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L’ambiente che ti circonda

Ieri tornavo dalla pausa pranzo quando ho incontrato due persone, un uomo e una donna, con le quali ho lavorato in passato. Con loro, sono cresciuto professionalmente e anche come persona. Di destra, hanno una pessima opinione dei dipendenti pubblici, e ogni volta lui si lascia scappare qualche battutina tipo :”Lei va via alle 14 oggi ?”. Ieri dopo un po’ di saluti , mi fanno “noi ci teniamo in forma perchè lavoriamo, lavoriamo per i neri, non che i neri lavorano per noi “. Questa frase, buttata là senza alcun significato (ma di pessimo gusto sapendo come la penso in tema di eguaglianza e di diritti civili), mi ha rabbrividito .

E’ il pensiero comune di questo magico Veneto che disprezza il diverso . Basterebbe qualche dato sulla percentuale di extracomunitari che muoiono nei cantieri (16%, una percentuale altissima se si pensa che rispetto alla popolazione totale la percentuale di immigrati occupati è il 10%); sono di colore anche gli immigrati che vengono impiegati nella raccolta dei pomodori . Ma questa gente non ha tempo nè voglia di ascoltare, “devono produrre, sennò non guadagnano”.

E’ desolante, deludente, l’aridità del pensiero che mi circonda (e ci circonda). Come recita l’autore di un blog nel quale sono capitato poco fa cercando qualche informazione , ” abbiamo il doppio di morti sul lavoro di quanti non ne avvengano per omicidio, eppure abbiamo l’esercito nelle città e non nei cantieri”.

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