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Va tutto bene, mai andato così bene…storie di mobbing e di banca

Stamattina cercavo qualche informazione sulle obbligazioni di Banca Intesa. Mi sono trovato un bellissimo opuscolo che un dipendente di banca, ha deciso di scrivere sulla sua storia personale di vessazioni subìte per aver rilasciato una intervista ad un quotidiano locale nella quale scriveva che le banche sapevano tutto dei bond argentini, Parmalat, ecc. Lettera di preavviso di sanzione disciplinare per aver “danneggiato” l’immagine della propria banca. Leggete tutto , è online a questo indirizzo. Vi cito solo alcuni pezzi:

OGGETTO: Contestazione di condotta con rilevanza disciplinare ai sensi dell’art 7 Legge 300/1970
La presente per contestarLe di aver tenuto una condotta di seguito descritta, che appare sanzionabile disciplinarmente perché contraria agli obblighi di collaborazione, fedeltà e subordinazione derivanti dal rapporto di lavoro con Lei in essere.
A pagina 3 dell’edizione del 19 gennaio 2004 del Giornale di Lecco è stata pubblicata, con grande evidenza e richiamo in prima pagina, un’intervista da Lei rilasciata, dal titolo “Caso Parmalat, il mea culpa di un bancario”.
In primo luogo Le viene contestato di aver omesso di richiedere alla Direzione Generale alcuna autorizzazione al rilascio della suddetta intervista, come inequivocabilmente imposto e più volte ribadito dalla normativa aziendale (facciamo riferimento alle Comunicazioni al personale del 19/8/1993, 14/2/1996, 4/3/1997, 12/10/1999, 3/9/2001 e alla Circolare del 24/1/2003). In secondo luogo, e soprattutto, Le viene contestato di avere rilasciato dichiarazioni, allo scopo che venissero pubblicate, contenenti giudizi fortemente critici nei confronti della generalità degli istituti di credito, ma che risultano particolarmente pregiudizievoli per l’immagine della nostra azienda e del Gruppo bancario cui appartiene: il suo intervento trae infatti la propria presunta legittimazione dall’asserita esperienza personale e la Sua identità è stata palesemente messa in primo piano, con ripercussioni facilmente immaginabili nei confronti – come minimo – della clientela delle filiali presso cui opera ed recentemente ha operato.
In terzo luogo, Lei ha fatto accenno, sempre alludendo ad un’esperienza personale, a situazioni – quali la mancata formazione del personale commerciale delle banche, o l’esistenza di direttive volte a privilegiare il conseguimento di obiettivi di redditività aziendale a scapito dei clienti, o addirittura un’intenzionale e sistematica propensione a non rendere il meglio servizio possibile alla clientela – che sono completamente infondate, contrarie alla verità oggettiva, nonché gravemente e gratuitamente lesive dell’immagine della Banca
Tutto ciò premesso, La invitiamo formalmente a presentare giustificazioni relative alla contestazione mossaLe entro il termine di 5 giorni a far data dal ricevimento della presente comunicazione.

CREDITO BERGAMASCO
……il resto, leggetelo 😉

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