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La gente il lavoro lo trova se vuole….si, ma che lavoro ?

 

La settimana scorsa sono stata contattata da un'associazione culturale che organizza corsi d'inglese per adulti alla quale avevo mandato il curriculum molto tempo fa. Sono andata al colloquio con la responsabile della parte didattica, molto gentile e molto interessata al mio curriculum; poi, dopo aver parlato con lei, mi hanno fatta parlare con la responsabile della contabilità/amministrazione (non ho ben capito il suo ruolo), ad ogni modo è quella che si occupa della parte "monetaria" dei corsi….. Mi dice che la retribuzione è di 16 euro netti l'ora per un corso ad Abano che dovrebbe durare 28 ore, con lezioni da due ore una volta alla settimana, dalle 20.30 alle 22.30. Chiedo se mi verrà dato un rimborso spese per la benzina e mi dice che per loro Abano è vicino, quindi non danno rimborso spese. Dico che per andare ad Abano mi va via parecchia benzina, e la tipa mi risponde che si informerà e mi farà sapere se, in via "del tutto eccezionale", è possibile farmi avere un rimborso spese….
Il giorno dopo mi chiama e mi dice che mi conferma il corso ad Abano, che inizierà il 4 dicembre, e che in via "del tutto eccezionale" mi verrà dato un rimborso spese di benzina forfettario di 20 euro per 14 lezioni (bontà sua !). Mi dice di andare lì il 27 novembre per firmare la lettera d'incarico, ritirare il materiale didattico, ecc. Vado stamattina ,ho parlato nuovamente con la responsabile della contabilità che altro non è che una nevrotica piena di sè; oggi avrei dovuto firmare la lettera d'incarico e questa mi ha ribadito, come mi era stato anticipato al colloquio, che sarei dovuta andare a Mira domani sera dalle 20.30 alle 22.30 (!!!) ad assistere alla lezione di un'altra insegnante per vedere il metodo d'insegnamento…..  Chiedo se quelle due ore mi verranno retribuite e mi risponde certo che no, perchè è per vedere come si svolge una lezione, e loro non mi conoscono ancora, quindi devono assicurarsi che io segua una metodologia corretta, e quindi devo investire solo due ore del mio tempo prima di iniziare il corso, ecc. ecc. Le dico che oltre alle ore del mio tempo devo investire anche in benzina, e che comunque non vado a Mira di sera, con la mia macchina, per due ore a gratis…. La tizia, con aria sprezzante (come se stessi facendo un torto a lei personalmente), mi dice che non è questo l'atteggiamento con cui iniziare un rapporto di lavoro, che sono solo due ore, e che se non ho voglia di investire un pò del mio tempo allora questo non è certo un buon inizio…. Le dico che neanche per me è un buon inizio, e che mi sembra NORMALE che se io vado per loro a Mira per due ore, le ore mi vengano retribuite, almeno in parte….. Allora mi ha fatta attendere lì ed è scesa giù a consultarsi con qualche altra responsabile, dopodiché è ritornata da me dicendo con tono sprezzante che se il mio atteggiamento è questo, allora non se ne fa più niente….. Così, dal momento che ero già arrabbiata (anche considerando la paga oraria che mi sarebbe stata corrisposta una volta iniziato il corso "vero" – 16 euro/ora per i quali dovevo investire "solo due ore del mio tempo"), l'ho salutata e me ne sono andata. 

Marta (laureata in lingue con 110 e lode, due anni di esperienza all'estero, disoccupata ex-precaria) 

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Non so e non ho commenti da fare! Solo la domanda chi,quando, come e perchè ha costruito una simile condizione dis-umana per i nostri giovani! Nel gennaio 1983, a conoscenza del progetto di lavoro “precario” ho dato le dimissioni da dirigente nazionale della FILT CGIL ma DA SOLO mentre TUTTI i rimanenti hanno approvato! Lo hanno mai detto ai loro figli o tutti sono stati assunti con contratto a tempo determinato? La condizione della Marta è particolarmente odiosa ma si coniuga a quella di qualche altro milione di giovani. A quando il Coordinamento sindacale dei lavoratori precari costituito e diretto da precari con il vincolo di dimettersi una volta trovato un posto a tempo indeterminato? A quando un Ufficio di Collocamento per precari, con dipendenti precari e diretto da precari? Dopo 40 anni di lotta sono provato ma mi metterei alla loro testa se, pur essendo stato ingannato e truffato dagli stessi sindacalisti e dalla Sinistra (pur continuando a combattere contro una destra mafiosa e fascista), non fossi un pensionato. Forza Marta e lotta non arrenderti mai!

