Rosarno e Maroni, anche questa è Italia

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Non sono riuscito a trattenere il mio disgusto sentendo, dopo la rivolta di centiana di extracomunitari sfruttati da imprenditori senza scrupoli (chiamalo mercato, chiamalo capitalismo puro rispondente alla pura logica della domanda dell’offerta, chiamalo mafia, quello è) in quella regione dalla quale scappare che è la Calabria , quella dove una legge regionale “per snellire l’attività burocratica” consente di effettuare controlli a campione (non in loco ma in ufficio) sulle costruzioni effettuate anche nelle zone sismiche, per cui si costruisce anche sul letto dei fiumi, in nome di una italianissima “libertà di costruire” , le dichiarazioni del ministro leghista Maroni. “E’ perchè c’è stata troppa tolleranza”. Verso gli immigrati si intende. Non verso lo sfruttamento clandestino. Non verso la mafia o la n’ndrangheta. Non perchè ci sono procure dei tribunali dove manca persino la corrente, non parliamo del personale.
Ma questo è il governo del low-cost, salvo che il debito pubblico sta esplodendo e non c’è un servizio che funzioni , dalle Poste alle Ferrovie alle società autostradali (pochi giorni fa eravamo fermi in coda per oltre 5 km , due ore e mezza per fare una cinquantina di km nei pressi di Avigliana Ovest per traffico intenso, nessuna notizia né sul bollettino Isoradio, né sul sito della concessionaria autostradale) . Vivere in Italia sta diventando sempre più caro, molto più caro degli altri paesi europei. Eppure, a sentire i nostri ministri e governanti, questo è l’autentico governo dei miracoli: +30% dei biglietti ferroviari in 12 mesi con le ferrovie che cadono a pezzi , uffici postali con code impossibili, mesi e mesi per prenotare una visita medica nel magico Veneto che fino a una decina di anni fa era un centro di eccellenza (per la precisione, ho richiesto una visita oculistica a dicembre 2009 e mi è stato porposto ottobre 2010, per la prevenzione contro i melanomi visita di controllo con tempi di attesa di 12 mesi, poi mi spieghino a cosa servono ospedali nuovi , con i soldi dati ai costruttori e senza un numero di medici adeguati alla domanda) .E’ il governo che ti introduce anche 38 euro di “tassa” per ricorrere al giudice di pace. Non sempre condivido quello che scrive Beppe Grillo, ma la sua chiarezza è questa volta esemplare:

Cosa ci fanno più di diecimila immigrati irregolari nelle campagne calabresi? E’ ovvio, portano benessere a chi li sfrutta. Per farlo vivono in condizioni igieniche da porcile, sono pagati poco e in nero, non hanno nessun tipo di assistenza. La risposta cieca pronta e assoluta del solito coglione terzomondista è sempre la stessa: “Sono qui da noi perché fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare!“. Tutto il contrario, pagate gli italiani il giusto e ci sarebbe la fila di calabresi disoccupati per prendere il loro posto.
Gli immigrati lavorano in condizioni disumane che gli italiani non possono più tollerare, per questo sono qui. E allora, ancora, chi ci guadagna? I nuovi latifondisti, la criminalità in cerca di mano d’opera a basso costo, chi affitta dei tuguri a peso d’oro? Questa è solo la prima fascia, quella più visibile. Gli immigrati sono un bacino elettorale, portano voti sia a destra che a sinistra. Sono uno strumento di distrazione di massa usato dai partiti. La Lega e il Pdl vivono dell’uomo nero, del babau. Il Pdmenoelle e dintorni del buonismo a spese delle fasce più deboli della popolazione che vivono a diretto contatto con gli emigrati e si disputano le risorse. Voti a destra, voti a sinistra. In uno Stato dove migliaia di irregolari sfilano esasperati in una cittadina, Rosarno, e la mettono a ferro e a fuoco è evidente che lo Stato non c’è più. Africani contro calabresi, in mezzo il nulla di chi non si è mai fatto carico dei flussi migratori, dell’accoglienza, dell’integrazione.
Voglio l’immigrato a chilometro zero o l’immigrato integrato. Non abbiamo bisogno di nuovi schiavi, ne abbiamo a sufficienza di autoctoni. E così, una rivolta di Spartacus neri, diventa SOLO un problema di ordine pubblico, di controllo del territorio. Maroni, dico a lei anche in rappresentanza dei ministri degli Interni precedenti: “Dove erano, dove sono, le Forze dell’Ordine in Calabria, le stesse che riescono a sequestrare con occhiuta precisione un cartello 30 x 50 cm contro Schifani a un cittadino, ieri a Reggio Emilia?“.
Gli africani irregolari sono sempre stati lì, splendenti nel sole dei campi del Sud e a marcire nelle topaie. E dov’erano, dove sono le varie istituzioni che fracassanno i coglioni all’ultima bancarella del mercato per l’igiene, lo scontrino, la licenza, la tassa di occupazione, dove sono? E soprattutto perché le paghiamo se vedono sempre e solo il fuscello e non la trave? L’Italia è un piccolo Paese, con poche risorse e un tasso di disoccupazione da far paura. Dobbiamo avere il coraggio di dirci che gli immigrati sono in prevalenza forza lavoro sfruttata, merce per imprenditori senza scrupoli e per politici e giornalisti con la erre moscia che cianciano di pozzi avvelenati. Una risorsa preziosa per i politici che li lasciano al loro destino. E’ in corso una guerra, che qualche volta esplode, tra poveri: immigrati e cittadini italiani, entrambi presi per i fondelli. Lo Stato si è fermato a Rosarno.

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