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Un tranquillo viaggio da Padova a Vicenza in treno…

Il treno Minuetto

Ieri pomeriggio giovedì 17 febbraio dovevo recarmi per lavoro a Vicenza,
poco più di 30km da Padova , circa venti minuti di treno. Scelgo il
treno interregionale proveniente da Venezia e diretto a Milano delle
15.50. All’arrivo in stazione, alle 15.40, il treno viene annunciato con
circa dieci minuti di ritardo. Pochi binari più in là, un regionale per
Verona delle 15.57 , costituito da un nuovissimo treno “Minuetto” (vedi
foto, lo slogan delle Ferrovie era “si cambia musica”…magari). Anche
chi , come me , poteva servirsi di quel treno, ha preferito attendere
l’interregionale perchè tale treno sarebbe arrivato pochi minuti dopo la
partenza del regionale, e sicuramente l’avrebbe sorpassato a Grisignano
di Zocco. Non appena partito il treno regionale per Vicenza-Verona, il
nostro interregionale è stato annunciato con 35 minuti di ritardo.
Nessuno si è inteessato ad informare i viaggiatori che il primo treno
utile per Vicenza-Verona era quel regionale, poi partito semivuoto. Le
Ferrovie sapevano che l’interregionale non sarebbe arrivato in tempo
utile perchè alle 16 quel treno stava lasciando la stazione di Mestre ed
era ben lungi dall’essere a Padova! Per una volta in cui i treni
c’erano, non si sono messi i viaggiatori in condizione di poterli
prendere !
Mi rivolgo all’assistenza alla clientela al primo binario, per spiegare
che non si fanno partire treni per la medesima destinazione un minuto
prima di annunciare un ritardo più che triplicato del treno originario,
e la risposta è stata degna di un libro di Kafka:”vede il trasporto
ferroviario ora viene gestito da tre società, una per i treni a lungo
percorso , l’altra per i treni regionali e l’altra per il trasporto
merci, e in caso un treno di una società comporti ritardi ad altri
treni, deve pagare una penale….”. E io mi chiedevo :ma questo cosa
c’entra ? Un altro impiegato delle Ferrovie mi ha confermato che spesso
accadono cose di questo genere, cioè in caso di aumentato ritardo i
viaggiatori non vengono avvisati e nel frattempo partono (in orario)
treni che potrebbero comunque essere utili ai viaggiatori se solo
fossero informati che il treno originario ha accumulato maggior ritardo
(in partenza da Venezia, a 40km da Padova!).
Spiace constatare non solo che non è cambiato nulla nel modo di tenere
in ostaggio i viaggiatori nelle stazioni , con i treni che scompaiono
dai teleindicatori e l’altoparlante muto, nel ricco nord-est che non
riesce nemmeno a far sistema con due treni ,mancando completamente
un’informazione puntuale sulla marcia degli stessi, ma che noi
viaggiatori veniamo anche presi in giro, con la storia delle tre societa’
ferroviarie che, scusate, mi ricorda tanto il gioco delle tre carte,
quello dove ci sono “soci” (termine fin troppo societario) d’accordo tra
di loro che truffano il cliente convincendolo che si tratta di un
affare. Le privatizzazioni, dalle Poste alle Ferrovie, passando per il
taglio dei posti letto negli ospedali, sappiamo bene in che direzione
vadano.

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