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Tra i roghi della Siberia che avvelenano il pianeta

KRASNOYARSK – “Guardi qua”, fa Anatolij Sukhinin, appassionato capo del dipartimento di monitoraggio degli incendi, sentinella dei boschi che dovrebbero essere il polmone dell’emisfero boreale ed ora sono sempre più “polmoni malati di cancro”. Si aggiusta i grossi occhiali sul naso, piglia una grossa foto satellitare della Siberia e dell’Estremo Oriente, comincia ad indicare minuscoli puntini rossi, quadratini neri come la cenere, zone tratteggiate in blu.

Poi, i puntini si sovrappongono ai quadratini, via via che il dito del ricercatore si abbassa verso il territorio della Siberia Meridionale: tutto, allora, diventa una lunga, larga e spaventosa macchia scura, una cicatrice che parte dagli Urali, segue il tragitto della Transiberiana, arriva sino all’Oceano Pacifico, copre buona parte dell’immensa taiga, la foresta più estesa del mondo, tanto estesa che “dove finisca, solo gli uccelli migratori lo sanno”, scrisse una volta Cechov. (continua qui sotto..)

http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/ambiente/siberia/siberia/siberia.html

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