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Quanto siamo fortunati a vivere a Padova

dalla rubrica delle lettere del “Mattino di Padova” di oggi

Quanto siamo fortunati ad essere padovani  di FRANCESCO SPAGNA*

Egregio Sindaco, penso che tutti noi dovremmo sinceramente e umilmente ringraziare il cielo di essere nati a Padova e non, per esempio, in Sudan. Se fossimo nati in Sudan vivremmo in un paese paradossale: uno dei maggiori fornitori di petrolio della Cina e, incredibilmente, uno dei paesi più poveri e pericolosi del mondo. Probabilmente invece di soldi in Sudan arrivano armi, che si suppone sparino continuamente: forse per questo il Paese è in uno stato di guerra civile permanente, squadroni della morte irrompono nei villaggi uccidendo e sterminando senza senso. Se fossimo nati e cercassimo di sopravvivere in uno di questi villaggi faremmo colletta, faremmo di tutto per permettere che almeno qualcuno dei nostri giovani più promettenti provi a fuggire, tenti la sorte di attraversare il deserto e poi imbarcarsi sui barconi attraverso il mare. Sarebbe un atto etico e coraggioso, signor Sindaco, sono sicuro che Lei ed io lo faremmo, se vivessimo in quei villaggi. Daremmo un’opportunità estrema, un filo di speranza ai nostri figli, anche se questo significherebbe esporli al rischio di morire durante il viaggio. Se invece fossimo nati sul delta del Niger – dove compagnie petrolifere di tutto il mondo estraggono il greggio senza portare alcun indotto, con gli oleodotti che perdono, la terra completamente inquinata, intrisa di petrolio, incoltivabile, e la paradossale, beffarda, difficoltà a reperire carburante per muovere un’automobile – cercheremmo di salvare il destino di almeno qualcuno dei nostri figli, anche se questo significherebbe provare a fargli passare la frontiera per l’Europa chiuso in un trolley… Non lo faremmo? Siamo sicuri? La nostra pelle è bianca e siamo nati qui, per fortuna. Nella nostra vita attuale abbiamo cibo in abbondanza, un tetto sopra la testa, una città gradevole nella quale passeggiare liberamente. Il Sudan o la Nigeria sono molto lontani. Anche la Siria è lontana. Meno lontano il Mediterraneo, dove una catastrofe umanitaria si consuma, dove decine di migliaia di profughi, in questi ultimi anni, sono annegati nel naufragio dei barconi, e continuano. Troppo vicino, questo scenario, perché le nostre coscienze non ne siano toccate. Non capisco bene, signor Sindaco, quale sia lo spirito della manifestazione che Lei stesso ha indetto venerdì prossimo. Temo che in uno scenario così tragico, una manifestazione che sbandieri il rifiuto dell’accoglienza – quali possano esserne le ragioni – suoni come una nota stonata. Qualcosa per cui potremmo perdere l’onore (di avere il privilegio) di essere padovani.

*Docente di Antropologia Culturale, Univeristà di Padova

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