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Tassisti: l’esperienza di domenica scorsa

Lo scorso week-end a Rimini in treno, in una notte bellissima trascorsa in città e tra una discoteca e l'altra. Durante il viaggio, io ed il mio amico discutiamo dell'argomento del giorno: la rivolta dei tassisti : "alla fine uno se pure non ha fatto l'università…dico, un idraulico, un elettricista, delle conoscenze specifiche, le ha. Ma un tassista, che cosa sa fare più di uno qualunque, per cui una persona normale non può fare il suo lavoro ?"

Rimini, strada per Coriano. Non ci sono mezzi pubblici. Chiamiamo un taxi, d'accordo con altri ragazzi per dividere il costo fino a Riccione: 8 km, circa 11 minuti, 26 euro . I nostri amici marchigiani chiedono la ricevuta e ottengono un pezzo di carta simile a block notes, con su la cifra scritta. Noi proseguiamo con lo stesso taxi per giungere a Misano. Sono 9 km esatti da Riccione. Aggiungiamo ben 35 euro , in 10 minuti. Nessuna ricevuta . Il signore , che pure avrà impiegato un quarto d'ora per arrivare al posto dove l'abbiamo chiamato, in 35 minuti ha guadagnato 60 euro. Certo, i costi della benzina, calcoliamoli. Usiamo anche le tabelle ACI, che comprendono anche l'usura e l'ammortamento del mezzo. Per una percorrenza di 50000 km, la nostra auto (senza contare che forse era stata convertita a GPL) a gasolio è costata al tassista 0,335455 euro al km per – dai , allarghiamoci, facciamo 35 km fanno 11,7 euro. Costi che lui può scaricare dal reddito, a differenza di noi lavoratori dipendenti. Dai, diciamo che netti ha guadagnato 48 euro in…35 minuti. In una giornata di nove ore io, laureato, tecnico informatico specializzato, guadagno 52 euro netti. Con buona pace di Alemanno che ieri su la 7 ha definito i tassisti una categoria "povera".

Una risposta su “Tassisti: l’esperienza di domenica scorsa”

c’e’ da dire anche che una delle prime riforme Berlusconi hanno eliminato l’obbligo di emissione delle ricevute fsicali da parte dei tassisti

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