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Esselunga querela Cgil, Cisl , Uil e Raitre

In perfetto stile Vaticano (leggete questo post) , ora Esselunga querela i sindacati (che hanno osato organizzare una manifestazione, “bloccando la vendita”) e Raitre (ovviamente gli altri tg parlano di cani abbandonati, nuove passerelle e delle elezioni USA) per il fango ed il discredito che hanno gettato su Esselunga. Che a una loro dipendente sia stato negato il diritto di andare in bagno durante il turno, tanto che si è pisciata addosso, e sia stata bendata imbavagliata e le sia stato infilato il viso nel water, è un dettaglio.

Non mancano i ringraziamenti a tutti i clienti che hanno comunque avuto fiducia nella società; già, fiducia nella società. Una persona giuridica che risponde delle proprie obbligazioni limitatamente al capitale versato. Non male. Senza ipotizzare improbabili modelli di consumo alternativi, o un mondo basato sulla produzione collettiva, che non potrebbe esistere, almeno nei paesi più sviluppati, basterebbe che ciascuno di noi avesse la forza di indignarsi. E invece, frasi tipo “tutto il mondo è paese” , “ciascuno guarda ai propri interessi”, come se si potessero mettere sullo stesso piano i diritti della persona (pensiero, prima di tutto, dato che molti dipendenti si rifiutavano di farsi mostrare in tv per paura di essere licenziate o mobbizzate – ma anche salute) e quello, che comunque rimane (Berlusconi, Fini, Maroni, ci siete ?) sottoposto ai diritti garantiti dalla Costituzione , di massimizzare il profitto. Una S.p.A. ha come unico fine la generazione di utili, punto. Tutto il resto è spot.
La cosa brutta è quando anche le persone che ti circondano, lavoratori/trici dipendenti, madri di famiglia (inutile ovviamente nulla tale classificazione, basta leggere di quanti anche italiani in particolare al sud vendono i figli , considerandoli alla stregua di merce), o nel campo lavorativo vedere donne in posizioni direzionali che sfruttano gli stagisti a 400 euro al mese “tanto la legge lo consente”), ti dicono quelle frasi.

Altrettanto deludente è vedere un sacco di colleghe che hanno finito da pochi anni di studiare Diritto pubblico all’università e che hanno appreso il significato ed il valore della Costituzione per poi riporre tutto in un cassetto. Quando un essere umano ragiona secondo i criteri giuridici che hanno permesso la creazione delle società a responsabilità limitata, vuol dire che bisogna tornare ad avere paura di come sta andando il mondo.

Quando una persona che come te prende 1000 e rotti euro al mese non è d’accordo per l’introduzione di un salario minimo di 1000 euro per tutti, perchè vorrebbe dire ad altri subito (subito o dopo anni di sfruttamento ? guardiamo il bicchiere mezzo pieno….) ciò che lei si è sudata dopo anni, è l’egoismo e l’individualismo che predominano.

Nel capitolo “il mercato del lavoro” del libro di Economia Politica che sto riguardando in vista di un possibile concorso (al solito, difficilissimo) , c’è scritto “I lavoratori possono migliorare la propria condizione rispetto a quella del libero mercato se si organizzano in un sindacato che agisce come unico fornitore di lavoro a differenti imprese, ma peggiorano la loro situazione se rimangono disorganizzati di fronte a un’unica impresa che domanda i servizi del loro lavoro”. Gli autori sono americani ed il testo è adottato a Ca’ Foscari. E’ bene precisarlo, in un paese dove chi parla di diritti è tacciato come comunista.

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