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Quando ci si interessa solo dell’incolumità dei cani e non delle persone

A Padova (un caso ?) la prima multa inflitta dal nuovo Codice della Strada che prevede una sanzione di minimo 389 euro per mancato soccorso di animali coinvolti in incidenti stradali.

Un cane scappato al suo padrone attraversa la strada , un’auto lo investe (link all’articolo del Mattino di Padova). Il padrone controlla che l’animale stia bene e riparte. Un cittadino vede la cosa annota il numero di targa ed il conducente viene fermato.

La notizia sui giornali , tutta diretta al povero cagnolino e all’infrazione amministrativa del conducente. L’investitore , nell’articolo sopra riportato, si domanda: dov’era il padrone del cagnolino, che doveva tenerlo al guinzaglio ? E se al posto di un’auto ci fosse stata una moto (con un essere vivente sopra quella moto), cosa sarebbe successo ?

Il lavaggio del cervello fatto da telegiornali tipo Studio Aperto, che impietosiscono i telespettatori più per i cani che per gli sgomberi di esseri umani da campi senza acqua né corrente e senza garantire a degli esseri umani i diritti previsti dalle Convenzioni Internazionali sui diritti dell’uomo, sta dando i suoi frutti.

Interi quartieri residenziali sono diventati dei mezzi canili, con cani che abbaiano a più di 100 decibel per intere decine di minuti a ogni ora . Cani che non sembrano nemmeno cani, almeno nel senso tradizionale del termine. E proprietari disposti a tutto pur di difendere la loro “libertà”. Appunto, non quella che deve convivere con il diritto alla quiete di chi torna a casa dopo una giornata di lavoro e cerca un po’ di riposo.

E non parliamo di agosto, quando il sottoscritto era al lavoro tutto il mese e i cani dei proprietari, lasciati nei giardini al piano terra degli appartamenti, abbaiavano anche alle cinque del mattino. E i vigili cosa dicono ? “Se l’animale non è maltrattato , non possiamo fare niente”. L’animale. E gli uomini?

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