27 settembre, la giornata #MillionsMissing per chiedere più ricerca sulla ME/CFS

C’è una campagna di sensibilizzazione a favore della CFS/ME, in questi giorni, che si chiama #Millionsmissing. Il senso è quello di dire che ci sono milioni di persone “scomparse” (missing) dalla propria vita a causa della malattia, persone che “si perdono” (missing) molte cose della propria vita perché stanno troppo male.

Jamison Hill, scrittore e allenatore in palestra che si è ammalato improvvisamente di ME/CFS dopo una mononucleosi, ora non lavora e riesce con difficoltà a fare i lavori di casa più leggeri . E' uno dei protagonisti del documentario "Forgotten Plague" sulla ME/CFS.
Jamison Hill, scrittore e allenatore in palestra che si è ammalato improvvisamente di ME/CFS dopo una mononucleosi, ora non lavora e riesce con difficoltà a fare i lavori di casa più leggeri . E’ uno dei protagonisti del documentario “Forgotten Plague” sulla ME/CFS.

Ci sono varie iniziative legate a questa campagna, come potete vedere sul sito http://millionsmissing.org. Oggi ad esempio, in molte città (Washington, DC, Seatle, San Francisco, Dallas, Atlanta, Boston, Londra, Melbourne) vengono organizzate delle proteste. Alcuni parteciperanno solo “virtualmente” inviando al proprio posto (essendo troppo malati per esserci di persona) un proprio paio di scarpe. Verranno create così delle “installazioni artistiche” che potranno essere riutilizzate anche in futuro, per mostrare fisicamente quanta gente non può esserci perché semplicemente non è in grado.

Cosa c’è dietro alla parvenza di normalità della difficile vita dei malati di ME/CFS

Ho apprezzato molto questo post di Ryan Prior (il protagonista, bello dentro e fuori, del film documentario Forgotten Plague sulla ME/CFS, encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica ) , che spiega , per la prima volta, dietro le quinte , com’è la sua vita di tutti i giorni quando lo vediamo alla CNN intervistare qualcuno , partecipare alle conferenze alla Stanford University e partecipare con il megafono in mano alla manifestazione “Millions missing”, e così via.

Ryan Prior alla manifestazione Millions Missing , maggio 2016. http://www.meaction.net/2016/05/28/speeches-from-the-front-lines-of-millionsmissing-ryan-prior/
Ryan Prior alla manifestazione Millions Missing , maggio 2016. http://www.meaction.net/2016/05/28/speeches-from-the-front-lines-of-millionsmissing-ryan-prior/

La traduzione : Ogni mattina per gli ultimi 8 anni ho ingoiato questa manciata di pillole. La mia capacità di agire come una persona normale con un lavoro e una vita si basa sul fatto di prendere 20 pillole al giorno, facendomi una iniezione una volta alla settimana, e di fare un trattamento intravenoso ogni mese. Funziono all’ 85% circa 85% del tempo. L’altro 15% del tempo di solito sono costretto a casa o a letto. Ma io sono uno dei fortunati con encefalomielite mialgica. La maggior parte dei pazienti vivono vite di quieta disperazione; sono molto più limitate, con poche speranze anche di un parziale recupero. #medx
Grazie Ryan per il coraggio e per la tua trasparenza anche nel mostrare quanto la tua (e la nostra) vita sia così compromessa. Non è mancanza di pudore o il piangersi addosso, ma parlare del dolore e delle difficoltà è un modo per affrontarle e per sentirsi meno soli.

Andamento del grado di attività dovuto alla ME/CFS

In questo grafico, facendo tesoro della tabella elaborata dalla dr.ssa Myhill e reperibile qui , mostro il grado di progressione del livello di attività negli anni. Sotto il grafico la legenda tradotta in italiano:

 

 

La fatica nella CFS è sia mentale e fisica. Per alcuni malati, la fisica è il peso maggiore e per gli altri, la fatica mentale è più fastidiosa. Questa scala è stata sviluppata dal Dr. David Bell come un modo clinicamente utile per valutare la risposta al trattamento – combina attività fisica e mentale con livelli di benessere. Questo non è del tutto soddisfacente in quanto diverse persone soffrono in modi diversi ma dà un’idea del livello di disabilità.

100: Non ci sono sintomi con l’esercizio fisico. Normale attività complessiva. In grado di lavorare o fare casa / lavoro a casa a tempo pieno senza alcuna difficoltà.

90: Nessun sintomo a riposo. Sintomi lievi con l’attività fisica. Normale livello di attività complessiva. In grado di lavorare a tempo pieno senza difficoltà.

