Chelazione con DMSA, di nuovo

Aggiornamento: anche questa terapia non ha dato alcun miglioramento nella mia ME/CFS.

A circa tre anni e mezzo dal primo tentativo di chelazione dal mercurio con DMSA , ci riprovo. Purtroppo con la dose standard consigliata (100mg) avevo sintomi gastrointestinali fortissimi per cui dopo i primi tre giorni (il protocollo prevede 3 giorni sì e 11 no, se non ricordo male) ho abbandonato l’idea.

Il mio amico Paolo , che si è interessato a questo argomento, mi ha consigliato di riprovarci con dosi molto più basse (lui , svuotando le capsule e riducendo le dosi iniziali, utilizza circa 6mg a dose) .

Le pillole da 12.5mg di DMSA , un dosaggio otto volte più basso di quello standard che anche al mio amico Paolo faceva malissimo, e che mi consentono di riprovare la disintossicazione dal mercurio dai tessuti. Il DMSA non supera la barriera emato-encefalica, a differenza dell’acido alfa-lipoico, ma rimuoverlo dai tessuti grassi come reni e fegato potrebbe migliorare le condizioni generali del corpo.

Sul sito Mandi Mart inglese ho trovato il DMSA da 12.5mg , ed oggi ho iniziato. Dopo l’assunzione , mani gelide e forse un po’ di tachicardia (assolutamente controllabile) ma nessun grave effetto come avevo avuto con la dose da 100mg , quindi proverò nuovamente a fare un ciclo di 3 giorni. Paolo ha realizzato una piccola guida disponibile gratuitamente in rete su come seguire correttamente il protocollo di disintossicazione (protocollo Cutler). Lo seguirò anche per eseguire, dopo un ciclo di 3 giorni, la misurazione del mercurio urinario dopo l’assunzione di DMSA.

Prima di addormentarsi il protocollo Cutler prevede anzichè l’assunzione di DMSA ogni 3-4 ore anche di notte, di assumere con l’ultima dose del giorno una dose di acido alfa-lipoico a rilascio ritardato. La chelazione non va mai fatta se sono presenti amalgame contenenti mercurio in bocca !

La dose va presa a intervalli regolari, teoricamante anche di notte, ma per evitare di svegliarsi ogni 3-4 ore anche di notte, la sera oltre all’ultima dose si può prendere una dose di acido alfa-lipoico a rilascio ritardato (io ho acquistato il Tiobec 400 fast-slow che contiene anche complessi vitaminici) che copra appunto l’intera notte fino al mattino.

Aggiornamento: ho completato senza grosse difficoltà il ciclo da 10 giorni, avendo cura, per la prima volta in vita mia, di effettuare (circa 60 euro) l’esame delle urine alla ricerca di mercurio  , piombo ed alluminio durante il periodo di assunzione del DMSA. Si chiama “test da carico DMSA” e consente di vedere quanti metalli pesanti ci sono nel corpo. I valori sono risultati bassissimi, tali da escludere che la mia CFS sia correlabile ad un’intossicazione da metalli pesanti.

I risultati degli esami alla ricerca di metalli pesanti nelle urine effettuati durante un ciclo di chelazione con DMSA hanno mostrato valori bassissimi.

Inquinamento da metalli pesanti e malattie: il caso della galleria Tescina

Non mi è passato inosservato il servizio del TG3 nazionale dell’altra sera riguardante l’ennesimo disastro ambientale dovuto ad una discarica (autorizzata) della Thyssen Krupp, già tristemente nota per aver lasciato morire degli operai senza nemmeno un telefono per dare l’allarme (lo stabilimento era in fase di dismissione) , dalla quale fuoriesce cromo esavalente nella galleria sottostante.

Un uomo di 41 anni che ha lavorato nella galleria ora ha gli effetti dell’esposizione a cromo esavalente, e l’intervista del Tg3 è preziosissima per chi, come la maggior parte della popolazione, vive dall’esterno e non sulla propria pelle l’esposizione a metalli pesanti (che , per esempio, fuoriescono anche dagli inceneritori): le persone intossicate / esposte a metalli pesanti sviluppano malatte a livello di cervello (neurologiche), fegato, reni, ovvero i tessuti grassi dove questi metalli si depositano (raramente vengono riscontrati nel sanue, dove transitano solo immediatamente dopo l’esposizione.

