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Un commento sull’incidente ferroviario in Puglia

Dico la mia, da appassionato ed in qualche modo competente , almeno per le tematiche di base, in tema di circolazione dei treni e del tragico incidente avvenuto ieri in Puglia.

I sistemi di circolazione come quelli del blocco telefonico sono più soggetti all’errore umano del più recente SCMT (Sistema di Controllo Marcia Treno), che deve essere attivato con ingenti investimenti sia sul circuito dei binari che su tutti i mezzi che circolano sulla linea . Tuttavia senza l’errore umano questi sistemi funzionano. Era ed è sempre opportuno investire in sistemi di sicurezza passiva, ovvero che funzionano senza l’intervento dell’uomo . Non è sempre stato così però.

Diverso fu il caso dell’incidente di Crevalcore o ancora peggio del deragliamento del Pendolino a Piacenza : https://it.wikipedia.org/…/Incidente_ferroviario_di… . In particolare si legge : “La Polizia ferroviaria evidenziò nelle indagini che dal 1999 al 2004 sulla stessa linea ferroviaria si erano già verificati altri cinque casi classificati come “SPAD” (incidenti derivanti dal superamento di segnali disposti a via impedita) per errore del personale di condotta, di cui ben quattro avvenuti tra i mesi di gennaio e febbraio a causa della fitta nebbia. Uno di questi episodi coinvolse proprio lo stesso treno IR 2255, che il 18 dicembre 2000 aveva superato il segnale rosso (di via impedita) a Poggio Rusco. Tali eventi non avevano comportato alcuna conseguenza fatale soltanto perché non avevano coinvolto alcun treno viaggiante in senso opposto sullo stesso binario.”

Qui c’è un problema diverso, più grande, e di cui non si parla MAI in questo paese, ovvero la possibilità per il lavoratore , a conoscenza di possibili pericoli per i destinatari del proprio servizio (passeggeri trasportati, futuri pensionati, malati in ospedale, ecc.) di ESSERE TUTELATI e non licenziati o subire mobbing sul posto di lavoro quando , a conoscenza di situazioni di pericolo, le denunciano pubblicamente. Questa tutela non c’è in Italia, nè formalmente, nè praticamente. Il caso degli autisti TPL a Roma, dopo l’intervista a PresaDiretta, ma anche quello dei ferrovieri (!) che denunciarono a Report la mancanza di sicurezza per il malfunzionamento di luci sulle locomotive e sulle carrozze di coda e nelle lunghissime gallerie della Bologna-Firenze , vennero licenziati (e riassunti dopo anni di cause legali GRAZIE alla Magistratura e CONTRO il datore di lavoro).