80: Lievi sintomi a riposo. I sintomi sono peggiorati da uno sforzo. Minimal restrizione attività necessaria per le attività che richiedono solo sforzo. In grado di lavorare a tempo pieno con la difficoltà di lavori che richiedono sforzo.

70: Lievi sintomi a riposo. Alcune limitazioni di attività quotidiana chiaramente osservate. Funzionamento complessivo vicino al 90% del previsto, tranne per le attività che richiedono uno sforzo. In grado di lavorare / fare lavori di casa a tempo pieno con difficoltà. Ha bisogno di riposare in giornata.

60: da lievi a moderati sintomi a riposo. Limitazione di attività giornaliere chiaramente osservate. Complessivamente funzionamento 70% al 90%. Incapace di lavorare a tempo pieno in lavori che richiedono lavoro fisico (compreso solo in piedi), ma in grado di lavorare a tempo pieno in attività leggere (seduto) se l’orario è flessibile.

50: sintomi moderati a riposo. Da moderati a gravi sintomi di esercizio o attività; livello complessivo di attività ridotto al 70% del valore atteso. Non in grado di svolgere mansioni faticose, in grado di eseguire lavori leggeri o alla scrivania 4 – 5 ore al giorno, ma richiede periodi di riposo. Deve riposare / dormire 1-2 ore al giorno.

40: sintomi moderati a riposo. Da moderati a gravi sintomi di esercizio o di attività. Livello globale di attività ridotta al 50-70% del previsto. In grado di uscire una o due volte alla settimana. Incapace di svolgere compiti gravosi. In grado di lavorare seduti a casa 3-4 ore al giorno, ma richiede periodi di riposo.

30: da moderati a gravi sintomi a riposo. Sintomi gravi con qualsiasi esercizio. Livello globale di attività ridotta al 50% del previsto. Di solito confinato in casa. Impossibile eseguire qualsiasi attività faticose. In grado di eseguire lavoro alla scrivania 2-3 ore al giorno, ma richiede periodi di riposo.

20: da moderati a gravi sintomi a riposo. Impossibile eseguire attività faticose. Attività Generale 30-50% del previsto. Incapace di lasciare la casa, tranne raramente. Confinato a letto la maggior parte della giornata. Incapace di concentrarsi per più di 1 ora al giorno.

10: Sintomi gravi a riposo. A letto per la maggior parte del tempo. Nessun viaggio al di fuori della casa. Sintomi cognitivi definiti impediscono la concentrazione.

0: Sintomi gravi su base continua. A letto  costantemente, non è in grado di prendersi cura di sé.

La nuova analisi dei dati grezzi del trial PACE sull’efficacia della terapia cognitivo comportamentale nella ME/CFS

Quanto segue è la traduzione di quanto scritto a questo link:
http://www.meaction.net/2016/09/09/qmul-releases-pace-data/
(in un post sotto, l’originale) presa dal profilo Facebook dell’Associazione CFS Italiana (https://www.facebook.com/CFS-Associazione-Italiana-CFS-Italian-Association-268416998510/?fref=nf)

La Queen Mary University of London (QMUL) ha reso pubblici i dati PACE ai pazienti che lo hanno richiesto sulla base del Freedom of Information Act, come ordinato da un recente tribunale, nell’ultimissimo giorno possibile per presentare un appello contro l’ordine della corte.

La mossa segue la pubblicazione tre giorni prima di una lettera aperta da parte di un gruppo di scienziati inclusi il dottor Ron Davis, Vince Racaniello e Jonathan Edwards, che sollecitava il preside della QMUL, il professor Simon Gaskell, a non appellarsi alla decisione del tribunale.

I dati sono stati richiesti nel marzo del 2014 da Alem Matthees, per permettere il calcolo dei principali risultati del trial e i tassi di guarigione secondo i metodi specificati nell’originario protocollo del trial. Gli originali metodi di analisi sono stati abbandonati una volta che il trial era in corso e rimpiazzati da altri, inclusa un’analisi in cui i pazienti potevano diventare più invalidi e nonostante ciò essere classificati come fossero “guariti”.

Tom Kindlon, un paziente la cui critica delle analisi dei PACE è stata pubblicata in riviste mediche, ha detto: “Questo è un gran giorno per i pazienti. Lo abbiamo aspettato per anni. Finalmente, sarà possibile per parti indipendenti esaminare i dati e, in particolare, scoprire quali sarebbero stati i risultati senza tutti i cambiamenti ingiustificati al protocollo dello studio. Sarà anche molto interessante guardare a come i dati obiettivi si relazionano agli esiti soggettivi”.