Quest’uomo ora , anche a 400 metri di distanza da luoghi che contengono queste sostante, lascrima sangue , ha delle escoriazioni sul corpo, una vita distrutta insomma. E le autorità pubbliche , anche nella rossa Umbria, non comprendono la gravità ambientale di massa, epidemiologica, di queste bombe di cui oramai l’Italia è piena (se potete guardatevi sul sito Rai la trasmissione Presa Diretta sui rifiuti tossici dove scoprirete che anche Veneto e ancor peggio Lombardia sotto le “grandi opere infrastrutturali” o con discariche immense ospitano rifiuti tossici pericolosissimi, quando non sono stati gettati in mare o sotto le banchine dei nuovi porti turistici tanto cari alle amministrazioni del centrodestra).

 

Io purtroppo so sulla mia pelle cosa vuol dire intossicazione da metalli pesanti, nel mio caso mercurio. sicuramente da otturazioni dentali. Sapevo fin dall’età di 14 anni di essere allergico al thimerosal , un conservante normalmente contenuto nei colliri e vaccini fino ad una decina di anni fa, ma non sapevo che le otturazioni dentali contenessero mercurio.
Quando nel 2010 vidi peggiorare in modo costante e veloce la mia salute, con sintomi prevalentemente neurologici e parapsichiatrici, scoprii i danni e gli effetti dei metalli pesanti.

La questione, per nulla banale, nel mio caso (ma certamente non nel caso dell’operaio che ha lavorato nella costruzione della galleria umbra, per cui si parla di esposizione a livelli altissimi ed intossicazione acuta, nel mio di esposizione a basse dosi ma per 23 anni) è : perchè in alcuni soggetti queste otturazioni fanno male ? Campo inesplorato dal punto di vista medico. Quello che più di qualche autorevole medico , studioso e ricercatore sostiene è che , insieme ad un deficit genetico nella espulsione dei metalli (che fa la differenza, perchè l’accumulo e l’intossicazione avviene quando la capacità di espulsione non raggiunge quella di accumulazione) , possa esserci l’azione di virus (herpetici o il famigerato Epsteinn-Barr) che provochino delle modificazioni per cui la capacità del corpo di espellere i metalli pesanti venga pesantemente ridotta e da quel momento il mix diventa micidiale.

Alcuni studi tratti dal sito emergenzautismo.org , che trovate pubblicati in questo blog , parlando espressamente di terapie per migliorare l’autismo basate su antivirali che consentano l’espulsione di metalli pesanti solo dopo una volta che vengano eliminati alcuni virus dall’organismo e sotto accusa sono proprio quelli hhv-6 e hhv-7 (quelli che provocano la rosolia nei piccoli). E’ l’accumulo di metalli pesanti che rende catastrofiche le conseguenze di un’infezione virale (come la mia monuncleosi che mi devastò letteralmente all’età di 24 anni, mentre altre persone nemmeno si accorgono di aver avuto quell’infezione ? ) , o è un’infezione virale forte , avuta da piccolo e magari con un sistema immunitario debole (magari per l’assenza dell’allattamento materno) , che ha indebolito le capacità del corpo di espellere i metalli pesanti ? Pian piano si sta scoprendo che malattie come la sclerosi multipla (che per me non sono malattie ma sindromi, come la mia) ma anche la celiachia sono legate ad infezioni virali (enterovirus ?) , ma finchè non si scopriranno bene questi meccanismi non si potranno nemmeno curare. Per sviluppare la celiachia serve sì la presdisposizione genetica ma si diventa celiachi solo dopo che…. succede qualcosa.

Tornando a me , credo che allontanarmi da un ambiente così inquinato e ristagnante e umido farebbe solo bene alla mia salute.

Virus, legame con i metalli pesanti e con il ciclo della metilazione.

dal sito http://www.cfsitalia.it/public/CFSForum/index.php?/topic/5108-virus-legame-con-i-metalli-pesanti-e-con-il-ciclo-della-metilazione/

