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Quella ragazza in sedia a rotelle lasciata a piedi dalla Sita all’aeroporto di Venezia

Ancora una volta il ritorno da Barcellona fa emergere la grande arretratezza del nostro Paese. E spesso non servono nemmeno più di 10 minuti per accorgermene. Insieme a me e ad alcuni viaggiatori che stavano salendo sul Bus Sita S.p.A. per Padova dall’aeroporto di Tessera, lunedì alle 17.35, una mamma con una giovane ragazza in sedia a rotelle. La signora chiede aiuto all’autista per far salire la carrozzina attraverso gli scalini (nessuno dei bus di quella linea ha la pedana e l’accesso ribassato, ammesso che la Sita S.p.A. ne abbia uno!) , e l’autista allarga le braccia. Voglio intervenire per offrire il mio aiuto alla signora, ma la voce non mi esce. Se solo fosse stato con me uno dei miei amici spagnoli, non sarebbe successo. La signora torna dentro all’aeroporto per chiedere aiuto al personale che lì dentro si occupa del trasporto disabili, ma nel frattempo la corriera parte e la ragazza rimane giù, mentre la guardo negli occhi impotente.
Mi riprometto che la prossima volta farò quello che non ho fatto oggi . Il confronto con Barcellona, è disarmante: tutti i bus di tutta la città , compresi quelli che portano ai due terminai dell’aeroporto sono adibiti al trasporto di disabili, hanno meno di dieci anni ed il biglietto viene emesso a bordo senza alcun sovrapprezzo; una macchinetta emette uno scontrino ed il conducente inserisce l’importo presentato dal cliente e automaticamente scende il resto in un vassoio .
Ma noi italiani, siamo i migliori del mondo…..
 

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