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Un altro morto in discoteca

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Ucciso%20dall%E2%80%99ecstasy%20a%20quindici%20anni/1314691

 

Gianni Bazzoni

Ragazzo di Olbia scaricato dagli amici in strada dopo la discoteca

 

SASSARI. Scaricato per strada, all’altezza della quarta discesa a mare di Platamona. Abbandonato nel momento in cui aveva un grande bisogno d’aiuto. Tradito da ragazzi più grandi di lui, con i quali ha condiviso una lunga notte in discoteca. E’ morto dopo cinque ore di agonia, per una probabile overdose di droghe sintetiche, un ragazzo di 15 anni di Olbia.
 Ieri, a tarda notte, gli investigatori della squadra mobile della questura di Sassari e i colleghi del commissariato di Olbia stavano cercando di stringere il cerchio attorno alle persone che hanno trascorso le ultime ore in compagnia dell’adolescente. Sentiti diversi testimoni, a Sassari e Olbia. Ascoltati gli operatori del 118 che, poco prima di mezzogiorno, sono intervenuti nel litorale di Platamona per prestare i primi soccorsi al ragazzo. La richiesta è stata fatta con una chiamata anonima e la segnalazione indicava un giovane in preda a una forte eccitazione.
 Il quindicenne è stato trovato sul ciglio della strada: correva, saltava, si buttava per terra, quasi fosse animato da una carica elettrica. Gli operatori hanno fatto fatica a sistemarlo sulla barella e a caricarlo sull’ambulanza. Durante il viaggio verso l’ospedale di Sassari, il ragazzo è stato colpito da una crisi cardiaca che è stata superata grazie alle provvidenziali cure del medico. Quando è arrivato in ospedale, però, il quindicenne ha perso conoscenza ed è stato ricoverato nel reparto di rianimazione in condizioni disperate. I medici hanno lottato per ore per cercare di salvargli la vita, ma alla fine si sono dovuti arrendere. Intorno alle 17,30 il decesso.
 A quel punto i medici hanno avvertito la polizia. I primi accertamenti hanno fatto emergere il forte sospetto che a causare la morte del ragazzo sia stato un mix di droghe sintetiche (prevalentemente ecstasy). Un attacco devastante su un corpo certamente non abituato a reggere una esplosione velenosa che diventa incontenibile con il trascorrere delle ore. L’unica salvezza, in quei momenti di forte crisi, è rappresentata dai soccorsi immediati, dal pronto trasferimento in ospedale. Gli investigatori della squadra mobile hanno cominciato le indagini, è stato informato il sostituto procuratore della Repubblica Gianni Caria che ha disposto il trasferimento del corpo del ragazzo all’istituto di medicina legale dove oggi il dottor Francesco Lubinu effettuerà l’autopsia. Sarà proprio la perizia a fornire l’eventuale certezza alle prime ipotesi formulate dagli uomini della squadra mobile della questura e del commissariato di Olbia.
 Il viaggio del quindicenne – secondo la sommaria ricostruzione effettuata ieri sera – è cominciato nella serata di sabato a Olbia. Grande appassionato di musica techno aveva focalizzato uno degli appuntamenti più importanti della stagione per il popolo della notte che sceglie il pendolarismo da una parte all’altra della Sardegna. A Castelsarso, al Vogue Disco, c’era – per la prima volta nell’isola – la grande festa con Zenith Dj, uno dei più conosciuti in Italia e all’estero. Migliaia i fans che lo seguono per assistere ai suoi sets. Sonorità elettroniche e classici trance: il quindicenne voleva esserci a tutti i costi alla grande festa. Ai genitori forse ha raccontato una mezza bugia, ha detto di una festa insieme a degli amici, ma a Olbia. Quello che è successo tra la mezzanotte di sabato e mezzogiorno di domenica deve essere ancora definito nei dettagli. Ma alcuni elementi hanno indirizzato gli investigatori su una pista che