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Dal Gazzettino del 17 settembre….

Ieri sera, finita la mia giornata lavorativa, salgo a Mestre, come tutti i giorni, sul treno regionale per Portogruaro delle 18.38, il treno è un T.A.F. nuovo, tutto automatico, parte in orario, si ferma regolarmente a tutte le fermate fino a Fossalta di Piave e, arrivato alla stazione di San Donà di Piave, dove dovevano scendere circa 60 persone (tutti pendolari) si ferma, ma…. sorpresa! le porte del treno non si aprono!! nessuno scende e nessuno sale sul treno .

Dopo circa 2 minuti il treno riparte e ci porta tutti nella ridente cittadina di Ceggia, dove per fortuna le porte si aprono.

60 belve scendono dal treno e dopo circa 5 minuti di discussione con macchinista e capotreno , non ci resta da fare altro che aspettare il regionale successivo che ci riporta a San Donà (dove il controllore, simpatico umorista, ha quasi tentato di chiederci il biglietto Ceggia-San Donà ).

Il capotreno ed il macchinista ci hanno detto che non si sono accorti per niente che le porte non si erano aperte, ma se per caso dovesse succedere che mentre le porte si chiudono qualche passeggero rimanesse incastrato, lo trascinerebbero fino alla stazione successiva? Probabilmente sì visto che il capotreno non sì è nemmeno degnato di mettere la sua testolina fuori da un finestrino per controllare che tutto fosse a posto. E c’è da sperare di non sentirsi mai male, perchè su questi nuovissini T.A.F. è raro trovare a bordo del personale FF.SS., sono tutti rintanati nella locomotrice.

Lorenza Pavanello

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