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Io poliziotto parente di un detenuto

dal “Mattino” di oggi

La divisa non dovrebbe essere portata con arroganza. A tutti potrebbe capitare di avere un proprio caro che finisce in carcere… ecco, per l’appunto, a me è capitato. Non sono un Agente della Polizia Penitenziaria, ma sono comunque un Agente di Polizia. Se una settimana prima che incominciasse la mia “doppia” vita (da poliziotto e da parente di un detenuto) qualcuno mi avesse chiesto che cosa avrei fatto se mi fosse accaduto quanto poi è accaduto, gli avrei risposto che quel parente “avrei dimenticato” di averlo. Fortunatamente, invece,ho cominciato da subito a correre contro corrente; ho avuto la fortuna di iniziare a crescere ed arricchirmi di un’esperienza non comune: capire che la vita non è scontata… capire tante cose che non avresti mai accettato… capire che una persona “normale” può sbagliare… capire che fare il tuo lavoro diventa ancora più significante, se lo vedi con un po’ più di umanità e se vedi tutti i lati delle persone. Non è stato facile…ci sono voluti anni perchè io giungessi a capire quanto era accaduto… purtroppo e per fortuna non è una esperienza che capita a tutti, e non è semplice accettare le cose che non hai scelto di vivere… è sempre facile dire «io avrei fatto cos?ì, io mi sarei comportato così?», ma quando capita a te, è veramente tutto diverso, è veramente un altro mondo, un mondo parallelo, e solo chi lo vive e lo affronta dalla parte ed a fianco del detenuto, può capire. Ma per fugare ogni dubbio, comunque, voglio dire che non ho affrontato il mio lavoro in modo diverso da prima, semplicemente l’ho fatto con più serenità… anch’io come i miei colleghi, nei primi anni del mio lavoro, ero convinto di avere la possibilità di giudicare, il dovere di “punire” anch’io chi sbagliava… ma non era così ?… era solo un’illusione ed una debolezza del mio carattere, che si nascondeva, a volte, dietro una divisa, perchè diversamente forse non hai abbastanza “soddisfazioni” e sicurezze nella vita. So per esperienza che la divisa, se portata con un po’ di arroganza, non rispecchia proprio quello che dovrebbe essere il tuo lavoro… rispecchia solamente, purtroppo, una persona frustrata che cerca le sue sicurezze utilizzando l’abito che indossa. Lettera firmata

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