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Quell’esame dell’urina costretto a farlo al Sert

dal “Mattino” di oggi:

Mi è capitato di accompagnare il mio ragazzo al Sert di Padova per effettuare l’esame delle urine contemplato tra i tanti provvedimenti previsti nel ritiro patente per guida in stato di ebbrezza.
Tralascio la mia opinione sulle sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza e sulla rigidità con cui vengono applicate perché questa lettera non ha assolutamente carattere polemico.
Il mio sfogo e la mia conseguente riflessione si basano su ciò che ho visto all’interno e all’esterno dell’edificio: un degrado assoluto, un’igiene pressoché inesistente, una o due telecamere al massimo in tutta la struttura, due toilette, una con videosorveglianza e l’altra sprovvista, un addetto alla vigilanza e un infermiere che fumavano nel corridoio, incuranti dei divieti di fumo appesi al muro e, per finire, almeno quattro o cinque cartelli recanti la seguente scritta: «Le persone che hanno ritirato il farmaco o la dose di metadone devono allontanarsi immediatamnete dalla struttura». Peccato che nella realtà avvenga tutt’altra cosa. Si possono infatti contare nel cortile e nel cancello d’entrata almeno quindici-venti persone «parcheggiate» lì.
E da qui lo sfogo: perché obbligare una persona con sani principi morali e con uno stile di vita totalmente corretto e dignitoso, a sottoporsi a questo tipo di esame solo ed esclusivamente nel centro di recupero tossicodipendenze frequentato da recidivi tossicodipendenti? Perché non dare la possibilità di effettuano presso una struttura ospedaliera vera e propria? Perché mettere a rischio la propria salute e immagine? Tutto questo da compiersi due volte la settimana per due settimane, alla modica cifra di euro 80 e con un’attesa dell’esito dell’esame di almeno 20 giorni.
Ecco la mia riflessione: e se tutto questo capitasse a una ragazza, magari a una bella ragazza, oppure ad una persona emotivamente fragile, sensibile, timida che visi deve recare da sola, magari in un tardo pomeriggio invernale? Mettiamo una mano sulla coscienza, sul cuore e sulle normative. Riflettiamo.
Lettera firmata
Padova
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Mia riflessione: questa signora e’ così sicura che al sert si trovino solo tossicodipendenti recidivi e non qualcuno che, a mio parere non meno retto e dignitoso, si è fumato una canna ed è stato solo “sfortunato” ? A un mio amico è capitato. Anche per lui, come forse è accaduto a suo figlio, è stato uno shock entrare in una realtà di persone che conducevano uno stile di vita molto diverso dal suo (parlo di “stile di vita” perche’ non potrei permettermi mai di giudicare la vita di persone in situazioni che non conosco). Posso immaginare che suo figlio beva salutariamente, magari in discoteca o con gli amici, esattamente come succede a me e a migliaia di altri giovani. Purtroppo quando si ha la sfortuna di incappare in controlli , ci si trova di fronte ad una legge che anch’io considero dura (e assurda, perchè i controlli sono quasi inesistenti e vengono concentrati solo nella notte di sabato). Come considero assurdo il limite di 0,5 mg/l per definire una persona “ubriaca” e far partire, in automatico, una vera catena di sanzioni e controlli , uno di questi è il Sert. Non a caso, in occasione di incidenti gravi (vere stragi come quella di S. Carlo), chi era al volante non superava di poco quella soglia, ma di cinque o sei volte ! Per qualcuno (in realtà c’è una certa discrezonalità nell’ inviare o meno una persona al Sert , almeno se è la prima volta che si incappa in un controllo etilometrico), chi viene trovato alla guida con una concentrazione di alcool anche appena superiore al limite consentito e’ “ubriaco” e, ancor peggio (questo è il punto dove volevo arrivare), dedito stabilmente all’alcool (di abuso o di uso saltuario, questo non interessa alla legge). Allo stesso modo in cui si tratta chi viene “pizzicato” mentre si fuma una canna. E’ un drogato ? Per alcuni si, per altri no. Dipende dalla frequenza e, indubitabilmente, dalla quantità dell?abuso. In letteratura si distingue infatti tra tossicofilia e tossicodipendenza (e l’alcool, fatto oramai aqcquisito dal punto di vista medico e scientifico, è una droga a tutti gli effetti). Purtroppo a mio parere si entra in un dibattito nel quali le persone comuni non sono ufficientemente preparate, dal punto di vista medico e scientifico. Almeno finchè si continuerà a parlare di “pasticche di morte” e chiamare “roba” l’hashish (chi scrive, peraltro, non fuma nemmeno le normalissime sigarette). Il ddl Fini sulle droghe contribuisce a fare di ogni erba un fascio e troppi giornalisti sono prontissimi a bollare dopo un incidente chinque superi questa assurda soglia come “ubriaco” o “drogato”. Ci pensi bene, signora: l’alcool e’ una droga. O iniziamo a distinguere tra droghe che sicuramente provocano dipendenza e gravi fenomeni sociali (eroina in testa, ma anche la cocaina e’ pericolosissima) da quelle che possono provocare danni anche permanenti ma solo in caso di abuso nel tempo (e l’alcool e’ certamente una di queste), oppure …siamo tutti drogati. Anche io e suo figlio. Un caro saluto.

1 risposta su “Quell’esame dell’urina costretto a farlo al Sert”

Mi sembra ignobile una differenziazione di questo tipo: i belli, i brutti
i sani, i meno sani.
possibile che si viva in un mondo che erge così tante barriere?

La paura del diverso impera in questo nostro mondo IN-civile.

Ciao.

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