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Veronica Pivetti , la depressione e il suo cane

“Sono felice di stare in quella nutrita schiera di persone che ha con il proprio animale  un rapporto che molti rompicoglioni definiscono innaturale, e che, invece, per noi malati è vitale.
Io sono una di quelle che dorme col cane, mangia col cane, fa leccare al cane il piatto con il sugo della pasta, disprezza i negozi in cui i cani non possono entrare, cancella per sempre le persone che non amano i cani, gioca col cane, guarda il suo cane che dorme e si commuove, e tende a parlare di cani perchè sa per certo che è un argomento cento volte più interessante di tutte le chiacchiere inutili e spesso dannose che si fanno per ammazzare il tempo”. […]
“Chiunque creda che l’antidepressivo sia la scorciatoia per raggiungere la felicità, crede sbagliato.  L’antidepressivo toglie l’abisso ma non ti regala il sorriso. L’antidepressivo non ti dà il buonumore, allevia solo la disperazione. E dico solo perchè il lavoro che ci aspetta dopo è immenso.
Il recupero della serenità, della felicità, del piacere di vivere è qualcosa a cui dobbiamo dedicare tutte le nostre energie e le nostre attenzioni e, tanto per cambiare, molto, molto tempo.
Una volta che , grazie agli psicofarmaci, ci siamo liberati del male oscuro, ci aspetta un percorso delicato e faticoso verso il recupero di noi stessi.
E l’abuso di antidepressivi impedisce tutto queto.
Le magiche pastigliette che mi avevano impedito di buttarmi dalla finestra quando non vedevo altra soluzione alla mia vita piena di dolore, esercitavano, ahimé , anche una funzione estremamente frustrante sul mio io e mi impedivano di rialzare la testa.”

(dal libro “Ho smesso di piangere” di Veronica Pivetti, non un capolavoro di scrittura ma un libro prezioso perchè racconta l’esperienza di una delle malattie più difficili da raccontare, e che sono stato felice di acquistare).

 

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