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FERROVIE
Pendolari “ostaggi” nel treno fermo per motivi sconosciuti
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera-denuncia.

E’ già la seconda volta nel giro di un mese che il treno n. 11479 in partenza da Mantova alle 6.00 di mattina e diretto a Venezia, causa guasti al locomotore, si blocca per un’ora tenendo in ostaggio le centinaia di pendolari che la mattina salgono sul treno per raggiungere il posto di lavoro o l’Università. A nessuno, nonostante gli altoparlanti presenti in ciascuna stazione ferroviaria e addirittura all’interno del treno, viene in mente di avvertire gli utenti del guasto o del ritardo. Una volta saliti in treno, però, ed arrivati ad Este comincia la solita tragicommedia: il treno resta bloccato per un’ora (dalle 7.15 alle 8.15) in mezzo alla nebbia più fitta. A malapena si riesce a vedere il controllore che va avanti e indietro in bicicletta alla disperata ricerca di contatti con la stazione “madre”. Si pensa al peggio. Ma quando si decide di chiedere informazioni, visto che spontaneamente il personale non le dà, si scopre che le porte sono bloccate ed è il panico. Dopo un’ora di interrogativi senza risposta la rabbia monta, non si sa più cosa pensare. Il treno accenna a ripartire. Arrivati a Monselice la maggioranza dei pendolari decide di scendere per non rischiare altri blocchi.

Si avvicinano al controllore per chiedere informazioni sul guasto e sul primo treno utile per Padova: il controllore invece di rispondere mugugna (forse timoroso delle reazioni dei passeggeri) e chiude la porta facendo così partire subito il treno. I pendolari che si sono preoccupati di sapere di più, rimangono così a piedi a Monselice, in attesa di un altro treno per Padova… Oltre al guasto del treno – che fa riflettere visto che si tratta di un TAF inaugurato tre mesi fa – ora anche il personale mostra avversione “verso i passeggeri”. D’altronde dopo tutta la bagarre esplosa ultimamente sulla cattiva organizzazione degli orari e sui costanti ritardi immotivati dei treni niente è cambiato. Perché allora continuare a pretendere un minimo di comunicazione dal personale viaggiante? Ormai anche i passeggeri – in maggioranza madri di famiglia, studenti che debbono sostenere esami, lavoratori – si stanno adattando, è solo questione di tempo!

Teresa Moro

e altri 200 pendolari

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