzo viene pizzicato con trans e cocaina il video che lo ritrae a brache calate arriva, magicamente, nelle mani di Berlusconi. Il cavaliere non denuncia il reato (il tentativo di ricatto da parte di alcuni carabinieri nei confronti di Marrazzo) e neppure sputtana un suo avversario politico utilizzando la forza mediatica di cui dispone. No, fa qualcosa di molto più intelligente (parliamo di intelligenza diabolica). B. telefona a Marrazzo e sostanzialmente gli dice: “ho un tuo video, non lo pubblico, ricordati che ti ho fatto un favore”. Poi quella notizia esce fuori ugualmente e l’arma di B. si depotenzia. Ma riguardo Renzi l’arma (il favore fatto) in mano a B. non si è mai depotenziata. Non è un caso che proprio Verdini abbia lavorato alla legge elettorale renziana, non è un caso che proprio ieri lo stesso Verdini sia stato beccato a prendere un caffè con Cosentino (quel Nicola Cosentino amico del clan dei Casalesi) nell’intento, certamente, di racimolare qualche voto a sostegno del governo Renzi tra le fila dei senatori cosentiniani. Non è un caso che in un momento di estrema difficoltà per B. (sbattuto fuori dal senato grazie al voto palese richiesto a gran voce dal M5S) Renzi lo abbia riabilitato trasformandolo in padre costituente. Renzi è sotto ricatto, si è dovuto ricordare di un favore ricevuto. Oggi Renzi non gode soltanto dell’appoggio incondizionato dell’ingegner De Benedetti (costretto a “scendere in campo” per salvare le sue aziende dai debiti – solo Sorgenia ha buffi per 1,86 miliardi di euro di debiti) ma anche di B. (con il quale sente “profonda sintonia”) che tutto contento, è tornato in pista dichiarando che a Renzi farà “opposizione responsabile”. B. si sente responsabile nei confronti di Renzi, sente la responsabilità di un padrino che non può permettere che il proprio figlioccio si bruci troppo presto. Questo è lo stato della Repubblica italiana (potete non essere d’accordo con questo ragionamento ma provate a smentirmi), una Repubblica fondata sul ricatto. Adesso è chiaro a tutti il perché l’intransigenza, e con i boss e con i “picciotti fiorentini”, sia un valore non negoziabile? “Ma voi dite sempre no a tutto!” qualcuno accusa. Ebbene sì, se per tutto si intende una Repubblica basata sul ricatto incrociato, sull’impero del lobbismo, sulla speculazione delle banche con i soldi nostri, sulla trattativa Stato-Mafia, sui favori alle slot e sulle “offerte che non si possono rifiutare” noi diremo sempre no. L’Italia si cambia iniziando a pensare che camminare a testa alta non ha prezzo. A rivedere le stelle! #vinciamonoi

Una risposta su “Una mano lava l’altra, mentre il Paese continua ad andare a picco”

O forse berlusconi non ha tirato la volata a galli perché lo sapevano anche i muri che avrebbe perso. Ma certo che così è meno divertente da raccontare. Che cretino…

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