Ha aggiunto, “Questo è un trial finanziato da fondi pubblici ed è costato 5 milioni di sterline di tasse dei contribuenti – i dati non sarebbero mai dovuti essere tenuti segreti”. È molto deludente che sia gli investigatori del trial PACE che la QMUL abbiano litigato il caso così duramente, costringendo Alem Matthees a dedicarci così tanto lavoro quando lui stesso non sta bene e respingendo altre richieste su informazioni di base”.

Il giorno prima che i dati fossero resi pubblici, gli autori del PACE hanno pubblicato online i risultati principali del trial usando i metodi specificati per il protocollo originario. I nuovi risultati mostrano che solo un terzo dei pazienti indicati erano migliorati secondo l’analisi definita secondo il protocollo, comparata ai numeri riportati su The Lancet nel 2011.

I risultati confermano i sospetti a lungo avuti dai pazienti e gli scienziati che hanno studiato in modo critico il trial che se gli investigatori del PACE fossero rimasti legati al loro stesso protocollo di analisi originario, il PACE sarebbe apparso un trial di successo molto minore.

Immagine

I nuovi risultati mostrano che solo il 21% dei pazienti sono stati classificati come “miglioranti” nel gruppo di terapia dell’esercizio graduato, comparati al 61% dichiarato nell’articolo di the Lancet usando un’analisi sviluppata dopo che il trail era in corso. Il 10% dei pazienti nel gruppo che non ha ricevuto alcuna terapia erano “miglioranti”, cosa che indica che, anche con le misurazioni soggettive usate, solo un paziente su dieci riportava un miglioramento dall’addizionale terapia dell’esercizio graduato. I risultati per il gruppo della CBT erano simili a quelli per il gruppo dell’esercizio graduato.

Questi risultati re-interpretati sono stati resi pubblici senza fanfara sul sito web della QMUL. Nonostante il drammatico crollo dei tassi di miglioramento, gli autori dello studio hanno detto che gli esiti erano “molto simili a quelli riportati nell’articolo principale dei risultati PACE” e hanno sostenuto le loro conclusioni del Lancet che la CBT e l’esercizio graduato, aggiunti alla cura medica standard, “migliorano moderatamente” i risultati per i pazienti di CFS.
Ma il dottor David Tuller, della University of California, Berkeley, giornalista e esperto di salute pubblica, che ha criticato il trial in dettaglio, ha detto. “Siamo chiari. Queste scoperte sono molto peggio di quelle presentate negli articoli “peer-reviewed” pubblicati. Se queste sono state le migliori scoperte per 8 milioni di dollari, allora veramente i PACE non sopravvivranno un legittimo esame minuzioso”.

Ma ora, con i crudi dati originali che vanno a Alem Matthees, è sicuro che seguirà una revisione più indipendente.
Nel corso degli scorsi mesi, a seguito del primo degli articoli critici del dottor Tuller, i pazienti e gli scienziati si sono uniti insieme in tutto il mondo per fare pressione sulla QMUL perché rendesse pubblici i dati. Una petizione guidata da #MEAction con oltre 12.000 firme è apparsa sul Wall Steet Journal, ed è stata presentata in tribunale come prova del livello dell’interesse pubblico che i dati venissero resi pubblici; e 24 organizzazioni di ME/CFS in 14 Paesi, in rappresentanza di decine di migliaia di pazienti, hanno scritto lettere aperte all’università. L.A. Cooper, capo del #MEAction Network UK ha detto: “I nostri ringraziamenti vanno a Alem Matthees, che ha lavorato incredibilmente duro per ottenere che venissero resi pubblici i dati PACE a quello che è stato quasi certamente un enorme costo fisico. Grazie, Alem!”.

Caratteristiche metaboliche della sindrome da fatica cronica (ME/CFS)

Ringrazio Giada da Ros per la traduzione in italiano.

La Open Medicine Foundation ha mandato ieri agli iscritti alla loro mailing list una lettera che trovate tradotta sotto.

Ron Davies: “Questo è a oggi lo studio più importante e rivoluzionario sulla ME/CFS”

Da Ron Davies:

“La Pubblicazione “Caratteristiche Metaboliche della Sindrome da Fatica Cronica” di Naviaux RK et al, è una pietra miliare nella ricerca sulla ME/CFS. È a oggi lo studio più importante e rivoluzionario sulla ME/CFS.

