Zuppa parmentier

Dopo il passato di verdure il nuovo piatto salva-inverno che preparo è la zuppa parmentier , una specialità francese che i miei genitori hanno assaggiato per la prima volta durante le brevi vacanze estive a Rimini. Rispetto alla versione proposta da Giallo Zafferano mamma mi ha suggerito di non usare il brodo (userei il dado che non è il massimo in tema di cibo sano) ; lei inoltre non fa saltare il porro sulla padella prima di metterlo a bollire.

Lei non mette nemmeno la panna, ma quella io la metto eccome 😉
Per il resto, molto semplice : 250 g di porri, patate per 750 g circa, aggiustare di sale e pepe ed i soliti 25-30 minuti di bollitura. Poi , aggiunta di panna e minipimer.

Zuppa parmentier in bollitura.

 

 

Semifreddo alla liquirizia

25 gr di liquirizia purissima possibilmente frantumata (tipo quella saila o oronero)

75 gr di zucchero

1 tuorlo d’uovo

250 ml di panna da montare (non quella spray 🙂 )

3 cucchiai di latte

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Tritare piu’ finemente per quanto possibile la liquirizia con il tritatutto.

Versarla poi in un piccolo pentolino insieme al latte e farla sciogliere completamente  a fiamma bassa.

Unire il tuorlo con lo zucchero e sbatterli un poco assieme e dopo unirci o sciroppo di liquirizia appena creato.

Montare la panna finché non diventa bella spumosa e a questo punto aggiungerci il composto preparato prima e mescolare dal basso verso l’alto facendo attenzione di non “smontare” la panna.

Versare in un contenitore o in stampi da muffin e lasciare riposare nel freezer almeno un paio d’ore.

La cicoria Witloof

Due settimane fa alla Coop di Torre c’era la cicoria Witloof in offerta, e così l’ho presa. Ora che  , dopo 14 giorni , continua a rimanere in frigo , e dopo che mia madre – dopo che gliel’ho descritta con il mome che c’è scritto nell’etichetta – non aveva la più pallida idea di cosa fosse, scopro che è l’indivia belga.

Rimango ogni volta sorpreso dal fatto che in cucina ci si spieghi sempre in termini molto approssimativi, al contrario dell’informatica . “Mamma, ho preso la cicoria Witloof “- “La catalogna ? ” Che ? ” “Ma dici il radicchio ? ” “Ma no , è allungato , bianco, abbastanza spesso”. Alla fine Google mi ha aiutato . Stasera la taglierò per lungo, togliendo il cuore amaro, e la farò in padella con un goccio di burro. Speriamo bene 😉

Focaccia Petruzzi

La focaccia Petruzzi

lievito di birra (in panetto fresco oppure lievito di birra secco Paneangeli mastro Fornaio)
farina (1 panetto o 1 bustina ogni mezzo chilo di farina)
acqua tiepida
sale q.b.
1 cucchiaino di zucchero

Se si usa il lievito di birra in panetto, prendere una tazza e sciogliere il lievito con un cucchiaino di zucchero in poca acqua tiepida (se si usa il lievito secco, mescolarlo con la farina e il sale facendo attenzione a non metterlo a contatto diretto col sale ma piuttosto con lo zucchero, come indicato nelle istruzioni).
Versare i 3/4 della farina in una ciotola di ceramica.
Aggiungere un pizzico di sale, il lievito sciolto e, mano a mano, dell’acqua tiepida.
Impastare fino a ottenere una palla non appiccicosa aggiungendo via via la farina. Farne una palla.
Accendere il forno a 50 gradi per qualche minuto.
Prendere un canovaccio pulito, avvolgere la ciotola di ceramica nell’asciughino e bagnarlo sulla superficie.
Mettere la ciotola coperta in forno (deve essere tiepido, non caldo). Lasciare lievitare almeno un paio d’ore.
Volendo si può lavorare di nuovo la pasta con un po’ di farina e lasciarla lievitare di nuovo. L’impasto così sarà più elastico.
Da qui si può fare un po’ quel che si vuole….
Stendere la pasta e farne pizza, mescolare alla pasta semi di vario tipo (quello che ho assaggiato io e era coi semi di girasole e semi di papavero) e poi stendere la pasta su una teglia da forno, allargarla ben bene e aggiungere sopra olio in abbondanza, stendere la pasta in strato sottile, tagliarla e friggerla…. un po’ quello che si vuole insomma 🙂

Giornata dedicata alla casa

Ritorno all’Auchan dopo credo un anno , per il fatto che , deserta la città, avevo buone speranze di non trovare il solito caos. E infatti è andato tutto bene. Oggi a pranzo mi sono cucinato la prima frittata alla cipolla; come previsto , girare la frittata con il piatto non è stata operazione semplice, e infatti alla fine è venuta fuori una specie di omelette, molto buona comunque.

Questa sera (ho preso all’Auchan tutti gli ingredienti) è stata la volta di un altro piatto che a me piace un sacco, hamburger al pepe verde. Rispetto alla ricetta che ho trovato in internet , ho semplificato le cose (il Brek insegna!)  buttando tutta la panna già nella padella con il pepe verde dopo aver cotto gli hamburger ed eliminato l’olio in eccesso dalla padella. sono venuti , lo devo dire, squisiti.

Pennette aglio olio e peperoncino

Per 4 persone: 300 g di pennette, 4 spicchi d’aglio, 1 peperoncino rosso, 1/2 bicchiere d’olio d’oliva, sale.

  • Lessate la pasta in abbondante acqua salata.
  • Mentre la pasta cuoce, scaldate l’olio in una padella su fuoco medio con il peperoncino al quale avrete tolto i semini e che avrete sminuzzato. Unite gli spicchi d’aglio sbucciati e affettati. Attenzione a non far scurire l’aglio che diventerebbe amaro: deve appena dorare, solo leggermente.
  • Scolate la pasta al dente e conditela con l’olio insaporito.  (ma non si mette la pasta nella padella contenente l’olio per farla cuocere fino a diventare cotta al punto giusto ??)
  • Servite le pennette subito, meglio se in piatti fondi riscaldati.

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