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I confidi

http://www.consorzifidi.it/articleDetail.asp?idArticolo=109 

Il primo Confidi artigiano è sorto a Roma nel 1958, ma vere iniziative legate all’industria e al commercio sono nate solo nel corso degli anni ’70, successivamente all’attuazione delle normative sulle regioni.
La materia infatti era regolata  dalla Legge n.377/76 e dalla Legge n.675/77, che si occupava dell’intervento finanziario delle regioni a sostegno dei Confidi.
La materia “prevenzione dell’usura” è regolata dalla Legge n. 108/96, art. 15.

La quantità dei riferimenti normativi accumulatisi nel corso degli anni (decreti, leggi dello stato, leggi regionali, regolamenti) ha da tempo imposto l’esigenza di fare ordine nella materia con una Legge Quadro organica: legge quadro approvata lo scorso anno, che ad oggi ancora necessita di regolamenti attuativi.
Oggi esistono Confidi praticamente in ogni provincia d’Italia. Per associarvisi e godere dei vantaggi che ne conseguono è necessario rivolgersi alle Camere di Commercio competenti territorialmente e, solitamente, versare un contributo per il Fondo di Rischio Soci.

Cosa sono?

La sigla sta per “Consorzio di garanzia collettiva fidi”: si tratta di un organismo territoriale che facilita le piccole e le medie imprese nell’accesso al credito attraverso un sistema di garanzie. I Confidi si occupano prevalentemente di finanziamenti a breve termine, ma sempre più spesso anche del medio e lungo termine.

Il meccanismo è abbastanza semplice e funziona, appunto, su scale locale: le organizzazioni industriali e artigiane, le associazioni di categoria,le singole imprese, alcune banche, le camere di commercio, le province, le regioni e altri enti si consorziano per costituire una serie di fondi di garanzia e assicurare la copertura parziale (a volte totale) di eventuali insolvenze da parte dei clienti verso gli istituti di credito convenzionati. I Confidi si occupano, naturalmente, anche di certificare il “merito creditizio” di ciascuna richiesta di finanziamento.
Altro aspetto importante è che i Confidi si organizzano per l’accesso a tutta una serie di facilitazioni normative e fiscali legate al credito per l’impresa: concordano tassi di interesse più vantaggiosi rispetto a quelli di mercato, fissano riduzioni consistenti dei cosiddetti “oneri accessori”, permettono di godere appieno di contributi regionali, statali e europei o ne rendono pubbliche le modalità di accesso per la singola impresa.
Spesso questo tipo di attività è facilitato dalla costituzione di Interconfidi, che strutturano i Confidi di diverse province e ne fanno un soggetto in grado di attrarre capitali anche di grande entità erogati da organismi internazionali (un esempio: Interconfidi nordest ha ottenuto 133 miliardi di finanziamento per le Pmi da parte del Fei, Fondo Europeo per gli Investimenti).

Da qualche tempo i Confidi si occupano attivamente anche di prevenzione dell’usura attraverso Fondi Speciali appositamente costituiti: attualmente circa 230 Confidi dispongono di tali fondi e hanno avuto accesso ai 210 miliardi stanziati dal Ministero del Tesoro.
Oltre a tutto questo, i Confidi svolgono anche un’attività di guida e, a volte, di consulenza nel rapporto con le banche ed altri eventuali finanziatori

4 risposte su “I confidi”

ehhh sono a Francoforte per lavoro! Faro´ il possibile per venirti a trovare al mio rientro. bacione

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