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A proposito di sicurezza nelle ferrovie italiane…

da "repubblica.it" dei giorni scorsi:

Polemica sulla sicurezza. Dario Balotta, segretario lombardo della Fit-Cisl, denuncia "il naufragio del programma di sicurezza annunciato da Cimoli nel 1998", mentre Franco Fedele, della Filt-Cgil, ammonisce a "non gridare all’errore umano" perché "sarebbe cinico e semplice". "Cimoli – dice Balotta – annunciò di voler mettere settemila chilometri di rete in Atc, Automatic trafic control. Ma la scorsa estate, quando si dimise, ne erano stati messi solo 240 chilometri. E il nuovo sistema di controllo della marcia del treno, Scmt, non si può usare perché sui locomotori non sono stati installati i computer". Gli fa eco Fedele: "Da anni denunciamo i ritardi negli investimenti sulle infrastrutture e le tecnologie di supporto del macchinista. Nelle tratte come quella della tragedia tutto è affidato alla sola responsabilità umana, e ciò non è più accettabile".

La protesta dei macchinisti. Punta il dito sulle "indubbie responsabilità dei vertici delle Fs" Ezio Gallori, leader dei macchinisti del Comu negli anni Novanta. Per il quale "i dirigenti delle Ferrovie non hanno applicato le strutture di sicurezza che avrebbero impedito che l’errore umano si trasformasse in tragedia. Cinquant’anni fa, in caso di nebbia o scarsa visibilità, i segnali venivano sussidiati da petardi. Oggi non c’è più quella segnaletica, ma non è stata sostituita da altro".

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