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L’informatico (parte due)

 Tempo e Lavoro

Alcune volte è sbagliato giudicare un’attività semplicemente per il tempo che occorre realizzarla…
Un buon esempio è il caso dell’ingegnere che e’ stato chiamato per aggiustare un computer molto grande ed estremamente complesso…un computer che  valeva 12 milioni di Euro.
Seduto di fronte allo schermo, preme un paio di tasti, asserisce con la testa, mormora qualcosa a se stesso e spegne il computer.
A quel punto estrae un piccolo cacciavite dalla tasca e da’ un giro e mezzo ad una minuscola vite. Dopo ci ciò, accende il computer e verifica che funziona perfettamente.
Il presidente dell’azienda è felicissimo e si offre di pagare il conto immediatamente. "Quanto le devo?" chiede. "Sono Mille Euro, per cortesia" risponde l’ingegnere.
"Mille Euro? MIlle Euro per pochi minuti di lavoro? Mille Euro per stringere una semplicissima vitina? Mi rendo conto che il computer vale 12 milioni di Euro, ma mille Euro mi sembra una cifra veramente esagerata. Pagherò solamente se mi manderà una fattura dettagliata che giustifichi una cifra del genere."
L’Ingegnere acconsente con un cenno e se ne va. Il mattino dopo il presidente riceve la fattura, la legge attentamente, asserisce con la testa e la paga immediatamente, senza una lamentela. La fattura diceva:  Servizi effettuati:
* Avvitamento di una vitina: EURO 1
* Sapere quale vitina avvitare: EURO 999
Manda questa mail a tutti i professionisti che ogni giorno affrontano la mancanza di considerazione di quelli che per la loro ignoranza non arrivano a capirli, e regalagli un momento di umorismo.

RICORDATI: SI GUADAGNA PER QUELLO CHE SI SA, NON PER QUELLO CHE SI FA.

6 risposte su “L’informatico (parte due)”

E come non darti ragione caro Fabio. Purtroppo il mondo del lavoro mi spaventa,ma mi spaventa ancora di più la condizione di precariato che ci vogliono fare vivere in questo paese, unificato in una grande coalizione quale è quella europea (ma solo in termini monetari) e trascurando aspetti ben più importanti quali l’assistenza sociale e l’occupazione. Ti basti pensare che in Germania una persona che diviene disoccupata ha diritto ad uno stipendio pagato dallo Stato fino a quando non troverà una nuova occupazione. L’ unico dovere a cui sottostare è quello di registrarsi all’ ufficio di collocamento della città di appartenenza! Riflettiamo gente

per come la vedo io due son le cose:
1) andiamo tutti in Germania
2) cominciamo a svegliarci fuori e a lottare politicamente per riavere indietro i nostri diritti che da bravi fessi ci siamo fatti rubare sotto il naso senza nemmeno che ce ne accorgessimo.
Al che la domanda è: ipotizzando di scegliere la 2), che bisogna fare?

Hihi, sono quasi daccordo con te, anche se credo che esistano una serie di lavori in cui è più importante quello che si fa e non quello che si sa… mi viene in mente il tizio che mi porta le 6 casse d’acqua in casa facendosi 4 piani di scale a piedi… 😀

Albè scrive :per come la vedo io due son le cose:
1) andiamo tutti in Germania<---solo perkè vuoi lo stipendio a sbaffo!:D 2) cominciamo a svegliarci fuori e a lottare politicamente per riavere indietro i nostri diritti che da bravi fessi ci siamo fatti rubare sotto il naso senza nemmeno che ce ne accorgessimo. Al che la domanda ?: ipotizzando di scegliere la 2), che bisogna fare?<------vedo ke hai le idee chiare! :°D e qui non può che starci l'intramontabile Mina: parole parole parole soltanto parole parole tra noi! non c'è l'ho con te tesoro :p ma la maggior parte della "gente" è solo parole! è da quando sono entrata alle superiori ke sento urlare,sbraitare e affermare che bisogna cambiare la situazione italiana (ovvero il governo!), riprenderci le nostre "libertà"(le abbiamo mai avute?!!!) ma son sempre state parole (appunto!) e non vedo che le cose siano cambiate... ps_vabbeh ma a parte ste sottigliezze politike e di governo...l'italia è fika non la cambierei mai per la Germania!soprattuto mai per i krukki tedeski :p

emmmmmm perkè si è pubblikata solo la prima riga del mio kommento?!!!!!!! non ho parole…. vabbeh non c’ho voglia di riscriverlo 🙁

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