Dott.ssa Amy Yasko

Esistono diversi tipi di virus. Due dei gruppi principali sono i virus a DNA (acido desossiribonucleico) e i virus a RNA (acido ribonucleico). La differenza tra questi due gruppi sta nel diverso formato che contiene il loro patrimonio genetico. Nei virus RNA, il materiale genetico è sotto forma di RNA. Nei virus DNA, è sotto forma di DNA. L’ herpes è un virus a base DNA, così come il CMV (cytomegalovirus), l’EBV (Epstein Barr Virus) e l’epatite. Il morbillo, la parotite e la rosolia sono virus a base RNA. Il nostro materiale genetico è immagazzinato sotto forma di DNA. Ciò che del DNA viene utilizzato, viene trasformato in RNA. Possiamo immaginare che il DNA sia tutto l’inventario in magazzino, e l’RNA è ciò che compri da questo inventario per poi usarlo. L’analogia che uso nelle conferenze e nel mio libro sull’RNA (che descrive più dettagliatamente, e in modo più facilmente comprensibile, il DNA e l’RNA) è quella del Brico Center. Il DNA è tutto il legname, i chiodi, le viti sugli scaffali del Brico Center. L’RNA è il materiale di cui avete bisogno per un progetto particolare, ad esempio per costruire la vostra casa; una volta completato il progetto, il prodotto finale -diciamo quindi la vostra casa- è la proteina. Quindi, tornando al punto principale, il nostro materiale genetico (tutte le nostre informazioni) è immagazzinato sotto forma di DNA. Quando veniamo infettati da un virus a base DNA tipo l’herpes, questo si può moltiplicare dando origine all’infezione attiva o a recidive. Oppure, può essere latente. Quando è allo stato latente, il virus se ne sta dentro al nostro DNA, nelle nostre cellule. Immaginate che il DNA sia una lunga collana di perle. Adesso immaginate di tagliare il filo che trattiene le perle, inserite alcune perline rosse nella parte centrale della vostra collana di perle, poi riannodate la collana. Abbiamo ora una collana di perle, con al centro alcune perline rosse. Le perline rosse possono stare lì ferme finchè non accadrà qualcosa che le farà saltar fuori dalla collana, che quindi tornerà ad essere una collana fatta di sole perle. Ora le perline rosse possono moltiplicarsi e causare un’infezione attiva. Alcune di queste perline (es. herpes) una volta riattivate possono dare origine a sintomi della malattia, altre possono saltare di nuovo dentro alla collana di perle del nostro DNA. Quando il virus salta fuori dal DNA per passare da una forma latente ad una attiva, esso ha bisogno di moltiplicarsi. Per potersi moltiplicare, ha bisogno di produrre un altro po’ del proprio DNA. Immaginate che per produrre DNA servano quattro mattoncini. Il Valtrex agisce andando a sostituire uno di questi mattoncini che servono a costruire il DNA. Il mattoncino fornito dal Valtrex è diverso dagli altri, quindi va a interferire con il processo necessario a collegare insieme tutte le perline per produrre altro virus. Quindi ciò che il Valtrex fa, è interferire con il processo di moltiplicazione del virus. Non sopprime il virus. Per permettere al Valtrex di agire, è necessario che il virus sia in una fase attiva di moltiplicazione. Se il virus non si sta replicando, se è ancora fermo dentro alla collana di perle, sotto forma di perline rosse, il Valtrex non può agire. Studi recenti nel campo dell’HIV, Virus da Immunodeficienza Umana (Nature Reviews in Drug Discovery Nov 2005), un altro virus che si incorpora nel nostro DNA, hanno mostrato come il modo più efficace di trattare questo tipo di virus consista nell’attivare il virus latente, il virus che si trova ancora nella collana di perle, e nell’interferire con la sua abilità di replicarsi. Il risultato è che è più efficace usare allo stesso tempo diversi tipi di agenti antivirali che agiscono attraverso meccanismi differenti, piuttosto che utilizzare un singolo agente antivirale. Il Valtrex può interferire solo con la replicazione di virus che utilizzano i mattoncini del DNA. Quindi può agire solo sui virus a base DNA, ma non su quelli a base RNA. Il Valtrex può interferire con la moltiplicazione virale dell’herpes, ma non con quella di morbillo, parotite e rosolia. Il morbillo, la parotite e la rosolia sono virus a base RNA. Il morbillo e la parotite