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La storia del mio incidente e del mio avvocato

Più volte ho scritto su questo blog che questo Paese mi sta sempre più stretto. Al lavoro qualcuno mi dice che sono sempre di corsa e qualche volta arrabbiato (salvo che sono loro ad avere il telefono troppo comodo). Oggi mi sono preso l’ennesima arrabbiatura, ma per una faccenda personale.

La mia moto

Il 16 novembre 2005 , mentre rientravo al lavoro di ritorno dalla pausa pranzo, in una via del centro di Padova un tizio in scooter ha fatto una manovra azzardata, tagliandomi la strada, ed io , che mi trovavo dietro di lui con il mio Dominator, non ho potuto evitarlo. Per farla breve, ho 1100 euro di danni sulla moto; per mia fortuna, due testimoni hanno assisito all’incidente.

Pochi giorni dopo l’incidente ho scelto un legale, su consiglio della mia compagnia di assicurazioni, dato che non ne avevo a Padova uno di fiducia. I primi mesi di gennaio 2006 chiamo presso lo studio del mio legale per avere informazioni sullo stato della perizia danni del motociclo e sull’incontro con il liquidatore; dopo decine di telefonate (”è impegnato”, “è fuori ufficio”, “è in udienza”, ecc.) , la segretaria mi dice che non ha novità. A quel punto chiamo la assicurazione della controparte per fare un po’ di pressione; il centro liquidazione sinistri non ha un numero diretto, ma un numero verde nazionale; non riescono a passarmi direttamente il liquidatore, così chiedo di essere richiamato.

Dopo qualche giorno il liquidatore della assicurazione della controparte, mi chiama dicendomi che lui già da settimane aveva mandato una lettera al mio legale – lettera datata 28 dicembre – invitandolo a trattare il danno, ma che questi non si è mai presentato. Chiamo allora il legale e lo informo di questa lettera ed egli….la trova ! Mi assicura che si sarebbe messo in contatto il giorno successivo o comunque rapidamente e che mi avrebbe fatto sapere qualcosa entro il fine settimana (era il 18 gennaio). Non avendo alcuna notizia, la settimana dopo continuo a chiamare in studio chiedendo di essere richiamato senza alcun risultato (segretaria ammalata, telefono muto tutto il lunedì , gli altri giorni hanno preso nota della mia chiamata). A quel punto mando un fax chiedendo lumi, e il giorno stesso la segretaria, stizzita per la frequenza delle mie richieste di informazioni, mi risponde dicendo che non hanno alcuna novità e che “hanno mandato un fax all’assicurazione il 26 gennaio ma non hanno ottenuto risposta”.

Spieghiamoci: l’assicurazione convoca il mio legale e questi scrive un fax all’assicurazione dicendo di mettersi in contatto con loro !

Il 7 febbraio, chiedendo un permesso, sono andato personalmente dalla compagnia assicurativa della controparte (-d’ora in poi, c.p.-), e il liquidatore mi ha accolto con un “non mi piace parlare direttamente con il danneggiato, lei ha un legale e io voglio vedere il suo legale!” . Gli spiego che in seguito al fax che il mio legale avrebbe mandato loro, il mio legale attende un contatto da parte loro. Allorché il liquidatore mi dice : “Scusi, ma io convoco il suo legale con lettera scritta e questo mi risponde chiedendomi di contattarlo ? “. E comunque, non ha alcuna traccia del fax ricevuto. In mezzo a due fuochi, chiedo al liquidatore di mettersi in contatto telefonicamente con il mio legale , anche se dovrebbe essere il mio legale a mettersi in contatto con loro. Ho provato a chiamare il legale in studio (o meglio, la sua segretaria), e dopo averle spiegato che all’assicurazione della c.p. non risulta mai pervenuto il loro fax (lei mi dice che è in possesso della ricevuta di avvenuta spedizione del fax), mi sento rispondere che non ho fatto una bella cosa ad andare io al centro liquidazione sinistri della c.p. , dato che ho dato mandato al legale, e che lo riferirà all’avvocato. Nessun problema, le dico: il punto è che vi chiedo di mettervi in contatto direttamente , e celermente, dato che ho verificato che c’è stato un difetto di comunicazione. Mi dice che mi farà chiamare dall’avvocato oggi pomeriggio.

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