La non qualità di Trenitalia sul treno da Padova a Riccione

Sabato scorso ho deciso dopo un paio d’anni di tornare a Riccione in treno con mia madre. Sapevo già che tra i tagli dei treni operati da Trenitalia da dicembre c’era il comodo (anche se con orari troppo allungati – 3 ore per 240km – , infatti spesso arrivava a Bologna con 20 minuti di anticipo per ripartire poi in orario alla volta di Rimini rimanendo fermo 25 minuti in stazione) Intercity Venezia-Bari, ora soppresso. Utilizzo la tariffa scontata di ben il 50% il sabato, la Cartafreccia Day, per utilizzare un Frecciargento da Padova a Bologna e un Intercity da Bologna a Riccione. A bordo del Frecciargento delle 7.57 per Roma, in prima classe (i posti in seconda classe erano esauriti) gli unici giornali disponibili erano sportivi oppure “Il Giornale”. Scelgo per forza “Il Giornale”, che lascio sulla poltrona dopo aver letto le prime tre righe di una pagina di politica: “Invece di buttare i soldi per i pannelli (quelli fotovoltaici) si potrebbero utilizzare per la ricostruzione”. “Certo” – penso tra me e me -“i soldi per le energie alternative sono soldi buttati, vista la grande autonomia energetica del nostro paese. La ricostruzione questi sigori amici di Berlusconi la vorrebbero rifare stile l’Aquila dove dopo tre anni ancora il centro storico è inagibile e gran parte degli abitanti non sono ancora rientrati nelle loro case”. Un buon inizio.
Ma il punto è un altro: l’aumento continuo e senza sosta, e sempre a due cifre percentuali dei biglietti di Trenitalia. Utilizzando il sabato la promozione con lo sconto del 50% e la domenica la tariffa Mini, ho speso 56 euro per un viaggio da Padova a Riccione, di poco più di 230 km ! E’ una follia.
Quello che denunciano giornalmente gli attivisti no-TAV, purtroppo è già realtà. Gli unici treni un po’ veloci rimasti, sono appannaggio davvero di persone benestanti, perchè i prezzi sono raddoppiati se non triplicati nel giro di pochissimi anni, e – ma va ? – il prezzo dei biglietti Freccia non rientra nel paniere dell’inflazione.
Come volevasi dimostrare , i regionali veloci che ho visto domenica al ritorno erano molto più corti in termini di numero di carrozze di quelli di pochi anni fa e strapieni.
All’andata sull’Intercity 613 Bologna-Lecce, nella carrozza numero 6 , l’aria condizionata era guasta. Ricordavo che era previsto un bonus in caso di guasto dell’aria condizionata . Sparito. Annullato, per una scelta autonoma di Trenitalia. La rabbia mi sale al pensare all’articolo di Moretti sul sito Fsnews.it “La mia ossessione è dare al cliente senza aumentare il prezzo“.

A Bologna, mentre aspettavamo il Frecciargento 9448 giunto a Bologna con 18 minuti di ritardo
Complimenti ! Nei display del Frecciargento si leggevano le grandi novità dell’estate 2012 Trenitalia, tra cui un “nuovo collegamento Frecciabianca” Venezia-Lecce, con le ex carrozze Intercity ristrutturate , ed un aumento del prezzo del biglietto del 50% , dai 22 euro di Padova-Rimini a 33 euro circa (informazione che aggiungo io). Questo nel totale silenzio del Governo e dei mass-media. Il viaggio in treno è più rispettoso dell’ambiente, è meno pericoloso in termini di incidenti stradali e se i treni avessero capienza sufficiente e se l’aria condizionata dove prevista funzionasse come le porte di accesso ai treni, sarebbe anche rilassante, invece siamo diventati in dieci anni un paese da terzo mondo (per i treni regionali) e un trasporto ferroviario per ricchi per i treni veloci rimasti.

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