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CFS/ME, questa sconosciuta

Da un post bellissimo del mio amico Paolo di Roma su Facebook :

Esiste una malattia sicuramente più grave della sclerosi multipla e probabilmente più diffusa, della quale non si parla nelle facoltà di medicina, ma solo in ristrettissimi ambienti di ricerca.

Quando la medicina riconoscerà questa patologia, si assiterà -nell’ambito della pratica clinica- ad uno dei più grandi cambiamenti degli ultimi decenni, forse paragonabile a quello successivo alla scoperta dell’HIV e alla divulgazione delle conoscenze ad esso relative.

Allora un nuovo ‘mostro nero’ farà l’ingresso nel pantheon dei flagelli dell’umanità, con dignità pari a quella del cancro, dell’AIDS e delle malattie neurodegenerative.

Ma la patologia in questione è presente nelle nostre vite già adesso, e i malati sono intrappolati in una giostra senza fine, rimbalzando per decenni da una specialità a un’altra, trascinandosi attraverso una teoria senza fine di umiliazioni.

Il destino dei pazienti è attualmente quello di languire per decadi nelle proprie case, senza alcun trattamento; oppure quello di afferire ai servizi psichiatrici, i quali continuano tutt’oggi a costituire il tappeto sotto cui si nasconde ciò che non si conosce, oppure ciò che non si ha tempo di indagare più approfonditamente.

Altri consumano avidamente ogni genere di rimedio alternativo, che invariabilmente ha l’unico merito di non essere troppo nocivo, se non per il portafogli.

Quando la vicenda di questa malattia sarà resa pubblica, allora i medici dovranno spiegare come abbiano potuto ignorare la presenza di un dinosauro in un giardino; mentre la collettività dovrà giustificare l’omertà, il silenzio con cui ha sepolto vive milioni di persone in tutto il pianeta.

Se non c’è colpa nella incapacità dell’intelletto umano di trovare un modello teorico per una patologia così complessa, sarà invece motivo di perpetuo biasimo l’arroganza dei medici e l’omertà di amici e parenti che gettano quotidianamente al più uno sguardo distratto alle vittime di una delle più tragiche e diffuse patologie croniche che l’umanità abbia mai conosciuto.

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