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Il diritto soggettivo e l’interesse legittimo

Il diritto soggettivo viene configurato come quella posizione giuridica soggettiva di vantaggio che l’ordinamento giuridico conferisce ad un soggetto, riconoscendogli determinate utilità in ordine ad un bene, nonchè la tutela degli interessi afferenti al bene stesso in modo pieno ed immediato.
Per quanto riguarda la tutela dei diritti soggettivi, in particolare va detto che normalmente è rimessa al giudice ordinario e solo in casi tassativamente previsti (c.d. giurisdizione esclusiva) al giudice amministrativo (T.A.R.-Consiglio di Stato).
L’interesse legittimo va inteso come la posizione di vantaggio riservata ad un soggetto in relazione ad un bene della vita oggetto di provvedimento amministrativo: l’interesse legittimo emerge nel momento in cui l’interesse del privato , ad ottenere o a conservare un bene della vita, viene a confronto con il potere della P.A. di soddisfare l’interesse o sacrificarlo.
La sostanzialità di tale posizione giuridica soggettiva è alla base della risarcibilità sancita dalla L. 205/2000 e richiedibile al T.A.R. nelle materie sottoposte alla loro giurisdizione.
Da quanto detto si evince che perchè un interesse materiale possa assurgere al rango di interesse legittimo , occorrono due elementi :
differenziazione, nel senso che deve far capo ad un soggetto individuato che si distingue tanto dalla collettività quanto dagli altri singoli che ne fanno parte;
qualificazione, nel senso che esso è previsto e preso in considerazione, sia pure indirettamente dal diritto oggettivo.

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