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Cause della Sindrome della Guerra del golfo: stress, munizioni all’uranio impoverito o cocktail chimici

di SUSAN BOOS

Martedì mattina, 18 marzo, ore 7.08. Louis Jones viene ucciso da una iniezione mortale nella prigione americana di Terre Haute (Indiana). Due giorni dopo gli USA e la Gran Bretagna iniziano a bombardare l’Iraq.
I due fatti non hanno niente in comune, ciò nonostante sono legati da qualcosa di macabro. Il sergente Louis Jones aveva prestato servizio nell’esercito per 22 anni, come sottufficiale di un reparto di fanteria e come istruttore militare nei paracadutisti. Nel 1991 l’esercito lo spedisce nella Guerra del golfo. Ritorna con una decorazione, ma non sarebbe stato più lo stesso, afferma la sua ex moglie.

Impazzito, sofferente di crisi di panico, incontrollabile. Il suo buon umore se n’è andato e soffre in continuazione di mal di testa. La coppia si spezza, Jones lascia l’esercito, vuole studiare, interrompe di nuovo gli studi, fa lavori saltuari e non riesce più a riportare la sua vita sui giusti binari.
Una sera del febbraio del 1995 sequestra la giovane recluta Tracie McBride nei pressi della vicina base militare, la violenta e la uccide. Jones non nega l’accaduto, ma dice anche di essere vittima della Sindrome della Guerra del Golfo.

MONTAGNE DI URANIO IMPOVERITO
Nel 1991 gli Stati Uniti inviano quasi 700.000 soldati nel Golfo. Dopo il loro ritorno molti veterani iniziano ad accusare i più vari sintomi. La maggior parte soffrono di dolori muscolari e articolari, stanchezza cronica, perdita della memoria, problemi digestivi e respiratori, depressione, malattie della pelle. La malattia viene battezzata come "Sindrome della Guerra del golfo".
Fino a oggi il Department of Veterans Affairs (VA) ha riconosciuto oltre un terzo dei veterani della Guerra del golfo come invalidi totali o parziali. Oltre 10.000 veterani sono intanto deceduti: sul campo, nel 1991, solo 96 soldati americani erano stati uccisi. La Guerra moderna, che viene presentata dagli USA come un attacco chirurgico che non esige più vittime, ha chiaramente una dinamica diversa da quella della "vecchia" Guerra: prima i soldati morivano soprattutto sul campo di battaglia, oggi lasciano il campo presumibilmente sani, ma le tracce della Guerra le portano a casa, e muoiono a scoppio ritardato. Le autorità militari hanno considerato per lungo tempo la Sindrome della Guerra del golfo come una reazione post-traumatica da stress e ritenevano che i sintomi dei veterani fossero psicosomatici. Tuttavia, con un certo ritardo, anche i veterani inglesi, francesi e canadesi iniziarono ad accusare gli stessi sintomi. Nel 2000-2001 si ammalarono inoltre oltre venti soldati europei che avevano prestato servizio in Bosnia e Kossovo. Alla fine si iniziò a parlare apertamente di una possibile causa di questa malattia: l’uranio impoverito (DU: depleted uranium).
Gli Stati Uniti bombardarono l’Iraq nel 1991 con 324 tonnellate di munizioni all’uranio impoverito. In Bosnia ne furono sparate tre tonnellate, in Kossovo 8,4.
L’uranio è radioattivo. L’uranio impoverito emana certamente meno radiazioni dell’uranio naturale, che viene estratto nelle miniere per ottenere bombe o combustibile per le centrali nucleari. L’uranio impoverito è un prodotto di scarto dell’industria nucleare. Infatti l’uranio presente in natura contiene solo un parte ridotta dell’uranio fissile 235. Per produrre combustibile per i reattori nucleari è necessario aumentare la parte di uranio-235 presente nell’uranio naturale. Ciò che rimane è l’uranio-238, l’uranio impoverito.
Questo metallo pesante è incredibilmente compatto, all’incirca come il tungsteno. La differenza: il tungsteno è relativamente caro, l’uranio arricchito praticamente gratuito. Infatti se si produce una tonnellata di combustibile per una centrale nucleare, si ottengono da 5 a 7 tonnellate di "depleted uranium", che vengono sparse in giro in contenitori di acciaio, visto che nessuno sa dove immagazzinarle. Solo negli Stati Uniti 700.000 tonnellate di uranio impoverito aspettano di essere smaltite.
Grazie alla densità di questo uranio si arrivò all’idea di fabbricare speciali munizioni all’uranio impoverito che penetrassero la corazza di un carroarmato. "Dopo il perforamento della corazza, appena il proiettile all’uranio impoverito viene in contatto con l’aria, brucia, aumentando così la potenza di distruzione". "Spesso viene aggiunto anche del combustibile (in polvere o allo stato liquido) cosicchè il proiettile faccia esplodere le munizioni del carro", scrive il laboratorio AC di Spiez. Nella Guerra del golfo l’esercito americano assieme a quello inglese ha sparato oltre 850.000 munizioni di questo tipo lasciandosi indietro un enorme cimitero di carriarmati incendiati. Il sergente Jones li aveva visti bruciare.
Dodici giorni dopo il delitto Louis Jones viene arrestato. Agli investigatori racconterà di essersi sentito come "telecomandato" durante il sequestro e l’omicidio. Avrebbe visto alzarsi del fumo nero, come una volta in Kuwait.
Visto che il delitto era stato compiuto in una base militare, Jones venne portato davanti a un tribunale federale nel 1995. La giuria arrivò alla conclusione che avesse agito consapevolmente e che il fatto non avesse nessun collegamento con la Guerra. I giurati lo condannarono a morte. Una rarità, visto che lo Stato federale ha condannato a morte solamente altre due persone dal 1963 a oggi: Timothy McVeigh, che il 19 aprile 1995 fece saltare in aria un edificio del governo a Oklahoma City uccidendo 168 persone, e Juan Garza, trafficante di droga. Un dettaglio interessante: Timothy McVeigh, che venne giustiziato nel 2001, era un veterano della Guerra del golfo come Louis Jones.

