I pigmei Mbutu

dal meraviglioso libro “Sociologia” di Anthony Giddens (esaurito in libreria) che sto leggendo , come sempre molto lentamente, da alcune settimane.

[…] La guerra intesa nel senso moderno risulta completamente sconosiuta a queste comunità, in cui sono assenti i guerrieri professionisti. La caccia stessa è principalmente un’attività cooperativa. Accade che gli individui vadano a caccia da soli, ma quasi sempre ne dividono il frutto – ad esempio la carne di cinghiale – con il resto del gruppo . I cacciatori- raccoglitori non sono soltanto popolazioni “primitive” il cui modo di vita non presenta più alcun interesse per noi. Lo studio della loro cultura ci consente di vedere più chiaramente che alcune delle nostre istituzioni sono ben lontane dall’essere aspetti “naturali” della vita umana. Non si deve naturalmente idealizzare il contesto in cui i cacciatori-raccoglitori sono vissuti, ma ciò nonostante l’assenza della guerra, la mancanza di grosse differenze in termini di ricchezza e potere , nonché l’accento posto sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione sono tutti aspetti istruttivi che ci ricordano come il mondo creato dalla civiltà industriale non vada necessariamente identificato con il “progresso”.

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