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E invece sono contento dell’eliminazione dei costi di ricarica

Un po' dappertutto si sentono commenti sull'inutilità del provvedimento Bersani sull'eliminazione dei costi di ricarica. A questi teodem , fautori del "ogni intervento dello Stato sulla concorrenza (o meglio non-concorrenza) è inutile perché viene aggirato in altro modo dalle imprese" , rispondo banalmente:

1) I costi dei nuovi piani tariffari, dopo una iniziale diminuzione verso la fine degli anni '90, sono cresciuti continuamente, senza che fosse intervenuta alcuna politica "calmieratrice" dei governi (sms da 200 lire a 15 centesimi, scatto alla risposta da inesistente per alcuni piani fino a 10 fino ai 15 centesimi, tariffazione a secondi che è quasi scomparsa negli ultimi anni per poi ritornare alla ribalta solo recentemente) 

2) I costi di ricarica pesano maggiormente su chi spende poco in telefonate – o meglio – ricarica per piccoli tagli. E' un effetto distorsivo , sentito come una tassa- così odiate dagli elettori del centrodestra – più che come la contropartita per l'utilizzo di un servizio. Tendenzialmente , preferisco pagare quando uso un servizio piuttosto che pagarlo per essere in condizione di utilizzarlo. A quanto pare questo ragionamento per i costi di ricarica non funziona, secondo alcuni.

 

Quindi, bene Bersani, e avanti così – come si legge su alcuni quotidiani oggi – sperando che il prossimo passo sia l'eliminazione dello scatto alla risposta per tutte le tariffe, per legge. Dato che in Italia le cose o le fa lo Stato , o le imprese – come è per loro natura , soprattutto qui in Italia – pensano esclusivamente al loro profitto ingannando il consumatore e pagando miliardi per gli spot in tv a gente che già è strapiena di soldi. 

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