L’inceneritore inquina e costa, meglio riciclare

di Alessandro Zan (www.alessandrozan.it)

dalla prima pagina de Il Mattino di Padova di domenica 5 agosto 2007

Non molti anni fa la questione rifiuti non era considerata importante ai fini socioeconomici. I rifiuti erano generalmente smaltiti e si utilizzavano le discariche. Dopo i disastri ambientali provocati dalla cattiva gestione delle discariche, si impose la necessità di contenere tali effetti inquinanti.
Fu allora che si pensò a nuove filosofie di gestione dei rifiuti: la raccolta differenziata, il compostaggio e gli inceneritori (termovalorizzatori). Proprio sugli inceneritori vi sono oggi le maggiori perplessità. L’inceneritore di Padova, ad esempio, è composto attualmente da due linee in grado di bruciare circa 72.000 tonnellate di rifiuti l’anno. In cantiere vi è una terza linea che arriverebbe addirittura ad incenerire in un anno 170.000 tonnellate di rifiuti a partire dal 2010.
Bruciare a quelle temperature produce un inquinamento da polveri sottili Pm10, Pm25 e altre sostanze pericolose. Inoltre, secondo i dati forniti dall’Unione europea, la termovalorizzazione è il metodo più costoso per smaltire rifiuti. Tutte le analisi dimostrano che riciclare comporta un impatto ambientale nettamente inferiore all’incenerimento con risparmi energetici nettamente superiori.
Con una tonnellata di materiale riciclato si recupera energia tre volte di più che bruciando quella stessa quantità di rifiuti: in Cina, ad esempio, stanno facendo incetta di plastica raccolta in modo differenziato sul mercato internazionale, compresa l’Italia, e pagano 350 euro a tonnellata, le bottiglie di Pet che noi buttiamo via o termovalorizziamo a caro prezzo. Queste stesse bottiglie, inviate in Cina, sono riciclate e ritornano nei nostri mercati sotto forma di plastica post consumo, a costo più basso e utile a molte nostre aziende.
Purtroppo gli incentivi agli inceneritori vengono pagati a caro prezzo dalle famiglie italiane attraverso la componente A3 della bolletta elettrica. Quella cifra pagata dai cittadini dovrebbe invece finanziare una raccolta differenziata spinta che porti a recuperare le materie prime secondarie.
Ad essere termovalorizzato dovrebbe esserci solo combustile da rifiuti ovvero tutto quello non recuperato dal riciclo. L’organico dovrebbe finire in opportuni impianti di compostaggio per essere trasformato in fertilizzante di qualità. Per questo Acegas-Aps, società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti, dovrebbe spostare molte più risorse verso la raccolta differenziata a scapito dell’inceneritore. I cittadini ne guadagnerebbero sia per l’ambiente che per i costi.
Alcuni sostengono che una buona raccolta differenziata non sarebbe applicabile in grandi o medie città come Padova. San Francisco con i suoi 850.000 abitanti sta applicando il metodo zero rifiuti e ora è arrivata oltre il 60% di raccolta differenziata. Treviso, più piccola di Padova e dunque più facile da gestire, è al 75%. Padova solo al 40%.
Se proprio non si può fermare la terza linea dell’inceneritore (su cui si attende ancora la valutazione di impatto ambientale), sarebbe necessario dismettere le prime due, costruite negli anni Sessanta, e potenziare al massimo la raccolta differenziata con bidoni condominiali per il riciclo.
Il comune di Padova oltre a detenere il primato in Italia per i tagli ai costi energetici dell’amministrazione pubblica potrebbe lanciare un grande programma per la raccolta differenziata. E non stupisca più che ecologia faccia rima con economia.

Alessandro Zan
consigliere comunale del Gruppo misto a Padova

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In foto: grafico realizzato a partire dallo Studio presente sul sito inceneritori.org

0 pensieri riguardo “L’inceneritore inquina e costa, meglio riciclare”

  1. Io non sono contrario per principio ne’ a recuperare energia bruciando i rifiuti, ne’ a recuperare direttamente il materiale di cui sono composti i rifiuti.
    Sono però contrario a certe dichiarazioni (del signor Zan, in questo caso), in cui si sostiene una teoria con affermazioni del tipo “Tutte le analisi dimostrano che riciclare comporta un impatto ambientale nettamente inferiore all’incenerimento con risparmi energetici nettamente superiori”. Quali analisi? Non metto in dubbio che esistano, ma devono essere citate, non posso fare un atto di fede! Altrimenti è solo un parlarsi addosso.

    Fermo restando che il metodo migliore per la questione rifiuti consiste in non creare rifiuti.
    Faccio un solo, piccolo, esempio concreto: qualche giorno fa ho accompagnato la mia ragazza in un negozio di detersivi & co. Notavo questo: perchè la stragrande maggioranza delle confezioni sono medio-piccole? quanta plastica in meno si butterebbe con le confezioni maggiorate?

  2. Non ho capito bene. Dobbiamo imparare dalla Cina a riciclare la plastica? Ma se quando si arriva a Pechino c’è una coltre di nebbia causata dai fumi tossici che impedisce di distinguere il giorno dalla notte! Il protocollo di Kyoto manco sanno cos’è!
    Da circa 5 anni la provincia autonoma di trento ha imposto la raccolta differenziata e ha fornito 3 bidoni di colori diversi a ogni condominio (praticamente c’è l’invasione di bidoni). All’inizio sembrava solo una seccatura, poi ci si abitua!

  3. Concordo con ADFC. Meglio mettere dei dati a sostegno delle proprie tesi, purtroppo lo spazio (lettera sul Mattino di Padova) secondo me non consentiva di aggiungere troppe cose. Se vai su http://it.wikipedia.org/wiki/Inceneritore anche loro dicono la stessa cosa. Qualche sera fa, il “L’Italia in diretta” su RAI3 mostravano la situazione scandalosa dei rifiuti in Campania, e sono andati in una ditta che ricicla plastica e paga per ricevere plastica riciclata, ma nonostante abbia stretto accordi con 30 consorzi di bacino sugli oltre 50, solo da 4 arriva plastica. Il resto va in discariche (o per strada, bruciando). Ho messo tra i link un sito sugli inceneritori che contiene uno studio abbastanza quantitativo sui vantaggi ambientali del riciclo piuttosto che della produzione e dell’incenerimento dei materiali riciclabili: http://www.inceneritori.org/denison.pdf

    Vedi anche : http://www.e-coop.it/portalWeb/consumatoriHome.portal?_nfpb=true&_pageLabel=consumatoriHomeDocumento&cm_path=%2FCoopRepository%2FCONSUMATORI%2FCoopItalia%2Fdocumento%2Fdoc00000038463&homeURL=consumatoriPageRicerca

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