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Il quadrante emozionale

“Pensavo che fosse corretto seguire mio umore”-  ammise. “Non è mai venuto in mente che dovessi controllare il mio stato d’animo o che questo potesse influenzare quello degli altri. Quando cominciai a lavorare ero molto aggressivo, un elefante in un negozio di cristalli. Mi riscaldavo facilmente, ero scontroso e perdevo facilmente le staffe punto il quadrante emozionale mi ha aiutato a realizzare le conseguenze del mio trovarmi quasi sempre nella zona di sopravvivenza. I primi cambiamenti che decise di attuare investirò alla sfera fisica. Cominciare ad andare in palestra al mattino e anziché stare tutto il giorno con la testa immersa nelle carte introdussi piccole pause iniziano effettivamente sentirmi molto meglio. quando smisi di fare la vittima, tutto cominciò a funzionare.”

dal libro “Non si può lavorare così “di Tony Schwartz

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