sono retrovirus, cioè possono invertire il loro RNA in DNA (NdT: i retrovirus contengono un enzima, la trascrittasi inversa, che permette di trasformare l’RNA del virus in DNA, realizzando una copia del DNA a partire dalla singola catena dell’RNA) dopodiché sono in grado di incastrarsi nella nostra collana di perle. Poi, quando sono pronti a moltiplicarsi di nuovo, le perline rosse saltano fuori dal nostro DNA e si ritrasformano in RNA per produrre altro RNA virale. Nonostante la rosolia non sia un retrovirus, in altre parole non ha i mezzi per invertire il proprio RNA in DNA, esso è capace di prendere a prestito questi mezzi dal morbillo e dalla parotite. Quindi, in presenza di altri retrovirus, la rosolia stessa può comportarsi come un retrovirus. Una volta incorporato il DNA virale nel nostro DNA, quindi quando le perline rosse diventano parte della nostra collana di perle, il DNA virale può essere copiato ogni qualvolta il nostro DNA viene copiato. Per mettere a tacere il DNA virale, in modo che non si attivi, entrano in gioco i gruppi metilici. L’organismo riconosce il DNA “estraneo”, e manda i gruppi metilici a tenerlo a bada. Ciò non riesce se ci sono mutazioni nei gruppi metilici. Maggiore è la durata del cattivo funzionamento dei gruppi metilici, maggiore è la quantità di virus che si accumula. Ecco perché il carico virale è più alto nei bambini più grandi, ed ecco perché può occorrere più tempo per eliminare i virus. Abbiamo bisogno di far sì che il virus salti fuori dal nostro DNA, e poi dobbiamo schiacciarlo quando è in fase attiva e si sta replicando. Alcuni segni che il virus sta uscendo dal suo nascondiglio, fuori dalla nostra collana di perle, sono esantemi, febbre, mal di testa, vomito. Io credo che anche elevati livelli di creatinina siano un segno, e significhino che il virus sta uscendo dal suo nascondiglio. Il ruolo della metilazione nel mettere a tacere i virus è uno dei motivi per i quali sottolineo l’importanza dei test nutrigenomici per valutare il funzionamento dei processi di metilazione in tutti i bambini. Come sapete, io ritengo che i virus aiutano i metalli ad aggrapparsi all’organismo. Una volta sradicato il virus, i metalli saranno escreti. Più i virus restano nell’organismo, più sarà difficile arrivare ai metalli. Quando vediamo che i metalli cominciano ad essere espulsi, dobbiamo poi pensare alle infezioni virali croniche. Ecco perchè è importante essere sicuri che la metilazione sia a posto anche nei bambini che hanno usato altri metodi per espellere i metalli. Come ho già riferito in passato, alcuni chelanti hanno anche proprietà antivirali. Ad esempio, guardiamo al glutatione. So di bambini che, con una terapia basata in gran parte sull’uso di glutatione, sono guariti e hanno espulso grosse quantità di metalli. E’ meraviglioso. Tuttavia, se questi bambini erano autistici, allora devono esserci stati alcuni squilibri nel loro organismo che hanno permesso a questa patologia di svilupparsi. Fattori sottostanti quali le mutazioni nel ciclo della metilazione, infezioni croniche virali e batteriche, esposizione ai metalli pesanti, hanno tutti contribuito a creare la patologia autistica. Utilizzando, ad esempio, il glutatione per liberarsi dei metalli pesanti (il glutatione ha anche effetti antivirali) abbiamo eliminato alcuni dei fattori di rischio. Se non risolviamo il problema delle sottostanti mutazioni nel ciclo di metilazione, nulla potrà impedire ai virus di ricominciare ad accumularsi nell’organismo. Il meccanismo che dovrebbe mettere a tacere i virus è ancora guasto. Il meccanismo che “accende e spegne” l’espressione del DNA, detto epigenetica, è ancora guasto (il recente articolo della BBC su alimentazione e metionina sottolineava l’importanza del buon funzionamento della regolazione epigenetica) . La capacità di costruire alcuni dei mattoncini per il DNA e l’RNA, che dipende dalla metilazione, è ancora assente. Fondamentalmente, finchè non si risolve il funzionamento del ciclo di metilazione, è come avere una bomba a orologeria che aspetta di esplodere. Ecco perché è importante occuparsi del ciclo di metilazione e trovare il modo di aggirare gli ostacoli rappresentati dalle sue mutazioni.