pare costruita su alcune certezze. Il ragazzo sarebbe arrivato a Castelsardo in auto, in compagnia di alcuni amici di Olbia di qualche anno più grandi lui. A mezzanotte il via della superfesta con il Dj che ha fatto ballare centinaia di giovanissimi. Tutta una filata, con bombardamenti di decibel, luci psichedeliche e qualcosa che – ormai da tempo – sembra avere trovato spazio nelle tendenze giovanili. Forse il quindicenne non si è neppure reso conto se è accaduta qualcosa di strano. Un miscuglio finito nel suo bicchiere, un cocktail senza sapore di quelle droghe di sintesi, quali l’ecstasy, legate spesso ad un uso ricreazionale e – inutile nasconderlo visto che ormai esistono anche studi e pubblicazioni di esperti – a contesti come quelli della musica techno. La festa continua, nessuno si accorge di niente. Dopo la grande adunata notturna, l’iniziativa prevede la colazione, dalle 7,30, nell’Area Mito, per avviare l’after hour. Il ragazzo di Olbia resiste ancora per un po’, poi probabilmente comincia a stare male. Diventa incontenibile. A quel punto qualcuno lo porta via da Castelsardo: gli investigatori della polizia stanno cercando di stabilire se sono gli stessi giovani con i quali era partito da Olbia o se, invece, in quel senso di «comunione e sintonia» creato dalla musica che adorava ha conosciuto altre persone.
 Il quindicenne ricompare poco prima di mezzogiorno a Platamona, all’altezza del quarto «pettine». Solo, elettrizzato, lontano dalla realtà. Non ha nessuno intorno. Niente amici, non c’è più la musica e la festa. L’ipotesi degli investigatori è che sia stato abbandonato da qualcuno che, nel frattempo, ha chiamato il 118 per richiedere i soccorsi. Ma ormai è passato troppo tempo – e se la perizia del medico legale confermerà l’overdose causata da un mix di sostanze sintetiche – e quel fisico di adolescente è già stato duramente attaccato dalla droga dello sballo. Quella che è esplosa come una epidemia. Uno sfacelo indicato nel rapporto dell’Onu: almeno una persona su 100 sopra i 15 anni ne fa uso. Una industria, quella delle droghe sintetiche, che produce e uccide e che può contare, purtroppo, su tanti favoreggiamenti. Quando il ragazzo viene soccorso dagli operatori del 118 riesce a dire anche alcune frasi, poi nell’ambulanza il crollo improvviso. L’arresto cardiaco e la sfida giocata sul filo dei secondi. Il medico lo «riprende», la corsa della speranza prosegue. In ospedale arriva che è ancora vivo, ma le sue condizioni sono disperate. Ricovero immediato in rianimazione, la lunga lotta dei medici fino alle 17,30. Poi tutto si ferma, e comincia la parte più terribile alla ricerche dei perchè. Un quindicenne semplice, pulito, morto tradito da chi l’aveva illuso che poteva essere solo una festa, una notte indimenticabile ad applaudire uno dei suoi miti del panorama musicale. Gli investigatori della squadra mobile schierano tutti i migliori specialisti. Il questore Cesare Palermi segue direttamente la vicenda insieme al dirigente dell’anticrimine Giusy Stellino. Da Sassari a Olbia, un filo unisce le due realtà per cercare la soluzione del caso. La comunicazione viene data alla famiglia. Prima attraverso la sorella maggiore del ragazzo che si trova a Porto Cervo. I genitori partono per Sassari, arrivano in ospedale. Il ragazzino che amava la musica non c’è più. Non può continuare gli esami per la licenza media, non può fare più niente. Il viaggio è finito nel giorno che per lui doveva essere straordinario. Anche la notte è cambiata. Gli investigatori cercano. Per scoprire chi ha abbandonato quel ragazzo nel momento del bisogno. Una mano tesa poteva salvargli la vita. Invece ha prevalso il frastuono dell’indiff
erenza e della fuga dalla realtà.

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