All’Auchan per forza (parte 2)

Ieri avevo finito i tarallucci. Può finire il riso, la pasta, il pane, la verdura (soprattutto),ma i tarallucci no. Son tornato dalla palestra alle 19 ed avevo il bauletto pieno . fai tappa a casa, prepara qualcosa da mangiare e …l'unico posto aperto era il maledetto Auchan.

 

Se non siete di Padova o non siete mai stati all'Auchan, immaginatevi un ipermercato in una zona abbastanza trafficata dove ci sia sempre casino , code kilometriche alle casse, gente impazzita , e  – ovviamente – nessun cestino all'entrata, per cui se non hai il carrello devi farti trenta casse prima di trovarne uno.

Ieri sera poi – malauguratamente – con una promozione sconto 5% per chi andava a fare la spesa tra le 19 e le 21 , c'erano solo 4 casse aperte, alle 20.40. Un caos allucinante.

Mentre imprecavo in coda via sms con il mio collega Emiliano, lui mi risponde con un sms: "Se lo sconto vuoi avere un po' devi soffrire…" , al che gli ho risposto:" Non avresti fatto molta carriera come poeta…". Ma ecco dopo pochi minuti arrivare un altro SMS:"

Era lui, dagli occhi di ghiaccio,
che leggiadro si muoveva
tra scalti e scaffali
Quando li vide, lì
abbondanti, colorati, economici
sacchetti e sacchetti di biscotti fraganti!
Ma triste fu il destino
davanti ad ua cassa…
tapino, mesto
in coda come molti altri"

E. (29.03.2007) 

Un commento su “All’Auchan per forza (parte 2)”

  1. A furor di popolo chiedo ad Emiliano di descrivere in rima anche la frustrazione di Fabio nei giorni di pioggia quando per andare al lavoro deve prendere l’autobus…….!!!!!

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