Acido folinico e Methyl-B12 spray per la CFS, una gradita sorpresa

http://forums.prohealth.com/forums/index.php?threads/folinic-acid-and-cfs.157981/

La meticobalamina in versione spray da spruzzare nelle narici (uno spruzzo per narice al giorno) unita ad acido FOLINICO 400mg, entrambi acquistati da cenaverde.com (su consiglio del mio amico Davide di Roma) mi hanno dato una sensibile dose di energia e attenzione.
L’ho presa ieri pomeriggio per la prima volta e mi sono accorto incredibilmente dell’effetto ieri sera verso le 19…. l’ho ripresa stamattina alle 7.30 e verso le 10…ho iniziato a vedere la differenza…
Sull’uso dell’acido folinico (che viene generato nel fegato a partire dall’acido folico, ma che a differenza del secondo  attraversa più facilmente la barriera dell’encefalo) nei pazienti con CFS potete trovare questo articolo, mentre l’uso della metilcobalamina , soprattutto in versione spray era stato già affrontato da Matteo dall’Osso nel suo libro. Io avevo avuto dal CRO di Aviano la prescrizione di iniezioni di vitamina B12 ma l’effetto non era stato così evidente. Solo recentemente la questione dell’anomala risposta del mio organismo alla terapia con antivirale/immunomodulatore Viruxan che mi aveva provocato eczemi e problemi gastrointestinali mi aveva portato su un PDF molto interessante dove si parlava dell’efficacia particolare dell’utilizzo in soggetti con disturbi dello spettro autistico (e/o intossicazione da mercurio, come nel mio caso) della somministrazione di metilcobalamina spray. Ed eccomi qui.

CFS, ora la terapia immunologica

Come mi aveva consigliato il CRO di Aviano a fine 2011 dopo il fallimento della terapia combinata di cortisone, vitamina B12 per iniezione, Nicetile ed altri integratori antiossidanti (in primis acido alfa-lipoico) , mi sono rivolto a Immunologia a Padova dove ho avuto la fortuna di parlare con un immunologo che ha ben chiaro sia che questa patologia esiste ed è fisica ed è chiara pure la correlazione con un’infezione virale (mononucleosi in gran parte dei casi) , ma ha altrettanto chiaro che non c’è un’unica “terapia” per uscire da questa situazione sempre più debilitante nel corso del tempo.

Ha anche raccontato il caso che ha conosciuto in prima di persona di un’infermiera che è dovuta rimanere a casa dal lavoro , tale era la stanchezza che le provocava questa sindrome (che ha caratteristiche neurologiche, come tutte le più recenti patologie neurodegenerative, dalla sclerosi multipla all’Alzheimer al Parkinson), e che è stata meglio con una terapia a base di antivirali, molto costosi (ma che all’epoca la Regione Veneto passava gratuitamente).

Per ben un anno (ma conto di fare il punto della situazione ben prima con l’immunologo, anche controllando l’andamento dell’immunodepressione, ovvero del basso rapporto CD4/CD8 del mio sistema immunitario) prendo Viruxan+Nicetile, tuttavia questo antivirale, che normalmente non dà alcun effetto collaterale, a me ha aumentato ancora di più e in modo grave la stanchezza, scatenando inoltre, anche questa cosa rarissima, rash cutanei ed una candidosi intestinale. Beh, rarissima, o meglio nei rari casi in cui una intossicazione sistemica da mercurio non abbia compromesso il sistema immunitario e scatenato un’infezione fungina latente, come ho scoperto imbattendomi in questo documento che anche lo specialista ha definito molto interessante e applicabile per alcuni aspetti al mio caso.

Per questo sto integrando la terapia iniziale con un antifungino (il Difluconazolo) e con enzimi digestivi che mi stanno davvero cambiando la vita in tema di digestione ; la sonnolenza post-prandiale è molto migliorata e questo mi dà grande sollievo. Inoltre gli enzimi digestivi sono noti per migliorare (se non addirittura curare) l’iperbilirubinemia che io ho sia relativamente alla bilirubina indiretta che alla diretta.

Conto presto di sostituire gli efficaci ma cari fermenti lattici Candinorm con il Kefir , una specie di yogurt probiotico naturale molto più ricco sia di fermenti sia di vitamine dello yogurt normale, grazie ad una nostra amica di famiglia (Giulia) che ce lo ha donato.

Qui, i magnifici tre. Niente foto per Viruxan e Nicetile, ho come l’impressione che per migliorare la mia situazione dovrò cambiare antivirale e dirigermi verso il caro (ma più efficace) Zadaxin. Ovviamente spero caldamente di sbagliarmi 😉

Gli enzimi digestivi della Houston Enzymes e sulla destra il Kefir.