Estendendo recenti indicazioni di alterazioni metaboliche nella ME/CFS, questo studio fornisce la prima comprensiva dimostrazione quantitativa delle deficienze metabolomiche che caratterizzano questa malattia. Definiscono una chiara “firma” metabolica che accuratamente distingue i pazienti dagli individui sani.

Questa firma era costante anche fra pazienti con sintomi o eventi di esordio della malattia differenti. Queste scoperte sono una notizia eccitante sia per i pazienti che per i ricercatori. Non solo confermano la realtà biologica di questa stigmatizzata malattia, ma puntano al più promettente candidato biomarcatore della ME/CFS che il campo abbia visto. Un biomarcatore della ME/CFS – a lungo atteso dagli scienziati – permetterebbe la precisa e obiettiva diagnostica che non è mai stata possibile per questa malattia. Inoltre, accelererebbe la ricerca per dei trattamenti.

Lo studio del dottor Naviaux suggerisce che entrambe queste imprese potrebbero essere progettate in uno modo che beneficerà tutti i pazienti, indipendentemente dai loro sintomi e dagli eventi d’esordio (che non sempre sono noti). Oltre a una comune risposta metabolica, i pazienti mostrano una varietà di risposte individuali. Queste risposte individuali possono contribuire alle differenze sintomatiche, e possono essere causate in parte da differenze genetiche. Similarmente, trattare in modo efficace la ME/CFS può richiedere due componenti: un trattamento comune per tutti i pazienti e un trattamento personalizzato. Cosa interessante, questo potrebbe spiegare la pletora di trattamenti che hanno aiutato singoli pazienti ma solo raramente funzionano in altri pazienti.

Un’altra importante scoperta da questo studio è che la risposta metabolomica osservata nella ME/CFS è l’opposto del pattern visto in infezione acuta e sindrome metabolica. Questo risultato supporta la controversa idea che mentre l’infezione è spesso un evento che fa iniziare la ME/CFS, non contribuisce alla continuazione della malattia. Quello che è importante notare è che in assenza di prove di una infezione attiva, è plausibile che i trattamenti antimicrobici a lungo termine spesso usati per la ME/CFS facciano più danno che bene.

Questo studio rivoluzionario perciò presenta diverse nuove scoperte di grande importanza per le comunità dei pazienti di ME/CFS, medica e di ricerca – e forse cosa più importante per la ricerca per i trattamenti. Perché queste scoperte abbiano un impatto nella cura dei pazienti, ulteriori investigazioni e validazione attraverso studi indipendenti sono cruciali. A causa di questo, la Open Medicine Foundation ha finanziato il prossimo studio su un gruppo di pazienti più ampio, in cui il dottor Naviaux validerà la firma metabolomica della ME/CFS in un campione più ampio, geograficamente diverso e io esplorerò il ruolo della genetica nelle risposte individuali. Questi studi sono già in corso. Abbiamo nominato il dottor Naviaux al Comitato Scientifico di Consulenza della OMF in precedenza quest’anno, e siamo riconoscenti per il suo expertise nell’aiutarci a sbrogliare i misteri metabolici di questa debilitante malattia.

Siamo finalmente sulla strada giusta per capire la ME/CFS. Noi e molti altri collaboratori stiamo lavorando duro per tradurre questa nuova comprensione in trattamenti generali e personalizzati”.

Per lo studio effettivo: http://bit.ly/2bBVWA3

Per donare: http://www.openmedicinefoundation.org/donate-to-the-end-me…/

Domande e risposte con il dottor Naviaux

D1: Alcune persone ancora sostengono che la CFS non è una vera malattia ma è tutta nella mente. La sua scoperta di una firma chimica aiuta a infrangere questo mito?

Sì, la firma chimica che abbiamo scoperto è prova che la CFS è un disturbo metabolico obiettivo che ha effetto sul metabolismo dell’energia mitocondriale, sulla funzione immunitaria, la funzione gastro-intestinale, il microbioma, il sistema nervoso autonomo, il neuroendocrino e altre funzioni cerebrali. QuestI sette sistemi sono tutti collegati in un network che è in costante comunicazione. Sebbene sia vero che non si può cambiare uno di questi 7 sistemi senza produrre cambiamenti compensatori degli altri, è il linguaggio della chimica e del metabolismo che li interconnette tutti.

D2: Come si conforma la sindrome da fatica cronica con gli altri stati ipometabolici o sindromi?

