Dove ha portato l’efficientamento dei tagli al personale di Trenitalia.

dall’articolo della Stampa pubblicato all’indirizzo http://www.lastampa.it/2015/06/13/italia/cronache/chiedere-il-biglietto-un-rischio-lascio-viaggiare-gratis-chi-senza-JXXxHxJaPZeotDTtODNgZJ/pagina.html

Sembra un gesto di resa. È solo l’ennesimo boccone amaro di chi sta in prima linea e se si guarda indietro scopre che non c’è nessuno. «Fino al 1998 sui treni eravamo in due più il macchinista. Solo per un caso il mio collega non era solo a Villapizzone . Se no questa volta piangevamo un altro morto…». Di violenze sui treni oramai ce n’è un catalogo guardando solo agli ultimi anni: le botte al capotreno sulla Milano-Rho qualche anno fa, gli spintoni sulla Treviglio-Novara per i troppi ritardi, i calci e pugni al controllore, da due usciti dalla discoteca e arrivati in Centrale senza biglietto, le catenate a un macchinista a Lodi, l’immigrato che a Villapizzone cerca di strangolare una capotreno donna, i pugni a un altro a Cesano Maderno e le bottigliate a un macchinista sulla Varese-Milano.

 

Solo nei primi 6 mesi del 2015 Trenord ha calcolato 18 aggressioni fisiche e 26 violente minacce verbali. Ma naturalmente ci sono tutti i casi più lievi che non vengono nemmeno denunciati. «Una volta pensavamo che la Milano-Bergamo o la Milano-Brescia fossero le linee più pericolose. Oggi può capitare ovunque», giura questo capotreno, tra i 100 in assemblea spontanea alla stazione Garibaldi, 15 minuti di sospensione dal lavoro a mezzogiorno con tutti i treni bloccati alla prima fermata e poi le solite richieste che non si stancano da presentare anche se dall’altra parte fanno orecchie da mercante. «Si devono muovere la regione e la Prefettura. Non è più possibile andare in servizio da soli. Le stazioni completamente automatizzate e senza controllo sono state desertificate. Non si sa mai chi puoi incontrare».

 

I momenti peggiori sono due. Il sabato sera quando bande di ragazzini sfondati di alcol salgono sul treno e ne fanno di ogni. O quando inizia il servizio del mattino e i treni in rimessa sono carichi di senza casa che dormono. «Ci sono ubriachi, disperati, gente fuori di testa… Hanno tutti il cartone col vino e purtroppo il coltello… E io devo girare tra loro e svegliargli e rendere presentabile il treno per gli altri passeggeri. Io, da solo, a tenere sotto controllo 7 o 8 vagoni».

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