Aggiornamento (7.1.2014): purtroppo nonostante sia riuscito a completare il primo ciclo di 45 giorni con Viruxan , ho avuto problemi di gonfiore e blocco del transito intestinale con peggioramento della stanchezza. Presto cercherò di parlare con l’immunologo per valutare l’inizio della (costosissima) terapia B con Zadaxin o con il recente antivirale Valcyte (di cui potete leggere qualche informazione oltre a quelle sul miracoloso Provigil all’indirizzo http://www.drpodell.org/chronic_fatigue_syndrome_treatments.shtml#Hidden-infections )

EDIT: purtroppo la terapia con Zadaxin, costata 1500 euro (farmaco in fascia C), non ha avuto alcun risultato.

Stanchezza cronica, tanti tentativi e ancora niente.

Dopo il protocollo di Aviano (cortisone, Nicetile, antiossidanti e vitamina B12) che non ha dato frutti, la rimozione delle otturazioni in mercurio e la disintossicazione dai metalli pesanti, il ciclo completo con SSRI (inutili anche se l’umore era alle stelle), oltre un mese di strettissima cura anticandida senza cereali, zuccheri e cibi acidificanti (che non mi ha dato più energie nemmeno temporaneamente)  , nemmeno l’eliminazione delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) mediante il doloroso doppio intervento di uvulopalatoplastica a freddo e tonsillectomia ha migliorato la mia condizione di stanchezza cronica.

Oggi, dopo circa 40 giorni dall’intervento, e solo dopo pochi giorni che finalmente non ho più un dolore tremendo mentre sbadiglio (il che, avendo la stanchezza cronica, avviene spessissimo) , all’ultima visita di controllo mi è stato detto che se la causa della mia stanchezza cronica (in particolare della forte sonnolenza post-prandiale e di un sonno non ristoratore) fosse stata causata dalle apnee ostruittive nel sonno, avrei dovuto vedere già dei grandi miglioramenti, e se così non è, purtroppo la causa della mia stanchezza cronica non è da ricondursi alle apnee notturne.

Dire che sono sconsolato ed amareggiato è dire niente. Bisogna viverci, con la stanchezza cronica, per capire quanto “povera” sia la qualità della nostra vita, nonostante la nostra grande voglia di vivere , di avere relazioni sociali, di godere delle tante cose meravigliose che il mondo che ci circonda ci dà.

Da agosto , rinunciando al 10% dello stipendio, ridurrò di altrettanto l’orario settimanale. Oggi, quando la dottoressa mi ha visitato e mi ha chiesto come va al lavoro , mi ha detto:” Quindi lei uscirà prima dal lavoro per andare a letto. Capisco che non sia una bella situazione”.

Sintomi da fatica cronica e intossicazione da mercurio organico

Un interessantissimo studio pubblicato su PubMed e riguardante un caso (risolto) di intossicazione da mercurio organico (alimentare, e non da otturazioni dentali in amalgama) è stato pubblicato poche settimane fa sull’altrettanto interessante blog della Mineral Test, la società diretta dal dr. Gerardo Rossi e alla quale mi sono rivolto per la disintossicazione (elevatissima ed accertata mediante mineralogramma) da mercurio.
E’ sempre interessantissimo quando si ha la fortuna di trovare studi recenti sull’argomento, per vari motivi:

1) perchè (è incredibile) per sostenere che non esiste prova della correlazione tra utilizzo di amalgami dentari in mercurio e sindrome da fatica cronica o sclerosi multipla è stato redatto un documento che ha mostrato che in pubmed negli ultimi dieci anni non sono apparsi articoli sull’argomento (!!!) e i casi elencati avevano poca evidenza statistica ;

2) perchè negli studi pubblicati su pubmed sono elencati in modo preciso e scientifico i criteri con i quali si sono escluse altre patologie che potevano mimare gli stessi sintomi (per esempio , nel mio caso , molti sintomi della CFS sono perfettamente sovrapponibili con la depressione, e come tutti quanti mi sono fatto il mio ciclo di antidepressivi che sono stati acqua fresca, come pure la cura di cortisone che non ha fatto altro che farmi ingrassare ed aumentare ancora di più il grado di ostruzione delle vie aeree che è correlato con il peso).

E’ da notare in particolar modo che in questo paziente tutti i parametri di sangue, urine, battito cardiaco, anticorpi autommuni erano perfettamente regolari . E’ stata osservata però nel paziente (esattamente come me ) gastrite cronica e reflusso gastroesofageo . Al paziente è stato dato supporto psicologico una dieta equilibrata e un moderato esercizio aerobico, purtroppo senza risultati (come nel mio caso) . Quando questi è ritornato per il controllo, ha però riferito un particolare che non aveva detto in precedenza ai medici, e cioè che dopo la paura per il morbo della mucca pazza aveva iniziato a sostituire la carne con il pesce , in particolare tonno crudo, che nell’area geografica dove si trovava il paziente, Corea , è se possibile ancora più pieno di mercurio che da noi, grazie agli scarichi industriali incontrollati di quegli stati (Giappone in testa).