Tutti gli animali hanno modi di rispondere ai cambiamenti delle condizioni ambientali che minacciano la sopravvivenza. Abbiamo scoperto che c’è una notevole uniformità a questa risposta cellulare, indipendentemente dai molti inneschi che possono produrla. Abbiamo usato il termine “Risposta della Cellula al Pericolo – Cell Danger Responce (CDR)” per descrivere le caratteristiche chimiche che sottostanno a questa risposta. Cambiamenti storici nella disponibilità stagionale delle calorie, patogeni microbici, stress acquatico e altri stress ambientali hanno assicurato che abbiamo ereditato centinaia di migliaia di geni che i nostri antenati hanno usato per sopravvivere a tutte queste condizioni.

Il corpo risponde differentemente alla assenza di risorse (ad esempio una restrizione calorica o una carestia) che alla presenza di patogeni e tossine. Possiamo classificare due risposte: una risposta con un singolo step alla assenza di risorse, e un processo di due step in risposta alla presenza di una minaccia. Entrambe le risposte sono completate dal ritorno al metabolismo e alla funzione normali. Quando le risorse sono severamente ridotte o assenti, la piena CDR è bypassata, e il passaggio dei nutrienti attraverso il metabolismo è diminuita per conservare le risorse limitate in uno sforzo di “sopravvivere” alla carestia. Questa è spesso chiamata una risposta di restrizione calorica.

D’altro lato quanto una cellula si trova davanti una attacco virale, batterico o micotico attivo, o certi tipi di infezioni parassitarie, trauma fisici severi o anche traumi psicologici cronici (che producono simili cambiamenti chimici nel metabolismo), questo attiva la risposta in due step. Il primo step è di attivare in modo acuto la CDR. L’immunità innata e l’infiammazione sono regolati dalle caratteristiche metaboliche della CDR. L’attivazione della CDR mette in moto una potente sequenza di reazioni che sono strettamente coreografate per combattere la minaccia. Queste sono fatte su misura per difendere la cellula contro i patogeni o intracellulari o extracellulari, per uccidere e distruggere il patogeno, circoscrivere e riparare il danno, ricordare l’incontro da parte della memoria metabolica e immunitaria, spegnere la CDR, e per guarire.

Nella maggior parte dei casi, questa strategia è efficace e il metabolismo normale è restaurato dopo pochi giorni o settimane di malattia, e la guarigione è completa dopo poche settimane o mesi. Per esempio, solo una piccola percentuale di persone che sono acutamente infettate con il virus Epstein-Barr (EBV) o con l’herpes virus umano 6 (HHV6) o con la malattia di Lyme finiscono per sviluppare sintomi cronici. Se la CDR rimane cronicamente attiva, possono capitare molti tipi di malattie croniche complesse. Nel caso della CFS, quando la CDR si blocca, o è incapace di superare il pericolo, si ingrana un secondo step che comporta un assedio del metabolismo che diverte ulteriormente le risposte dai mitocondri e sequestra o espelle metaboliti chiave e cofattori per renderli non disponibili a un patogeno invasore, o agisce per sequestrare le tossine per limitare l’esposizione sistemica. Questo ha l’effetto di consolidare ulteriormente lo stato ipometabolico. Quando la risposta ipometabolica alla minaccia persiste per più di sei mesi, può causare CFS e portare a dolore cronico e disabilità. La metabolimica ci dà ora un modo per caratterizzare questa risposta obiettivamente, e un modo per seguire la risposta chimica a nuovi trattamenti in trial clinici sistematici.

D3. Lei parla della firma chimica come simile a uno stato di ibernazione. Che tipi di animali mostrano una simile firma in ibernazione?

Non userei il termine ibernazione per descrivere la sindrome da fatica cronica. Gli esseri umani non vanno in ibernazione. L’ibernazione è solo uno di una manciata di stati ipometabolici che sono stati studiati in differenti animali. Ce ne sono molti altri conosciuti con i nomi di dauer, diapausa, torpore, estivazione, restrizione calorica, eccetera. Molti stress ambientali innescano l’ipometabolismo degli umani. Nella nostra esperienza, la firma metabolica del dauer è più simile alla CFS che altri stati ipometabolici che sono stati studiati. Uno dei punti principali del nostro studio di metabolomica della CFS era di dare ad altri scienziati uno strumento nuovo per analizzare tutti questi stati ipometabolici, stadi di sviluppo., e sindromi così che le similarità e le differenze possono essere obiettivamente studiate, e sviluppate nuove terapie razionali.

D4. Gli uomini e le donne sono veramente diversi nella CFS?

