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La definizione di rivoluzione

Particolarmente utile in queste settimane dove quella libica viene presentata come rivoluzione, il capitolo del libro di sociologia che riguarda il cambiamento sociale nel mondo moderno.

“Ad esempio, un colpo di stato che implica semplicemente la sostituzione di un gruppo dirigente con un altro, senza alcun cambiamento nelle istituzioni politiche e nel complessivo sistema di autorità , in termini sociologici non va inteso come rivoluzione. Affinché un insieme di eventi possa costituire una rivoluzione , essi devono possedere alcuni caratteri:

1. Un insieme di eventi non è una rivoluzione fino a che non coinvolge un movimento sociale di massa. Questa condizione serve ad escludere casi in cui un partito va al potere attraverso i processi elettorali, oppure un piccolo gruppo, come i comandanti di un esercito, si impadronisce del potere.

2. Una rivoluzione comporta fondamentali processi di riforma o cambiamento. John Dunn ha osservato che questo significa che chi prende il potere deve mostrare una capacità di governare la società di cui ha assunto il controllo superiore a quella dei governanti che ha rovesciato; la leadership deve essere capace di realizzare almeno alcuni dei suoi obiettivi. Una società in cui un movimento riesce ad ottenere le insegne formali del potere , ma si rivela poi incapace di governare efficacemente, non può dirsi percorsa da una rivoluzione ; è più opportuno considerarla una società in preda al caos o minacciata di disintegrazione.

3. La rivoluzione implica la minaccia o l’uso effettivo della violenza da parte di coloro che partecipano al movimento di massa.

Le rivoluzioni differiscono dalle ribellioni armate, le quali comportano la minaccia o l’uso della violenza, ma non portano con sè cambiamenti sostanziali.”

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