ACQUA AVVELENATA
L’uranio impoverito è pericoloso soprattutto quando viene inalato o si beve dell’acqua inquinata da esso. "Dal terreno l’uranio può arrivare nella verdura e nell’acqua potabile. L’autorità ambientale statunitense (EPA) nel 2000 ha fissato, per motivi economici, un limite per l’uranio nell’acqua potabile di 30 microgrammi per litro. L’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, consiglia invece un limite molto più basso, 2 microgrammi per litro (…)", scrive il Wise Uranium Project in uno studio sui "Proiettili all’uranio impoverito". Soprattutto la popolazione che vive in zone interessate può soffrire per l’uranio impoverito, perchè beve in continuazione acqua avvelenata dal DU e perchè è sottoposta a un alta emissione di radiazioni (che può causare aumenti del rischio di contrarre tumori).
Difficilmente poteva invece essere dimostrato che i casi registrati di leucemia fossero stati provocati da munizioni all’uranio impoverito. Questo perchè i tumori causati da radiazioni hanno un periodo di latenza di circa 10 anni. La maggior parte delle malattie tumorali causate dalle munizioni DU in Iraq, Bosnia e Kossovo esploderanno solamente negli anni successivi.
Nel 1996 l’esercito USA dà per la prima volta la notizia che i soldati che erano stati impiegati a Kamisiyah (Iraq), erano stati esposti a piccole quantità di Sarin. All’inizio l’esercito parla di alcune centinaia di soldati, più tardi di alcune migliaia. Il Pentagono spedì a Jones nel 1997 e nel 2000 due lettere in cui gli si confermava che durante il servizio in Iraq era stato esposto a gas nervino. Jones non ha mai ricevuto le lettere, perchè era in carcere, scrive "Newsweek". Non gli sarebbero neppure servite, visto che nuove prove non sono ammesse in un procedimento d’appello.

UN PERICOLOSO COCKTAIL CHIMICO
Il Sarin è un gas nervino che divenne famoso nel 1995. La setta Aun lo ha impiegato nella metropolitana di Tokyo, avvelenando migliaia di persone (molte morirono). Durante la Guerra fredda il Sarin era una delle armi chimiche più pericolose e fra le preferite. Ovest ed Est ne producevano migliaia di tonnellate. Anche l’Iraq entrò in possesso del pericoloso veleno. Tuttavia non lo impiegò nella Guerra del golfo. Gli Alleati bombardarono Kamisiyah dove sospettavano si trovassero bunker sotterranei. I bombardamenti colpirono anche contenitori di Sarin. Il gas nervino si volatilizzò e "100.000 persone vennero esposte a piccole quantità di esso", come il Pentagono dovette ammettere nel 1996.
E’ possibile che Jones si fosse preso la Sindrome in questa maniera. Allo stesso modo non è più possibile separare tutto ciò dal fatto che i soldati americani furono esposti a un violento cocktail chimico. Prima di essere mandati al fronte, per esempio, era stato loro somministrata della Pyridostigmina, che aumenta le chance di sopravvivenza in caso di attacchi chimici. Inoltre le tende e le divise erano state trattate massicciamente con pesticidi, perchè si temevano gli insetti che trasportano la malaria e le zecche.
Allo stesso tempo i soldati erano stati vaccinati sia contro le malattie infettive della zona del Golfo persico, sia contro possibili agenti biologici che le truppe irachene avrebbero forse potuto utilizzare. "Presumibilmente tutto questo portò a circa trenta iniezioni in tre settimane. La domanda che sorge spontanea è se il corpo sia ancora in grado di reagire con gli anticorpi contro questo grosso numero di agenti esterni", scrive sempre il laboratorio AC.
Il famoso epidemologo texano Robert Haley, che studia da anni la Sindrome della Guerra del golfo, è oggi convinto che questo impenetrabile mix chimico abbia causato diffusi disturbi neurologici. Haley ha dimostrato con delle retroscopie a risonanza magnetica che tra i veterani "fra il 5 e il 25 per cento delle cellule in parti vitali del cervello sono danneggiate, e alcune di queste agiscono come dei relais per tutte le funzioni automatiche e inconsce.
Robert Haley si schiera a favore di Louis Jones e dichiara alla stampa: "La mia opinione è che Jones venne esposto durante il suo servizio nella Guerra del golfo ad agenti chimici che distrussero importanti cellule cerebrali. Questi danni sono responsabili dei cambiamenti della personalità che portarono al tragico delitto". Il governo bloccò ulteriori analisi neurologiche per motivi economici.
La Corte suprema respinse il ricorso di Jones nel 1999. Nel febbraio del 2003 George W. Bush ha respinto la domanda di grazia. Louis Jones viene giustiziato, Bush inizia la sua nuova guerra.

(articolo tratto da "Die Wochenzeitung", 11.04.2003, traduzione di Stefano Giantin)

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