Sì. Circa il 40-50% di tutti i metaboliti che misuriamo nel nostro metodo hanno una differente normale concentrazione in maschi e femmine. Questo non è tutto collegato al testosterone e all’estrogeno. Letteralmente centinaia di metaboliti sono regolati in differenti concentrazioni negli uomini e nelle donne. A livello di pathway, abbiamo trovato che gli uomini e le donne condividono 9 (45%) dei 20 pathway biochimici che erano disturbati nei pazienti di CFS. Undici pathway (55%) erano maggiormente preminenti nei maschi o nelle femmine. Sappiamo che per fare metabolomica propriamente bisogna avere un adeguato numero di controlli accoppiati per età e sesso. Se i maschi o le femmine sani sono raggruppati insieme come controlli, il potere di vedere differenze metaboliche nella CFS e molte altre malattie è molto ridotto.

Allo stesso modo, il metabolismo di un maschio di 25 anni è differente da quello di un maschio di 35 anni, e categoricamente differente da una femmina di 25 anni. In ogni decade della vita ci sono molti cambiamenti metabolici che accadono come parte del normale sviluppo e dell’invecchiamento. Quando vengono usati appropriati controlli accoppiati per età e sesso, la metabolomica è uno dei più potenti nuovi strumenti disponibili ai medici e agli scienziati per studiare una malattia cronica complessa.

D5. I cambiamenti metabolici che avete individuato nella CFS cone si relazionano al recente interesse nella epigenetica e nei pathway della metilazione?

Tutte le modificazioni chimiche covalenti del DNA e gli istoni che regolano l’espressione genetica sono il risultato di cambiamenti metabolici controllati dai mitocondri. Per esempio, tutto il DNA e la metilazione degli istoni dipende dalla disponibilità della SAdenosilmetion (SAMe). Reazioni di fosforilazione capitano sulla base della disponibilità dell’ATP. L’acetilazione dipende dalla disponibilità di Acetil-CoA. La demetilazione dipende dalla disponibilità di ossigeno e alfa-chetoglutarato. Altre reazioni di demetilazione richiedono la disponibilità di FAD+ e generano perossido. La deacetilazione dipende criticamente dalla disponibilità di NAD+. La ADP-ribosilazione del DNA pure dipende dalla disponibilità del NAD+.

L’attività del regolatore mastro di carburante chinasi AMP (AMPK) dipende dall’accumulo di AMP o dalla biosintesi purine de novo dell’intermediario AICAR (aminoimidazole carboxamide ribotide). L’mTOR è un altro barometro chiave dello status di carburante cellulare. L’attività del mTOR richiede la disponibilità di leucina. Tutti questi metaboliti che regolano l’epigenetica e l’espressione genetica sono controllati primariamente dal metabolismo mitocondriale. Questo ha senso perché tutte le attività cellulari devono essere responsive alle disponibilità di risorse locali e rimanere flessibili a rispondere a potenziali minacce che alterano la salute cellulare, e i mitocondri sono i primi monitor e regolatori del metabolismo cellulare.

Con rispetto alle reazioni di metilazione citoplasmatica che coinvolgono il metabolismo di folato e B12, i mitocondri pure giocano un ruolo chiave nel regolare il rilascio di formiato, il bilanciamento di NADPH in NADP+, NADH in NAD+, FADH12 in FAD+, Propionil-CoA in succinil-Coa, e glicina in serina. Alla fine, tutte queste reazioni mitocondriali influenzano la marea dei substrati disponibili per il metabolismo di metionina, cisteina, glutanione e taurina. Gli alti e bassi di questi metaboliti determinano il bilanciamento fra la sopravvivenza e la morte della cellula, controllando le modificazioni epigenetiche e l’espressione genetica. Queste reazioni sono illustrate nella Figura S6 supplementare online del nostro articolo.

D6. In che modo i suoi risultati potrebbero aiutare con il trattamento della CFS?

Questo primo articolo non era focalizzato sul trattamento. Tuttavia, la metabolomica rivela una nuova finestra sulla biologia sottostante alla CFS che ci rende molto speranzosi che efficaci trattamenti vengano presto sviluppati e testati in trial clinici ben-controllati. La metabolomica sarà una componente importante di ogni trial clinico di nuovi trattamenti per la CFS. Giocherà anche un ruolo importante nell’analizzare le similarità e differenze con classici modelli di laboratorio di stati ipometabolici come il dauer.

I ricercatori trovano ceppo dell’herpes nel sistema nervoso.

Ringrazio Rossana T. per la traduzione in italiano di parte di questo articolo .

