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Arriva il federalismo tariffario ferroviario…

Da non credere. Già da qualche anno le diverse regioni italiane hanno differenti tariffe per i viaggi sui treni DTR (regionali/interregionali). Tuttavia, se una persona faceva un viaggio da una regione all’altra si applicava la tariffa della regione di partenza (correggetemi se sbaglio) o quella nazionale (treni espressi). Dal primo novembre, si cambia.

Un biglietto per treni espressi (gli unici rimasti a tariffa economica), non potrà essere utilizzato su un treno regionale, e la tariffa varierà a seconda del numero di km percorso in ciascuna delle due o più regioni moltiplicato per la tariffa di ogni singola regione). Come si farà con i biglietti a fascie chilometriche ? Semplice, semplicissimo.

Il biglietto ha dei bollini da applicare ; si comprano i bollini per il kilometraggio di ogni singola regione (es se faccio 103km di percorso tra Veneto e Friuli, come un Padova-Latisana, appongo un bollino da 50km della regione Veneto e uno da 60 km della regione FVG ) . Non oso pensare quanto costosa sia la creazione di queste cose e quando difficoltoso per il viaggiatore “comporre” il proprio biglietto. Alcuni appassionati del sito ferrovie.it hanno calcolato invece un aumento medio delle tariffe del 10%, camuffato da “maggiore coerenza nelle tariffe” come si legge nel volantino di Trenitalia. Siamo alla follia. Mentre negli altri paesi c’è l’integrazione tariffaria, qui c’è la “disintegrazione” tariffaria.

Aspetto a vedere cosa succederà nella sanità. Ma qualcuno dei nostri parlamentari, lo fa il biglietto del treno ?

1 risposta su “Arriva il federalismo tariffario ferroviario…”

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