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Conta di più il fatturato o il risultato economico ?

Se parliamo di un’impresa privata, non ci sono dubbi, il risultato economico. Anche se avere una grande fetta di mercato ti dà indubbiamente dei vantaggi (per esempio, all’inizio puoi lavorare in perdita per sbaragliare la concorrenza ed imporre il tuo standard). Ma se parliamo di servizi pubblici (trasporti, educazione, sanità) è ancora vero che lo Stato più avanzato è quello che ha servizi che costano meno ? Ed è solo in secondo (o proprio non ha importanza) quanta “penetrazione” nella popolazione hanno questi servizi ? Per esempio quanti pazienti vengono visitati o curati dal servizio sanitario nazionale ?

Università. Le “Riforme” Gelmini in realtà sono stati tagli. Tagli sugli insegnanti , tagli sui ricercatori (ma non sono state aumentate le ore obbligatorie – mi pare 20 al mese – di insegnamento per i professori ordinari!) , mentre la percentuale di nuovi ingressi negli atenei italiani è scesa del 9,2%. Questo in un Paese che già detiene il primato della percentuale più bassa d’Europa di dottori (19 su 100 contro una media europea del 30 e Francia, Spagna, Danimarca, Svezia e Regno Unito intorno al 40).

Ferrovie. Dal bilancio del 2010 si evince che di fronte a +2,9% di viaggiatori/km in più sul mercato profittevole (Frecciarossa, Argento, Eurostar City), c’è stato un preoccupante crollo su quello del servizio universale contribuito e non, che hanno perso rispettivamente quasi un quinto (-18,2%) di viaggiatori/km e un -10,3%, portando il totale complessivo con un deficit del 6,7% rispetto al 2009. Negativo anche il saldo dei treni/km. In totale la differenza rispetto allo scorso anno è stata dell’1,4% (+7,5% sul mercato profittevole, -8,1% su quello del servizio universale contribuito e -15,4% su quello non contribuito). Il trasporto regionale ha avuto oltre 22 milioni di passegeri/km (-2,1 rispetto al 2009) con più di 267 mila treni/km, (+0,4% rispetto al 2009). Negativi anche i numeri del trasporto merci, con un segno negativo delle tonnellate/km trasportate del 3,8% con 20.527.000 e un -9,1% di treni km.
Insomma, i conti migliorano ma lo scopo del servizio, quello di spostare traffico dalle auto (inquinanti e pericolose per il conto degli incidenti stradali ogni anno) alla ferrovia , non solo non è stato raggiunto, ma si è tornati indietro. Se la priorità fosse appunto quella di migliorare il sevizio pubblico, nel senso di aumentare il numero dei viaggiatori trasportati, si tratterebbe di un fallimento. Invece nessuno ne parla, anzi bravissimo Moretti, i conti migliorano, tanto ora le Ferrovie hanno da anni carta bianca dal governo che gli ha consentito di aumentare in media del 20% i prezzi dei biglietti ogni sei mesi…

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