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L’arte del NO

Non ha torto, dunque, il sentire comune per cui i comportamenti caratteristici del Dipendente pubblico sono: rifiutare, rinviare, proibire. Vediamoli, questi comportamenti: una volta tanto non per stigmatizzarli, ma per capire i pericoli che comportano per chi li esercita.
Per dire
NO, non solo nella Pa ma li in modo particolare, si ricorre alternativamente a due strategie, apparentemente opposte, in realtà complementari: ostentare una competenza inarrivabile per il comune cittadino, oppure tirar fuori tutta la propria stupidità, anche simulata. Naturalmente, adottare la prima strategia è più gratificante. Bìsogna invocare regole che il cittadino non conosce. Non è difficile: ne esistono così tante che si può tranquillamente biuffare. C’è un’espressione, «il combinato disposto”, che mi affascina. Per molto tempo non ho capito bene che cosa volesse dire. Suggerisce l’idea che leggi diverse, combinandosi tra loro, diano luogo a effetti sinergici imprevedibffi al cittadino inesperto. Inserire sapientemente questa espressione in una risposta può essere una mossa vincente, alla quale pochi cittadini-clienti sanno rispondere nel modo giusto, cioè seguendo l’esempio del bambino nella favola dei vestiti dell’imperatore. Magari biuffando, a propria volta. Perché, onestamente, quale burocrate non si sentirebbe smarrito se dovesse davvero motivare rigorosamente i propri rifiuti?

(dal libro “Pagati per vergognarci”, di Mariolina Toniolo, ed. nuovadimensione, pag. 29)

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