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Partire è un po’ morire…..

…e prendere il treno in Italia non è facile. Comprare il biglietto, ricordarsi di obliterarlo (unico caso) , cercare il binario e così via. Se poi una persona il treno lo prende raramente, meglio darle una mano. E così, accompagno Marta a comprare il biglietto, le ricordo di vidimarlo, guardiamo insieme sul monitor i treni per Venezia (eravamo a Mestre) , la accompagno ai gradini del binario 9 , dove sarebbe partito il suo treno due minuti dopo, e mi dirigo al binario 10 dove avrei aspettato il regionale per Ferrara (in ritardo da Venezia, ovvero la stazione prima!) .

Io e Marta, a Mestre, venerdì pomeriggio.

Vedo il suo treno partire e , una volta che il treno è partito…vedo Marta che tranquillamente manda un messaggio con il cellulare….sul marciapiede. Oddio ma come ha fatto a non salire sul treno che era davanti a lei ? “Pensavo non fosse il mio, il mio parte tra due minuti!” …..Rimango allucinato. Lei è sempre convinta di aver ragione finchè il suo treno non scompare tal monitor del binario. Nel frattempo arriva il mio treno (sul quale salgo) e Marta mi aggiorna via sms :” Al binario 1 NON è passato, sono andata quindi al binario 3 x quello delle 17.46 ma è partito davanti ai miei occhi, adesso voglio vedere se riesco a prendere quello delle 18.03…”. La mia risposta è stata : “Che sia partito davanti ai tuoi occhi non ho dubbi, ma tu avevi manifestato la volontà di salire?” . Marta: “Stavo facendo le scale e mentre cercavo di aprire lo sportello il treno è partito, volevi che mi ci aggrappassi? Ora però sono salita su un treno, spero che vada a venezia..

Sul Regionale per Ferrara.

Però , tutto è bene quel che finisce bene. Marta alla fine è arrivata a Venezia dove ha potuto prendere il bus SITA per Padova. No, non fatevi altre domande. Va bene così.

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