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Se lo Stato è assente

di Renzo Guolo, dal “Mattino” di domenica 4 settembre
Il dramma dei soccorsi a New Orleans
La catastrofe di New Orleans rischia di trasformarsi in catastrofe politica per Bush. Ma il crollo dell’ immagine di Bush nell’ opinione pubblica si accompagna anche a segni che potrebbero preludere a un nuovo ciclo politico: torna, infatti, la domanda di intervento pubblico.
Del resto quella che emerge faticosamente dalle acque che hanno invaso gli stati del Sud è un’America povera e disperata, un’America ridotta così da decenni di trionfo dello “stato minimo” prodotto di un ‘ideologia liberista radicale che ha distrutto qualsiasi ipotesi di intervento statale.
Katrina fa scoprire i poveri. Ma non solo: la sua furia porta a galla anche la società criminale come se la furia degli elementi travolgendo le persone e le cose sospendesse anche l’ordine pubblico, le convinzioni morali, il rispetto della legge.
Ma il venire a galla della delinquenza, delle gang che si contendono un territorio in cui sono mutate anche le rispettive zone d influenza, mostra anche il fallimento della politica di «tolleranza zero)). L ‘enorme universo concentrazionario Usa, che privatizza anche le prigioni, non ha prodotto più sicurezza.
In assenza di politiche di welfare che intervengono sulle cause strutturali della povertà e pongano fine alla perverso spirale marginalità-criminalità, la delinquenza si riproduce.
L ‘America guarda con stupore la grande città del jazz diventata girone infernale. Uno spazio urbano tornato palude in cui le gang hanno ormai il controllo di ciò che rimane del territorio. In cui individui sparano agli elicotteri che soccorrono la popolazione in una sorta di replica iperrealista di 1977: Fuga da New York). Come nel visionario film di Carpenter la città è ormai sotto controllo di bande che, in un paese in cui tutti hanno un’arma, hanno incrementato il loro arsenale dando l’assalto alle armerie abbandonate. Una situazione talmente disperata che ha convinto le autorità a concedere licenza di uccidere allo Guardia Naziona le. Una Guardia Nazionale dimezzata negli eff’ettivi e nei mezzi, a causa della guerra irachena. Fatto che ha impedito difermat-e anarchia e il caos che regna in questi giorni disperati nelle aree colpite dall’uragano. Un vero guaio per Bush, la cui popolarità sul fronte della guerra era già in declino prima della catastrofe.
Si sta infatti creando, nell’opinione pubblica un legame, tra quanto accade nelle aree alluvionate e nelle piane mesopotamiche . Gli americani cominciano a capire che non solo la guerra non ha sconfitto il terrorismo jihadista ma lo alimenta, ma anche che sottrae risorse importanti alla politica interna. In questi anni gli stanziamenti per la Fema, la protezione civile, si sono drasticamente ridotti mente i costi per la missione irachena sono lievitati esponenzialmente. Quelle risorse potevano essere impiegate anche per evitare la solo fintamente catastrfe ”naturale” di New Orleans.
Prima dell’11 settembre la popolarità di Bush era assai bassa, l’emergenza terrorismo ha permesso all’ amministrazione di spostare il tiro sulla politica estera. Ma la politica interna è sempre stato il tallone d’Achille della Casa Bianca. Katrina ha portato alla superficie questa debolezza. Per ricostruire New Orleans e le aree colpite, l’America avrà bisogno di ingenti risorse e di uno sguardo nuovo, che fissi le priorità sul versante interno. Una prospettiva che renderà ulteriormente visibili i limiti del bushismo.

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