E’ stata effettuata quindi un’analisi minerale tissutale (Hair Mineral Assay), quello che da noi si chiama mineralogramma ed al paziente è stata data una cura di tre mesi a base di integratori di ossido di zinco, ossido di magnesio, calcio e L-cisteina . Dopo tre mesi il paziente ha riportato significativi miglioramenti.

Lo studio prosegue con una vera e propria lezione sui differenti tipi di mercurio e delle sue fonti (infatti , a seconda della sua forma , organica, inorganica , si deposita in tessuti differenti del nostro corpo) . Quello che trovo particolarmente interessante è la spiegazione di come la L-cisteina e lo zinco insieme possano chelare efficacemente il mercurio, perchè attualmente , dopo circa un anno di trattamento con selenio, rame e zinco, nonostante il mineralogramma mostri che sta continuando ad uscire mercurio dai miei capelli e i sali minerali inizino a rimanere nel corpo ad esplicare la loro funzione di catalizzatore in tutti i processi corporei (ed il primo è la produzione di energia nel famoso Ciclo di Krebs), i miei sintomi non acennnano a migliorare.

Ed ora, una considerazione, di carattere personale: nello studio si cita più volte il fatto che sia stato controllato il mercurio nel sangue e che fosse dentro i limiti, il che spiega in modo chiaro che la sola analisi del sangue non è sufficiente per escludere una intossicazione cronica (non acuta) da mercurio. Bene, quando io, disperato (non sto esagerando) a gennaio 2012 sono andato al Dipartimento di Tossicologia industriale dell’Università di Padova presso l’Ospedale di Padova (il famoso , blasonato, centro di avanguardia e di eccellenza , almeno per noi veneti), mi è stato misurato (a pagamento) il mercurio nel sangue, e quando ho spiegato che nei casi di intossicazione cronica a basse dosi il mercurio nel sangue non si trova perchè si deposita nei tessuti ( si chiamano metalli pesanti anche per questo!) , mi è stato detto: “se noi non troviamo mercurio nel sangue, ci fermiamo qui. Arrivederci.” . Con il bel sorriso di una bella donna. Peccato forse servisse anche altro.

Terzo mineralogramma : forse qualcosa inizia a funzionare

Mi è arrivato poco fa il referto del terzo mineralogramma, ad un anno esatto dall’eliminazione delle cinque otturazioni in amalgama (mercurio) consumate per il bruxismo e che avevano cambiato colore (probabilmente a causa del reflusso gastroesofageo) .

Il terzo mineralogramma. Breve commento.

Il dr. Rossi della Mineral Test, come sempre gentilissimo, prima di inviarmi il referto mi ha voluto tranquillizzare: il fatto che risultino sballati tutti i valori dei principali oligoelementi in realtà è un’ottima notizia, perchè vuol dire che questi oligoelementi vengono trattenuti dal corpo perchè i recettori enzimatici , liberati dal mercurio che viene espulso (qui una esauriente pagina sui danni a livello endocrino del mercurio) , si legano agli oligoelementi introdotti con l’alimentazione (e con l’integrazione consigliata da Mineral Test).
Da parte mia sento, a livello delle articolazioni , che qualcosa sta cambiando, ma la mia stanchezza cronica è sempre identica , forse addirittura peggiorata, ma il processo di disinstossicazione probabilmente impegna il fisico.
Oggi ho ricevuto anche un’altra splendida notizia : entro aprile dovrei essere operato, sicuramente di uvulopalatoplastica, e spero anche di tonsillectomia, dato che ho le tonsille molto grosse , anche se questa cosa dovrà essere approfondita. Sono passati sei anni da quando il neurologo mi ha detto che la sindrome delle apnee notturne poteva spiegare la mia estrema stanchezza diurna. Troppi, troppi, troppi. E a chiunque si trovi nella mia situazione, dico: se avete qualche soldo da parte, spendetelo per la salute, e fatevi operare nel pubblico ma in regime privato. Di vita ce n’è una sola, e perdere anni interi “sopravvivendo” anzichè “vivendo” quando si sarebbe potuti stare meglio vuol dire sprecare la propria vita.