In this lab stain, the small orange-spotted cell on the far left shows a nerve cell infected with herpes virus in an animal model. Credit: Image courtesy of Seattle Children's Hospital
In this lab stain, the small orange-spotted cell on the far left shows a nerve cell infected with herpes virus in an animal model. Credit: Image courtesy of Seattle Children’s Hospital

Ci sono un paio di ceppi di herpes così comuni che i ricercatori stimano che il 90 % della popolazione umana li abbiano. Questi ceppi, herpes umano 6 ed herpes umano 7, di solito non causano sintomi gravi quando le persone li acquisiscono. Ma i ricercatori sanno che, in determinate circostanze, gli herpes virus dormienti nel corpo possono inaspettatamente tornare a rombare nuovamente e causare complicazioni non tipicamente associate con il virus dell’herpes.

Il dott. Serge Barcy studia gli herpes virus nel Seattle Children’s Research Institute. In un articolo pubblicato sulla rivista Virology descrive di aver trovato dove si nasconde il virus dell’herpes 7, in un luogo sorprendente: il sistema nervoso di un modello animale.

Il referto dei miei esami su herpes virus. Ho due herpes virus attivi che si replicano, l'HHV-7 (qui in foto) ed il temibile Epstein-Barr Virus (EBV).
Il referto dei miei esami su herpes virus. Ho due herpes virus attivi che si replicano, l’HHV-7 (qui in foto) ed il temibile Epstein-Barr Virus (EBV).

“E’ comune trovare virus dell’herpes in ghiandole salivari di esseri umani e animali”, ha detto Barcy. “Ma abbiamo trovato l’herpes 7 nel sistema nervoso di modelli animali, ed è stata una sorpresa perché quel ceppo di herpes non è stato rilevato nel sistema nervoso prima. Vogliamo capire cosa fa nel sistema nervoso, se il virus è anche nel sistema nervoso umano e se potesse essere associato a malattie nervose.”

[…]

“Sempre più prove si stanno costruendo che i virus herpes possano utilizzare il sistema nervoso come una strada per diffondersi e potrebbero interferire con la normale funzione dei nervi in determinate circostanze”, ha detto Barcy. “Il nostro prossimo passo nella ricerca è quello di indagare su questo possibile collegamento.”

La PEM (malessere post-esercizio) nella ME CFS : un tratto distintivo della malattia

La traduzione integrale in italiano dell’infografica in inglese che avevo pubblicato nel settembre 2015 su questo blog e che avevo trovato in internet.

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La scienza (non così scientifica) dei calcoli dei crolli fisici

E così hai un amico con ME/CFS (encefalomielite mialgica / sindrome da fatica cronica) e sai che lei (o lui) non può andare a farsi una maratona con te o cose del genere. Ma alcuni giorni è così simpatico/a ed altri è totalmente noiosa e ti stai chiedendo: “Cosa sta succedendo ?” La risposta sta in una migliore comprensione dei calcoli dei crolli nella ME/CFS.

Supponiamo che un adulto sano inizi ogni giorno con 10 fagioli di energia e un adulto con ME/CFS inizi con appena tre fagioli.

prima immagine

I malati di ME/CFS hanno la possibilità di spendere più della loro dotazione di tre fagioli giornalieri, tuttavia questo ha un costo. Devono essere rubati dal giorno successivo . Nell’esempio qui sopra, i fagoli marroni sono un ammontare extra di energia e i fagioli tratteggiati vuoti mostrano da dove l’energia viene presa. Con solo un fagiolo di energia rimanente, il secondo giorno non sarà un giorno divertente.

Sfortunatamente i crolli non sono così semplici da comportare solo un giorno per riprendersi. Spesso un malato di ME/CFS si sentirà obbligato ad utilizzare tanta energia come un adulto sano. Per partecipare a un matrimonio, forse, o ad un incontro di famiglia. Appena un giorno può buttare via un’intera settimana di attività. Guardate qui:

seconda immagine

La settimana inizia con solo un giorno di normale attività. Per utilizzare questa energia, i fagioli vengono rubati ai giorni 2, 3 e 4. Quando il divertimento del primo giorno finisce, il secondo giorno inizia senza nessuna energia, e solo per fare le minime attività quotidiane come lavarsi, mangiare, ecc. viene utilizzato almeno un fagiolo che viene rubato dal quarto giorno.

terza immagine

Questo avviene di nuovo nei giorni 3 e 4 , lasciando il malato incapace di vivere normalmente per quasi un’intera settimana. E anche quando ritorna alla normalità ha ancora appena 3 fagioli di energia.

quarta immagine

Quindi, come puoi fare a far divertire il tuo amico ? Trova qualcosa che non gli farà utilizzare più dell’energia che ha a disposizione per un giorno (lui/lei sarà in grado di dirti più o meno cosa potrà fare o no). Oppure , se c’è davvero qualcosa che ne vale la pena, domandagli/le prima se varrebbe la pena di provocargli/le un crollo di alcuni giorni. Potrebbe semplicemente risponderti di sì !

