Stress e malattie

“Così i principi di Peter e Paul dimostrano che le conseguenze dello stress ed in primo luogo le malattie coronariche e l’infarto, non minacciano solo colui che vuole farsi una posizione,che vuole emanciparsi, che vuole salire, ma anche colui che ha già raggiunto questa posizione e si considera ormai arrivato. Solo colui che, pur essendo arrivato, lavora al suo reale livello di competenza e continua a migliorare la sua preparazione, aggiornandosi e studiando, può considerarsi fuori pericolo. Pertanto, prima di avventurarsi ad affrontare nuovi compiti bisognerebbe essere sicuri che ci venga data la possibilità di continuare a imparare , senza essere costretti a mostrarsi subito all’altezza della nuova situazione. Non è mai consigliabile comunque accettare degli incarichi che ci costringano a rinunciare alle nostre convinzioni personali”.

[…]In genere sembra che l’organismo femminile abbia una capacità di adattamento alle mutevoli situazioni dell’ambiente circostante molto maggiore di quello dell’uomo. In tal modo i primi stadi di allarme, dovuti al ripetersi dello stress, hanno una durata molto più breve. Ne risulta evidentemente un affaticamento minore dell’organismo rispetto a quello maschile, per il quale gli stadi preliminari conseguenti allo stress possono avere una durata anche di molti anni. Questo fatto sarà decisivo per il trasformarsi degli stadi preliminari in una vera e propria malattia.

dal libro “Il fenomeno stress” di Frederic Vester, pg. 180, che sto leggendo in queste settimane.

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