Ho aggiornato a questo indirizzo il grafico dell’andamento dei miei mineralogrammi, in modo da aver uno storico aggiornato in tempo reale dell’andamento della mia disintossicazione.

 

Selenio e tiroidite autoimmune

Mamma con la tiroidite di Hashimoto, papà con deficit di memoria e concentrazione compatibili con la forte intossicazione da mercurio riscontrata dal suo mineralogramma e con una strana psoriasi che non va via e io in condizioni identiche (ma con la metà dei suoi anni) peggiorate dalla sindrome della fatica cronica.
In comune abbiamo condizioni compatibili con una grande scarsità di selenio nel nostro corpo.

Io sto integrando selenio (50 mcg al giorno, a mio parere troppo pochi per uno stato di grande carenza, ma vedremo….) , rame e zinco da 10 mesi a questa parte, a mamma nessun endocrinologo ha mai prospettato l’idea che una integrazione di selenio potrebbe invertire la progressione della malattia (che colpisce come tutte le malattia autoimmuni le articolazioni, a partire da anca, ginocchia, spalle, ecc.) . Ad esempio , potete leggere questo documento e anche questo in formato PDF.

La domanda è : perchè siamo tre persone in tutta la famiglia che ci siamo rivolti a specialisti differenti e nessuno ha mai spiegato l’importanza di questo potente antiossidante , coinvolto nell’eliminazione dei metalli pesanti e particolarmente del mercurio , la cui mancanza provoca l’indebolimento del sistema immunitario e favorisce l’intossicazione da metalli pesanti con l’insorgere di malattie autoimmuni ?

Piccolo resoconto dei rimedi contro la stanchezza cronica

Come i lettori del mio blog avranno potuto leggere, non mi sto dando per vinto nella ricerca di una soluzione al problema della mia stanchezza cronica che mi dà grandi problemi sia al lavoro nelle giornate più lunghe, sia nelle relazioni sociali, praticamente assenti se di sera (la notte rimane off-limits).

L’evento che ha fatto cambiare tutto è stata una forte infezione da mononucleosi nel 1998, e da lì ho avuto sempre una sonnolenza diurna e una stanchezza persistente, ma dal 2008 ho avuto un peggioramento sistemico e generale, a partire dall’intolleranza al glutine, una aumentata stanchezza , sensazione di freddo, e molte altre cose che qui non scrivo, che mi hanno fatto pensare ad una intossicazione da mercurio subacuta dovuta anche alle cinque otturazioni in amalgama contenenti mercurio che avevo in bocca. Insieme a questo, con la mononucleosi, la sindrome di Gilbert.

Da circa otto mesi sto seguendo un programma di disintossicazione da alluminio e mercurio, che il mineralogramma ha mostrato che ho in grandi quantità, ma ad ora non ho notato alcun miglioramento , tranne forse una minore tendenza ad ammalarmi.

Negli ultimi giorni poi la stanchezza cronica è diventata terribile , e così mi sono ricordato che da circa un mese ho sospeso il Candinorm , i fermenti lattici specifici contro la Candida Albicans, un lievito che si trova normalmente nel nostro corpo ma che nel caso di intossicazione da mercurio si trasforma nella forma fungina e dà problemi un po’ a tutto il corpo , dalla stanchezza all’intolleranza al glutine, addirittura a forme depressive (trovate tutto su internet).

Volevo dirvi che le seguenti prove che ho fatto, sulla base di testimonianze e  consigli medici, hanno avuto esito negativo: SSRI (Cipralex), Glutatione perlinguale, Cellfood antiossidante in gocce, Sam-e (adenosinmetionina) 400mg + Vitamine gruppo B.

Tra le cose invece che ho trovato che certamente mi danno una mano ci sono i fermenti lattici Candinorm , specifici contro la Candida Albicans, che contengono anche selenio e biotina. Già, selenio, il principale antagonista del mercurio, perchè è noto che questo lievito/fungo, dannosissimo in grandi quantità, si diffonde in caso di intossicazione dal mercurio. Sarò felice di avere le testimonianze di chi come me è affetto da CFS ed è anche intossicato da metalli pesanti.

Particolarmente interessante il racconto che mi ha passato il mio amico Davide Cremona che sta seguendo un master tra Tarragona e Barcellona su un caso di stanchezza cronica probabilmente correlato proprio a questo fungo, adottando una dieta molto molto rigida.

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