Categorie
Generale

Ancora sul lavoro precario in Italia: dopo l’articolo di Ichino sul “Corriere”

Sul “Corriere” esce l’ennesimo articolo di questa persona che non stimo – ma che qualche volta dice qualcosa di sensato – Pietro Ichino. Dice (ma potete leggere l’articolo intero qui) che non è vero che il lavoro precario è aumentato dopo la legge Biagi, anzi la causa starebbe nella legge Treu che per la prima volta ha introdotto l’istituto della somministrazione del lavoro. Il mio collega Emiliano – che la pensa in modo molto diverso da me – non ha perso attimo per darmi in pasto l’ennesimo articoletto. Questa è stata – in breve – la mia risposta:

Non ci siamo…condivisibile in alcune parti emiliano, però….prima della Biagi certe porcherie non si potevano fare. come puoi non vedere che la crescita abonorme come funghi di agenzie interinali sia seguita alla biagi ? l’istituto della somministrazione di lavoro A TEMPO INDETERMINATO prima della biagi non c’era ! l’utilizzo dei lavoratori interinali era LIMTATO dalla legge treu ad eventi PRODUTTIVI stagionali e limitati nel tempo. no, non ci siamo.

 

Ho girato lo stesso articolo anche ad Alberto – che lavora con contratto a termine in una Spa privata che svolge un servizio pubblico. Ecco il suo commento:

A quell’articolo Beppe Grillo ha già risposto oggi:

http://www.beppegrillo.it/2007/08/gli_schiavi_moderni_sono_tanti_milioni_di_milioni.html

L’articolo di Ichino è abbastanza pieno di FUFFA: qualunquismi e politicismi inutili, oltre che sbagliati. il 90% delle affermazioni sono pure stronzate. La Treu avrà anche introdotto i co.co.co., e la Maroni avrà anche ristretto le regolamentazioni, in teoria. Ma ciò che conta sono i fatti.

I fatti sono che più del 25% dei lavoratori italiani oggi sono di fatto precari che svolgo un lavoro da tempo indeterminato, e non più di un ulteriore 4-5% di questi sono realmente contratti a progetto.

Ichino può anche sostenere che quelli sono contratti irregolari, ed è un fatto, ma non spiega che il lavoratore, soprattutto dopo l’abolizione dell’art.18 (del mafioso Berlusconi) NON HA ALCUNO STRUMENTO GIURIDICO VALIDO PER FAR TUTELARE I SUOI DIRITTI: il giudice ti può riconoscere il lavoro a tempo indeterminato, ma l’azienda comunque può scegliere a quel punto di lasciarti a casa e prendersi un altro.

Non solo la legge Maroni (ricordo che quella in vigore non è che una pessima abbozzaglia del testo scritto da Biagi) non prevede cose come gli ammortizzatori sociali, che negli altri paesi europei che hanno introdotto questo tipo di normativa, hanno ben pensato di attivare, ma in questi anni non è stato previsto nessun tipo di controllo e ispezione da parte degli ispettori del lavoro, sulla regolarità dei contratti in essere.

A questo è stato sufficiente aggiungere il FATTO che pagando meno contributi, a parità di importo netto mensile percepito, all’azienda il lavoratore costa molto meno, e quindi viene chiaramente incentivata a proporre solo contratti a progetto.

Ulteriore punto di forza a favore dell’azienda è la sua posizione dominante nel mercato del lavoro.

Nessuno ricorda quella legge (keynesiana?) sul rapporto tra domanda e offerta nel mercato dei prezzi?

se la domanda di lavoro è piu’ alta dell’offerta, in mancanza di politiche atte a regolamentare il mercato, il prezzo si abbassa!

se in Italia avevamo un tasso di disoccupazione del 10%, significa che le aziende hanno un bacino di ricambio molto ampio, e possono sostituire un lavoratore in tempi brevissimi!

Ichino cosa fa? strumentalizza la morte di Biagi come Caruso, ma al contrario. Sto Biagi (che pure aveva idee un po’ diverse dalla normativa in vigore oggi) che non è altro che un professore il cui lavoro, le idee e la morte sono state strumentalizzate a seconda dei motivi di comodo del politichetto di turno.

e poi quei ridicoli punti:

> 1) che i rapporti di collaborazione autonoma continuativa a cui Grillo — come Caruso — si riferisce sono riconosciuti dalla legge italiana fin dal 1959 e hanno avuto una crescente diffusione negli ultimi trent’anni del secolo scorso; pero’ il boom di precariato è avvenuto solo negli ultimi anni, mentre prima il fenomeno era sotto controllo.

> 2) che la legge Biagi ha, semmai, introdotto una disciplina restrittiva di quei rapporti (di cui si è avvalso proprio il governo di centrosinistra per dare un giro di vite contro il lavoro precario nei call center);

E’ come dire: siccome ci sono molti incidenti sulle strade, da domani abbassiamo il limite di velocità su tutte le strade a 30km/h, contemporaneamente pero’ siccome non c’ho soldi, dichiaro pubblicamente che tutti gli autovelox verranno venduti, e non ne verranno comprati altri, e per risparmiare sulla benzina le forze di polizia invece che a controllare il traffico verranno tutte tenute in ufficio, quindi nessun controllo verra’ effettuato.

Inoltre in caso di incidente causato dalla velocità, se il responsabile è un’azienda, dovra’ pagare una piccola multa (perchè le aziende sono in crisi e bisogna aiutarle), mentre se invece è una persona niente multa: lo sbattiamo in galera e lo mandiamo alla gogna pubblica per qualche annetto, in modo che quando esce sarà totalmente inutile.

E ci si meraviglia che poi nessuno rispetta le regole?

> 3) che dall’entrata in vigore della legge Biagi quei rapporti, lungi dall’aumentare, hanno preso a ridursi;

Questa cazzata dove l’ha trovata? i contratti a progetto stanno diminuendo da qualche mese, giusto giusto dopo che PRODI ha aumentato i contributi a carico dei lavoratori a progetto. Forse che per le aziende il co.co.pro conviene un po’ meno e quelle un po’ piu’ oneste abbiano deciso di tornare al contratto indeterminato?

Fino a 1 anno fa le nuove assunzioni erano quasi tutte a progetto!

> 4) che neppure la quota dei contratti di lavoro a termine sul totale del lavoro dipendente ha segnato dal 2000 al 2006 un apprezzabile aumento.

certo: in 6 anni c’è un ricambio generazionale incredibile!

ma come fanno i raffronti questi giornalisti? Come può confrontare un fenomeno degli ultimi 5-6 anni con un indice che raccoglie gli effetti degli ultimi 30 anni? O forse Ichino pensa che la gente lavori in vita solo 6 anni?

Il confronto va fatto tra il numero dei contratti a termine in rapporto al numero dei nuovi contratti! negli ultimi 5-6anni quante persone sono state assunte con contratto a progetto? quante con contratto a tempo indeterminato??

2 risposte su “Ancora sul lavoro precario in Italia: dopo l’articolo di Ichino sul “Corriere””

Ciao, mi daresti qualche riferimento (basta anche un link) all’abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori? Grazie.

Lascia un commento