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Ancora sul Sert

Dal “Mattino” di oggi

Rispondo alla ragazza che, trovatasi al Sert ne è rimasta schifata.
La mario sulla coscienza ce la dobbiamo mettere tutti, è vero, ma in modo diverso da come intendi tu. il tuo ragazzo è stato sanzionato per guida in stato di ebbrezza con il ritiro della patente, il massimo della sanzione, questo mi fa pensare che non avesse bevuto solo due birrette,
Mi stupisce sempre di più il perbenismo di certe persone, soprattutto giovani, che sputano sentenze e giudicano facilmente.
Hai mai provato a pensare che la linea che separa te e me da quelli che definisci «recidivi tossicodipendenti» è molto sottile? Cos’è che separa noi da quelli «parcheggiati lì»? Ti rispondi da sola: l’immagine. Fidati, guardare o parlare con un consumatore di sostanze ifiegali non porta ad ammalarsi, non ci sono rischi per la salute.
invece che girarti dall’altra parte schifata e sentirti minacciata, perchè non provi a riflettere e magari cercare di capire perchè quelle persone sono lì?
Prenditi la responsabilità di dipensare cosa sarebbe potuto succedere se il tuo ragazzo avesse perso anche solo per un attimo il controllo della sua macchina e forse riuscirai a capire la rigidità di certe sanzioni. Ti chiarisco inoltre che i Ser.t sono servizi per le dipendenze da qualsiasi sostanza sia considerata «tossica», ivi incluso il consumo di alcol. La legge deve assicurarsi che chi guida in stato di ebbrezza non sia dipendente da alcol, per la sicurezza di ognuno di noi. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma non si può mettere a repentaglio l’incolumità degli altri.
Hai mai provato a parlare con una di quelle persone che hai visto? Chi ti dice che non abbiano principi morali, che non abbiano una dignità, magari sepolta da strati infiniti di dolore?
Mettiti una mano sul cuore e pensa, non c’è tanta distanza tra te e loro… Smettiamo, per favore, di etichettare le persone, di mettere mura di separarzione, cominciamo ad andare al di là dell’immagine.. – Grazie.
Marta

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