 

 

 

Non è solo l’ISIS, è un mondo violento che genera violenza. Ovunque.

Ho trovato molto interessante l’articolo “La scomparsa dell’individuo ci minaccia” , insieme ad altri editoriali che recentemente sono apparsi sul Mattino di Padova ed altre testate nazionali. Quello su cui concordano in molti analisti ed opinionisti (certo, dovreste lasciar perdere le trasmissioni-spazzatura in tv delle reti Mediaset) é che il problema della violenza e del terrorismo non é più un problema che arriva da fuori ma che già si trova dentro l’Europa. E non solo. Proprio pochi giorni fa , dopo l’incidente ferroviario che è costato la vita a molte persone ho trovato particolarmente illuminante un commento che invitava a non cadere nel facile gioco delle (pur esistenti, ci mancherebbe) responsabilità individuali, perché se inizia a non funzionare più niente è perché il sistema in cui si lavora, o si vive, é profondamente sbagliato.
Volendo sintetizzare al massimo, il succo è che una società violenta crea violenza e che quando la competitività sfrenata genera maggiori diseguaglianze ed esclusione sociale (ovunque) diventa un fenomeno non più controllabile. Noi in Europa ora ci preoccupiamo (io nemmeno tanto, dato che la mia qualità della vita è sufficientemente compromessa a causa della mia CFS da farmi perdere già ogni giorno le piccole cose semplici, a costo zero, della vita, come le amicizie, gli affetti, la lettura di un buon libro, una sana risata in compagnia la sera) , ma gli USA vivono da sempre una mini-guerra civile interna di omicidi e serial killer, nonostante abbiano la pena di morte , proprio perché è la società ad essere organizzata in quel modo. Armi per tutti, zero welfare, se ti ammali sono cazzi tuoi…e se quello che si ammala si incazza, sono cazzi di tutti.

Resoconto della visita di controllo a Endocrinologia a Padova

Prima che la memoria mi abbandoni del tutto, un breve riassunto della visita di controllo di oggi. Non c’era il (bravo) prof. Betterle , e lo sapevo, perché di solito riceve il giovedì pomeriggio, primo posto a novembre e l’appuntamento che ho trovato oggi per una disdetta era con un’altra dottoressa.

Bene.  Spiego il quadro , mostrando anche che ACTH e cortisolo sono inaspettatamente migliorati (merito di Viruxan ? Della combinazione Glialia+  Q10 redox + glutatione + zinco ?), mi chiede se mi sento meglio e le dico di no e che sono a rischio di lasciare il lavoro.

Aggiornamento a maggio 2017: dal grafico interattivo qui sotto  vedete il miglioramento continuo dell’andamento del mio cortisolo dal 2015 al 2017. L’ultimo test del cortisolo salivare è stato fatto in un giorno in cui ho assunto Wakix (pitolisant) , un nuovo farmaco che agisce sui recettori H3 dell’istamina nel cervello ed è in fase di studio per alcune patologie neurodegenerative o neuropsichiatriche come ADHD e Parkinson, oltre che per la sonnolenza e la fatica nella narcolessia e nella ipersonnia idiopatica.

Mi misura la pressione , mi chiede quanta vitamina D3 prendo e le dico 20 gocce al giorno e inorridita mi dice che è tantissimo , allora le mostro gli esami recentissimi della vitamina D e le spiego che con tutto quello che prendo di DIBASE ho appena 40, su un range di sufficienza 30-150. Insiste che va ridotta comunque. Dice che , anche visto che sto prendendo Viruxan e che ho sviluppato la CFS dopo la mononucleosi, il problema è di tipo immunologico e quindi endocrinologico e che non ha senso che ci vediamo ancora (notare, ho l’esenzione per patologia a endocrinologia!!). Le spiego che in ben due centri medici differenti, il CRO di Aviano , specializzato in CFS che proprio a Immunologia a Padova (!!!) pensano che il problema sia prettamente endocrinologico, a quel punto propone una visita tra un anno. 

La CFS (sindrome da fatica cronica / encefalomielite mialgica) spiegata da un malato

Immagina la tua peggiore sbronza combinata con l’influenza. Ora immagina di sentirti così 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 per il resto della tua vita. Sean O Brian racconta al “The Journal” com’è vivere con una delle peggiori malattie di cui non sappiamo nulla.