Ma si tratta di un compenso al netto o al lordo di IVA? Cmq a me sembra che in Veneto si tenda sempre a tirare sui prezzi dei linguisti, neanche fossimo l’ultima ruota del carro! Cmq 16 non è moltissimo, io ne prendo 42 + IVA all’ora per insegnare e penso siano sempre ben guadagnati perchè mi devo sorbire sempre tanta pigrizia da parte degli studenti.

Mah, io preferisco di gran lunga dedicarmi all’interpretariato: si prende molto di più di 42 euro orari e ci sono più soddisfazioni.

Cmq se ti consola tempo fa sono stato contattato da un’agenzia di traduzione di Ancona che mi chiedeva se potevo abbassare le mie tariffe a 6.50. Ma siamo pazzi? Se considero che la mia cameriera mi costa 8 euro all’ora, con 6.50 è meglio se mi metto a farmi il té da solo!

Ahimé i corsi di aggiornamento vengono raramente retribuiti. Proprio un mese fa ne ho dovuto fare uno obbligatorio presso un prestigioso hotel di Trento e ovviamente non ho visto un centesimo in più. Anzi, per fortuna non l’ho dovuto pagare, come si fa solitamente per i workshop, visto che mi è stato pagato dalla Provincia. Quindi workshop obbligatorio e niente soldi in più.

A parte tutto, bisogna sempre tenere in considerazione la propria situazione finanziaria. Se si ha davvero bisogno di denaro, si fanno tranquillamente due ore di lavoro gratuitamente e in caso si accettano anche lavori mal retribuiti in attesa di qualcosa di più passabile. Probabilmente non è il caso di Marta.

Io sono ancora giovane (ho appena 26 anni) quindi inesperto rispetto a molti altri colleghi, però una cosa che ha sempre dato frutti è la disponibilità. Se il tuo potenziale cliente vede che sei disponibile, ti tratterà molto bene e ti remunererà altrettanto bene. Una volta, in occasione di un interpretariato per un mio cliente a Londra, mi sono fatto in quattro per “salvare” i suoi prodotti, lavorando come interprete dalle 9 alle 18.30, come al solito e facendo più o meno il suo facchino fino alle 23.00 senza nemmeno cenare. Beh, ne è valsa la pena: oltre ad avermi pagato dalle 9 alle 23.00 con la tariffa da interprete, mi ha fatto una mancia di 300 euro e mi ha regalato 6 bottiglie di ottimo vino prodotto artigianalmente (per altro squisito).

Se le persone vedono impegno ed interesse ti aiutano, altrimenti non si riesce mai ad emergere. Questa è ovviamente la mia esperienza personale.

In bocca al lupo!

Errata corrige: Marta dice chiaramente 16 euro netti l’ora, beh non mi sembra male anche se a dire il vero non so bene quale sia la distanza tra padova e abano.

Rispondo all’interprete dicendo che certamente in alcuni casi la disponibilità ripaga, ed anch’io ho avuto esperienze positive a riguardo, ma nel caso di questa associazione il LORO atteggiamento di partenza, il tono con cui facevano capire che da parte mia tutto era dovuto, mi ha fatto capire che lì non è questione di disponibilità, anzi, più uno si dimostra disponibile, più viene sfruttato….. Pensa che presso un’altra associazione culturale mi offrivano 12 euro netti l’ora (!!!) per andare ad insegnare a 20 chilometri di distanza, con la scusa che loro ancora “non mi conoscono” e che le loro nuove risorse le vogliono prima “testare”… Avrei dovuto accettare una paga così misera per dimostrare la mia disponibilità??? Invece ho trattato sul prezzo, proprio come si fa al mercato (…) e sono arrivata a 18,40 euro netti l’ora + il rimborso spese che inizialmente non volevano darmi….
Questo per dire che va bene la disponibilità, ma non si può arrivare a perdere la propria dignità di lavoratore e rendersi servitore di queste associazioni che sono vere e proprie macchine per far soldi (basta vedere quanto costa all’utente un corso di lingue…). Tra l’altro, essere retribuiti in modo adeguato è anche uno stimolo a lavorare bene impegnandosi su quello che si sta facendo…
Ciao interprete e buon per te se riesci a guadagnare così tanto !!!

Ciao Marta, mi corre l’obbligo di dire quello che faccio io in questi casi, quando cioè inizio una collaborazione con un nuovo cliente. Nel caso delle docenze, proponi al committente di fare ad esempio 5 lezioni di prova al termine delle quali gli studenti compileranno un questionario di monitoraggio del docente. Queste docenze ti verranno retribuite a tariffa piena e in caso di gradimento da parte degli studenti continuerai il corso, altrimenti si interrompere il rapporto e l’ente provvederà a sostituirti (solitamente i committenti hanno un carnet piuttosto variegato di possibili docenti, quindi non credo sia per loro un problema sostituirti all’ultimo).
Spero di averti dato un buono spunto, di nuovo in bocca al lupo, lo so, repetita stufant!

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